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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2011

                     26/9/2011 - RESISTENZA FIORENTINA - 1 -

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Radio Cora: un evento eroico della Resistenza fiorentina
di Bruno Becchi


Nell'ambito della Resistenza fiorentina e della liberazione nazionale, un episodio significativo e di assoluto primo piano è rappresentato dall'attività di trasmissione di informazioni svolta dai giovani di Radio Cora. Un evento che si è poi colorato di tinte di eroismo durante e dopo l'irruzione nazifascista nell'appartamento di piazza D'Azeglio 12, a Firenze, il 7 giugno 1944. Ed esso risalta ancor più per fulgore, se lo si analizza tenendo presente la tristizia dei tempi odierni, in cui le vicende della vita pubblica ed istituzionale vengono dettate dall'oltraggio alle più elementari regole della civitas e dal tornaconto personale, dal bieco servilismo e dal disprezzo nei confronti di qualunque nobile ideale, dallo sciocco vaniloquio e dall'impudica offesa dell'intelligenza umana e del buon senso.
L'importanza di un servizio informativo clandestino, in piena guerra di Liberazione, fu intuita dai resistenti fiorentini del Partito d'Azione, che grazie all'iniziativa di Carlo Ludovico Ragghianti e di Enrico Bocci, si dotarono di una stazione radiotrasmittente allo scopo di fornire informazioni agli Alleati sulle operazioni dei tedeschi, nel capoluogo toscano e nel resto della regione, e per richiedere aiuti a favore dell'organizzazione e delle azioni dei gruppi partigiani. Quanto fosse importante questa attività anche per le forze anglo-americane lo dimostra il fatto che gli Alleati, il 2 giugno 1944, ovvero pochi giorni prima dell'irruzione, paracadutarono alcuni uomini in località Faggi di Javello, nel pratese, proprio per rafforzare e sviluppare l'attività della Radio.
Il gruppo, peraltro sempre assai ristretto, visto che contava all'inizio sei membri passati a nove nell'ultimo periodo, cominciò le sue trasmissioni alla fine di gennaio del 1944 in piazza Indipendenza; la sede doveva tuttavia spostarsi continuamente per cercare di evitare che la stazione fosse individuata dalle rilevazioni radiogoniometriche dei tedeschi. E così fu per sei mesi. A causa però delle difficilissime condizioni in cui il gruppo si trovò ad operare, era di fatto impossibile riuscire a sfuggire per sempre alla caccia dell’occupante straniero e agli occhi delle sue spie interne. Ciò nonostante è indiscutibile quanto sia stato fondamentale l’apporto che nei suoi sei mesi di vita Radio Cora diede all’azione degli Alleati attraverso l’indicazione degli obiettivi da colpire e la fornitura di molte altre preziose informazioni. Tuttavia proprio l'aver mantenuto più del previsto la sede di trasmissione in piazza D'Azeglio fu fatale a quel gruppo di giovani eroi. Gilda La Rocca, una delle protagoniste di quegli eventi, ricorda che dopo la liberazione di Roma, avvenuta il 4 giugno, e lo sbarco in Normandia, di due giorni dopo, il generale Alexander, capo del corpo di spedizione alleato in Italia, aveva trasmesso alla Commissione Radio - in acronimo Co.Ra - un questionario molto lungo nel quale venivano richieste numerose e precise informazioni. Fu deciso quindi di continuare a trasmettere da piazza D'Azeglio e di rimandare ad un momento successivo il già programmato trasferimento nelle soffitte dell'Istituto di Fisica di Arcetri. Fu proprio questo permanere più a lungo del previsto nello stesso luogo oppure la "gola profonda" di qualche delatore che consentì l'individuazione della sede da parte dei tedeschi . Luigi Morandi, giovane studente di ingegneria, cui competeva il controllo dell'efficienza dell'apparecchio e il ruolo di speaker, fu sorpreso dall'irruzione nazifascista mentre stava trasmettendo. Ebbe la prontezza di disarmare un soldato tedesco e di ucciderlo con la sua pistola, ma non poté evitare di essere poi egli stesso gravemente ferito; morirà tre giorni dopo in un ospedale cittadino. La sorte degli altri giovani del gruppo fu, se possibile, di gran lunga più atroce. Enrico Bocci, Carlo Campolmi, Maria Luigia Guaita, Giuseppe Cusmano, Gianfranco Gilardini e poi anche Gilda Larocca e Italo Piccagli verranno arrestati, portati a Villa Triste, in via Bolognese 67, e barbaramente torturati dalle spietate bande del Comandante Mario Carità. Queste ultime erano formate da pericolosi criminali e persone psicolabili che in cambio di amnistie, concessioni e favori, si erano trasformati in spietati e disumani torturatori .
Ecco, dopo essere passato sotto le mani di siffatte "perle" di umanità e delicatezza il gruppo di Radio Cora fu in parte messo sui treni con destinazione Mauthausen e in parte fucilato. Gilda Larocca, Maria Luigia Guaita e Gianfranco Gilardini riuscirono a fuggire durante il trasferimento dal campo di concentramento di Fossoli a quello di sterminio allestito in Austria dai tedeschi, mentre Guido Focardi riuscì a sopravvivere ai durissimi mesi passati nel lager tedesco. Italo Piccagli, quattro soldati alleati tra quelli pochi giorni prima paracadutati in Toscana, un partigiano cecoslovacco rimasto ignoto e Anna Maria Enriques Agnoletti, sorella di Enzo, dirigente del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, prelevata appositamente dal carcere dove era rinchiusa per attività antifascista, furono fucilati il 12 giugno nei boschi di Cercina, una frazione del Comune di Sesto Fiorentino, alle pendici del Monte Morello. Enrico Bocci sarà torturato ancora per giorni, senza però riuscire ad ottenere da lui alcuna rivelazione, e poi anch'egli ucciso. Il suo corpo sarà fatto sparire e non verrà mai più ritrovato. A noi è rimasto uno scritto, che può essere considerato il suo testamento politico, nel quale fra l'altro si legge: "L'ideale di libertà raccoglie e sovrasta i sentimenti individuali e (...) ad esso ciascuno deve essere capace di sacrificare anche gli affetti più cari" . Detto ciò è lecito chiedersi che cosa rimane alle generazioni di oggi di quei fatti, di quell'esempio, di queste parole?
(segue vedi Resistenza Fiorentina - 2 -)