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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2011

                     31/10/2011 - LE PAURE DEGLI AMERICANI

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…E NON SOLO
Di Mauro Messeri


Estate rovente, gravissima crisi a livello economico e finanziario.
In questo Luglio 2011, le principali Borse del mondo sono precipitate, compresa la prestigiosa Wall Street, risvegliando negli americani paure che ormai pensavamo appartenere solo al passato……
Analizziamo quindi, seppur velocemente, quattro situazioni “da brivido” pur eterogenee tra loro:
Anno 1866:
Mentre da noi la parte più viva del popolo festeggiava l’auspicata Unità d’Italia, negli Stati Uniti si concludeva una violenta guerra di secessione. La vittoria militare degli Yankee – le cd. “giubbe blu “ nordiste – costò ad ambedue le parti quasi 650.000 morti. Il Nord, ormai lanciato verso la trasformazione industriale, con le grandi banche, le fabbriche, le assicurazioni, la flotta mercantile e gli altri mezzi di trasporto, consentiva ai soldati nordisti di tornare a casa in un Paese, grazie al Presidente Lincoln, tutto sommato capace di fornire lavoro e tranquillità. Se avessero vinto le armate della confederazione sudista, lo schiavismo, i privilegi, lo sfruttamento dell’uomo, avrebbero riportato il Paese indietro di cent’anni; la paura fu notevole ma il cammino di questa grande nazione, pur tra gli immancabili strascichi, riprese velocemente.
Siamo alla grande depressione 1929 – 1939, la più grave nella storia degli Stati Uniti:
Fece una certa impressione vedere un Paese prospero costretto, da un giorno all’altro, a mettere milioni di cittadini in coda con un recipiente in mano per ottenere una minestra fornita da enti di assistenza. Si è saputo che specie tra i repubblicani si era strumentalizzato il benessere dei cittadini nascondendo la realtà attraverso ignobili speculazioni che dimostrarono quanto il generale benessere avesse invece fondamenta di cartone. Nell’economia si rilevò che l’aumento del reddito era distribuito senza criterio: dividendi e profitti erano cresciuti più dei salari ed ancora una volta la politica repubblicana aveva favorito le classi più abbienti. A riportare gli Stati Uniti al posto che gli competeva, sarà il grande Presidente Franklin Delano Roosevelt, eletto dal 1933 per tre mandati. La stessa entrata in guerra dell’America (1941) portò alle stelle la produzione di ogni genere di merce, guidando alla vittoria la coalizione anti nazista togliendo qualsiasi illusione a Hitler ed ai suoi perversi collaboratori.
11 Settembre 2001: le Torri Gemelle e lo spettro di Al Qaeda.
Questo che è stato il primo e unico attacco al territorio degli Stati Uniti, al cuore insomma degli americani, ed ha veramente impressionato i cittadini di questo Paese, forse illusi dalla propria grande onnipotenza che pareva aver messo uno schermo protettivo da attacchi terroristici di qualsiasi genere, creando nell’animo degli americani una sensazione di invulnerabilità. Si sono viste persone di ogni età, condizione sociale, che non riuscivano a nascondere il profondo dolore e la rabbia per la perdita di migliaia di innocenti, ma, sopratutto nei loro occhi, forse per la prima volta, si sono lette palesemente la paura e l’angoscia dettate dalla consapevolezza di non essere più invincibili e di aver perso la sicurezza addirittura “in casa propria”.
Luglio 2011:
In tutte le TV del mondo, specie sui canali americani, si sono vedute anche facce tirate ed espressioni quasi innaturali: si trattava di operatori di Borsa disperati e increduli per il tonfo a caduta libera di tutti i mercati azionari. Una proposta conciliativa verso l’opposizione repubblicana – fatta dal Presidente Barack Obama – pur con tutte le cautele e i risvolti politici che vi sono inevitabilmente sottesi, è riuscita a far passare l’aumento del tetto del debito; tuttavia, se è vero che l’aumento pone la Casa Bianca al sicuro per almeno un paio d’anni, l’accordo prevede grandi tagli e blocchi assistenziali e rende precaria la posizione dello stesso presidente in vista del nuovo mandato. Vediamo il Presidente Obama infatti fortemente impegnato a limitare le spese già assunte dal governo USA in anni precedenti, convinto di poter uscire dall’occhio del ciclone abbastanza presto ma consapevole delle enormi difficoltà da superare con, tra le altre cose, un tasso spaventoso di disoccupazione che ha raggiunto il livello siderale del 9%. Ai suoi avversari, compresa la sospetta agenzia di Rating, ha fatto capire che gli Stati Uniti restano da “tripla A”; la necessità dell’accordo è pesante ma anche gli avversari repubblicani sembrano aver capito che l’America corre gravi pericoli e con lei, inevitabilmente, l’intero sistema economico…
In compenso c’è la tragicomica situazione dell’Italia dove il Governo le mani in tasca agli italiani le ha messe abbondantemente, per poi partorire una manovra incomprensibile e vessatoria verso i lavoratori ed i pensionati, manovra che comunque sta in piedi in modo assolutamente precario… In questo “teatrino della politica” ci sembra di vedere gli occhi dei vertici dei diversi schieramenti più preoccupati, ancora una volta, alla salvaguardia delle poltrone del potere in vista anche della preparazione delle liste per le elezioni del 2013 più che degli interessi di un Paese che va a picco lentamente… Intanto però gli scossoni economico-finanziari continuano, la Presidente della Confindustria Marcegaglia ci allarma e lancia moniti chiari di rischio se il Governo non provvederà immediatamente e, mentre scrivo, siamo già alla quarta modifica della manovra economica contro la crisi ed in questa settimana si dovrà ricorrere - alla Camera - allo strumento della fiducia per ottenerne l’approvazione.
E’ rimasta una sola flebile speranza, che i Sindacati CGIL, CISL e UIL finalmente con un moto unitario diano al governo la risposta che merita prima che per il Paese sia davvero troppo tardi…