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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2011

                     26/9/2011 - LAVORO

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IL PARTITO LABURISTA IN ITALIA
di Mauro Messeri


Alcuni compagni e amici, scorrendo il mio ultimo libro “Pensieri Laburisti“ mi han fatto notare che nel titolo ho ricordato una formazione politica che in Italia non abbiamo nel senso “proprio” del termine….. Ho capito quindi quanto sia necessario discutere un breve profilo politico del Laburismo.
Sembra superfluo -anche a non essere esperti di politica estera- ricordare che il Partito Laburista ha avuto il battesimo in Inghilterra nel 1903, stessa epoca del Partito Socialista in Italia. Una delle principali scelte, oltre al netto rifiuto di ogni velleità rivoluzionaria marxista-leninista, fu quella di federarsi con altri movimenti di sinistra, costituendo un cosiddetto “Comitato per la rappresentanza dei lavoratori“ a cui aderiranno presto le Trade Unions, i sindacati britannici.
Si può quindi affermare che i laburisti siano di una sinistra riformista, con un costante impegno per ottenere riforme istituzionali e sociali. La democratica accettazione da parte degli elettori significa che, dopo ampie discussioni all’interno dello stesso partito laburista e tracciata la linea, si va al voto unitariamente su tutti gli argomenti.
L’esordio dei Laburisti nel Governo Inglese si ebbe nel 1940 quando la Gran Bretagna si trovò da sola a reggere il tremendo potenziale bellico tedesco, che soltanto l’ingresso in guerra degli Stati Uniti riuscì ad alleggerire per preparare la strada per la vittoria. In questo grave e pericoloso momento, nacque un governo di unità nazionale con i due grandi partiti insieme: i Conservatori di Sir Wiston Churcill e i laburisti di Attlee e Bevin, che rimasero insieme per cinque anni. Tuttavia ciò che fece grande scalpore in un’Europa massacrata dal conflitto, nelle elezioni del 1945 – a guerra finita – i laburisti ripresero di nuovo la
guida de governo fino al 1951, sempre con il gentile e
compassato Clement Attlee quale Primo ministro.
In Italia, dopo il crollo Craxiano del Partito Socialista, specie da parte di chi non era compromesso in un modo o nell’altro con i “mariuoli“ della prima Repubblica, ci fu una presa di posizione politica ed organizzativa per un nuovo soggetto da far correre alle vicine elezioni politiche; mesi orsono ne fece un breve accenno l’On. Veltroni parlando del neo laburismo.
Da parte mia, quasi naturalmente, ho identificato il laburismo italiano nella persona dell’On. Valdo Spini, che da tempo si batte per indicare agli elettori italiani il Labour Party e cioè un insieme di gruppi socialisti democratici che sentano l’esigenza di rappresentare tutti i lavoratori e i sindacati. In un quaderno del Circolo Rosselli vari anni orsono, Spini ricordò gli sforzi degli anni ’90, quando formò una piccola ma combattiva organizzazione politica nel solco della tradizione socialista; nell’interessante relazione che l’onorevole stesso svolse su quel numero 6 del 1997, egli scriveva testualmente : “….in effetti poi per dare risposte ai problemi della società moderna che siano coerenti con gli antichi valori del socialismo, non basta seguire le vecchie strade occorre invece saperne inventare delle nuove….”
Auguri quindi ai laburisti, ma auguri anche a noi stessi di poter realizzare un profondo e convincente rinnovamento dello schieramento che in Italia si riconosce, e potrebbe ulteriormente riconoscersi, in una grande nuova formazione del socialismo europeo… Concludo con un auspicio, eppur con un certo timore…., perché l’esaurimento della presenza e della spinta socialista sarebbe una grave perdita per l’Italia, ecco perché vi è la necessità di rivedere con certezza e concretezza la questione del movimento laburista in Italia.