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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2002

                     6/4/2002 - CONTRO IL MONDO DEL LAVORO

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QUESTO GOVERNO E LA SUA POLITICA
CONTRO IL MONDO DEL LAVORO di G.C.
Dopo l’avvento del centro-destra al governo del Paese, seguito dalle sue iniziative legislative, oltre agli altri temi caldi sulla ribalta nazionale, quali scuola, sanità, giustizia, conflitto di interesse ecc., l’altro tema caldo è quello che interessa il mondo del lavoro e le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
E’ noto che questo Governo in stralcio alla finanziaria 2002 tra le altre cose, ha predisposto due deleghe, una riguarda le pensioni, mentre l’altra il mondo del lavoro.
Queste deleghe sono l’oggetto dello scontro in atto tra il Governo di Berlusconi e le Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL.
Le deleghe in questione cosa prevedono:
La Delega sul Lavoro riguarda alcune deroghe all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Per 4 anni sarà possibile il licenziamento senza giusta causa con indennizzo in questi tre casi:
1. Per i lavoratori “emersi” dal nero;
2. Per i lavoratori i cui contratti a tempo determinato siano trasformati in contratti a tempo indeterminato;
3. Per i lavoratori delle aziende che superano la soglia dei quindici dipendenti.
Oltre a quel che si riferisce all’art. 18, sono previsti nuovi tipi di contratti:
 Lavori accessori ed occasionali - i lavoratori (soprattutto babysitter e assistenti agli anziani) ricevono dei
”buoni” che le famiglie hanno precedentemente comprato da apposite agenzie, poi si presentano in agenzia con i “buoni” e ricevono il
compenso;
 Lavori su chiamata - (ad esempio operai mettono a disposizione dell’azienda determinati periodi di tempo-lavoro e ricevono un compenso per questa disponibilità;
 Lavori in leasing - i lavoratori dipendono da un’agenzia e possono avere dei contratti anche a tempo indeterminato;
 Lavori a progetto - i lavoratori sono impiegati solo fino a quando il progetto a cui lavorano è terminato.
 Ammortizzatori sociali legati alla formazione e alla ricerca di nuovi lavori;
 Collocamento - società private potranno fare incontrare liberamente domanda ed offerta di lavoro.
La delega sulle Pensioni prevede:
1. Vecchiaia, età libera - chi raggiunge l’età di vecchiaia può concordare con l’azienda di restare;
2. Sconti a chi resta - chi avendo i requisiti dell’anzianità decide di restare godrà di sconti contributivi;
3. Cumulo consentito - prevista l’abolizione del divieto di cumolo tra reddito e pensione anche per l’anzianità;
4. TFR nei fondi - TFR futuro tutto nei fondi pensione, alle imprese taglio dei contributi sui nuovi assunti.
Come si vede, si vuole reintrodurre i licenziamenti senza giusta causa nelle aziende con più di 15 dipendenti e l’altro strappo è la decontribuzione per i nuovi assunti, che se la norma venisse approvata metterebbe anche a rischio le pensioni in essere.
Era chiaro che con questi provvedimenti lo scontro era inevitabile, visto gli interessi in gioco. La politica del centro-destra è tutta rivolta a creare, un sistema di lavoro tutto precario, la polverizzazione dei contratti affidati sempre di più a intermediari locali, lo smantellamento della giusta causa, mettere a repentaglio il sistema pubblico delle pensioni, porta un attacco deciso al Sindacato.
Il Governo di centro-destra ha buttato giù la maschera e si è visto di che panni si veste.
A questo disegno era chiaro che il Sindacato nel suo complesso, dicesse no! Con uno scontro nel Paese, che non si vedeva da anni. Infatti vi sono state imponenti manifestazioni e scioperi che hanno coinvolto tutte le categorie dei lavoratori e certamente ve ne saranno altri se non vi sarà un ripensamento da parte del governo.
Ma questo non basta. Il mondo del lavoro non può essere lasciato solo a lottare contro questo governo che vuole cambiare il Paese in “peggio” il mondo del lavoro, i lavoratori e in definitiva la stragrande maggioranza dei cittadini.
Per questo a nostro parere anche le forze politiche dell’Ulivo o che si rifanno al mondo del lavoro, devono contrastare queste “idee di regresso” e far capire a quei cittadini che hanno votato le forze di governo, che queste non faranno i loro interessi, bensì quelli delle imprese, della finanza e dei poteri forti di questo Paese. Per questo, per cacciare questo governo e la sua maggioranza contraria agli interessi di chi lavora è necessario che i giovani, i lavoratori, gli studenti, i precari, i pensionati, i lavoratori con Collaborazione Coordinata e Continuativa ecc., ne prendano coscienza.
di G.C.