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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2011

                     26/9/2011 - G8 DI GENOVA

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Il riposo interrotto dentro una scuola …. la Diaz.
Di Patrizio Ulivieri


G
enova in quei giorni ospitava il vertice dei G8, un appuntamento internazionale che univa gli otto Stati economicamente più potenti del mondo. Nella città erano presenti anche decine di organizzazioni che, aderendo al ”Patto di lavoro”, avevano consentito la nascita del Genoa social Forum, la rete che gestiva le manifestazioni di protesta alla globalizzazione. Per la prima volta erano presenti contemporaneamente nella stessa città i leader dei movimenti sociali di tutto il mondo.
Genova nella notte tra il 21 e il 22 Luglio 2001. Esattamente dieci anni fa. La palestra della scuola Diaz è un tappeto di abiti, di oggetti per l’igiene personale, di cibo di ogni genere. In questo luogo hanno trovato riposo esseri umani di ritorno da una manifestazione. Persone stanche per le fatiche che avevano affrontato nel pomeriggio. Alcune ore prima la città è stata teatro di un evento di contestazione al G8. Doveva trattarsi di una manifestazione pacifica di profondo contenuto simbolico. Purtroppo di “non violento” c’è stato ben poco. Il corteo che si è svolto in una città militarizzata piena di barriere e divieti, al quale avevano preso parte decine di migliaia di uomini, è stato oggetto di cariche inverosimili da parte delle forze dell’ordine. Nell’aria proiettili veri, lacrimogeni contenenti gas e tante devastanti manganellate. Le conclusioni sono state infauste.
La violenza è continuata anche la sera. All’improvviso, infatti, verso mezzanotte incomincia il disastro anche dentro la scuola Diaz. Ai vestiti, agli spazzolini da denti ed agli altri oggetti personali si unisce il sangue. Tanto sangue, e anche se ne fosse uscito una sola goccia sarebbe stato troppo. Alcuni reparti della Polizia sono entrati nell’edificio scolastico e hanno iniziato a picchiare i presenti, ragazzi e giovani donne, lasciando molto sangue e terrore ovunque. Al pestaggio sistematico degli ospiti della scuola sono seguite le torture nella caserma di Bolzaneto, dove ci sono state angherie, percosse e insulti. Sono state decine le persone “scomparse” nella notte tra venerdì e sabato e per alcune non si è avuto notizia se non dopo alcuni giorni. E’ stato il primo caso di sparizioni di massa dalla nascita della Repubblica Italiana.
Un anno dopo Amnesty International ha sintetizzato la sua inchiesta su Genova così “Nel luglio del 2001 vi è stata in Italia una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia recente … le giornate … sono state contrassegnate da attacchi indiscriminati, sistematici e gratuiti ai manifestanti pacifici. Si tratta della più vasta e cruenta repressione di massa della storia europea recente”.
Per i fatti della scuola Diaz il 18 maggio 2010 in secondo grado la Corte d’Appello di Genova ha condannato funzionari e dirigenti dello Stato. Le condanne civili sono state emesse anche per i fatti compiuti dentro la caserma di Bolzaneto. E’ vero resta da aspettare il giudizio della Cassazione ma la ricostruzione dei fatti, delle violenze e delle torture è certa.
Di tutto questo e di ciò che in dieci anni è passato è sicuramente non accettabile l’atteggiamento di protezione assunto dai politici sia di destra che di sinistra. Si pensi alle parole del Ministro degli Interni Scajola quando ha detto “Le forze dell’ordine italiane non sparano, perlomeno finché io sarò ministro degli Interni”. Oppure alla costituzione di un Comitato parlamentare per una semplice indagine conoscitiva invece che di una Commissione d’inchiesta con pieni poteri giudiziari osteggiata anche da parti del centrosinistra. Per non parlare della presenza di parlamentari nelle sale operative delle forze dell’ordine nei momenti degli scontri.
Chi ha seguito da vicino le vicende del dopo Genova si è probabilmente fatto un idea: chi le ha prese ma anche chi le ha date è stato un inconsapevole attore di una sceneggiatura pensata e scritta da altri, da pochi altri.
C’è un documento che più mi fa pensare a ciò e porta il titolo “G8 Genova: problemi e prospettive”:
“A poco meno di due mesi dall’apertura dei lavori del Vertice G8 a Genova (… ) i dimostranti respinti dalla Zona Rossa potrebbero isolare singoli operatori di polizia e, in caso di azioni brutali, è qui che potrebbe innescarsi una reazione violenta da parte dei singoli agenti di polizia o carabinieri che, isolati, potrebbero difendersi con le armi”¹.
L’insegnamento che lasciano episodi del genere è che la democrazia e la libertà non piovono dal cielo e in quei giorni a Genova a cadere fu solo il cielo.

¹Si tratta di un documento ancora non autenticato che è stato riportato da varie redazioni e ultimamente è citato in Franco Fracassi; G8 gate. 10 anni d’inchiesta. I segreti del G8 di Genova, Alpine Studio 2011.