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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2011

                     20/12/2011 - LE CERAMICHE BRUNELLESCHI

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IL FALLIMENTO DELLE CERAMICHE BRUNELLESCHI


Il Tribunale di Firenze il 7 ottobre scorso ha dichiarato il fallimento dello storico stabilimento Ceramiche Brunelleschi delle Sieci di proprietà del gruppo Margheri.
Finisce in modo drammatico la vicenda di una fabbrica nella quale insisteva da anni una durissima vertenza sindacale durante la quale i lavoratori, a fronte di una gestione fallimentare e di basso profilo imprenditoriale, hanno pagato un prezzo salato in termini di lavoro, salario e redditi. Negli oltre due anni di cassa integrazione i lavoratori, il sindacato, l'ampio schieramento istituzionale, coinvolto nella difficile interlocuzione con una proprietà debole e incoerente sui temi del rilancio delle attività produttive e nella salvaguardia dei livelli occupazionali, le hanno tentate di tutte per evitare la chiusura e/o la dismissione.
Nessuno però si aspettava che la chiusura sarebbe avvenuta per “... un debito irrisorio....”, a fronte di bollette non pagate a Toscana Energia Clienti, la quale ha più volte vantato nei confronti dell'azienda un credito di 200.000 euro. Nonostante che Toscana Energia avesse chiesto “… un rinvio dell'istanza, per concedere ai proprietari, il gruppo Margheri, la possibilità di consolidare il debito...” il Tribunale ne ha decretato il fallimento. La Brunelleschi aveva debiti per milioni di euro, ma finora si era salvata dai tentativi di messa in mora grazie al possibile intervento di una cordata di banche, capeggiate da Bnl. Le stesse banche che un anno fa avevano imposto la messa in liquidazione dell'azienda, malgrado fossero stati investiti 12 milioni di euro per il nuovo impianto di ceramica di Pelago, mai entrato in funzione.
Il 27 aprile 2011 i lavoratori della Brunelleschi avevano organizzato un Presidio di fronte alla Prefettura con il quale erano riusciti ad ottenere l'interessamento dello stesso Prefetto ad incontrare il pool di banche che controllava il gruppo Margheri proprietario dell'azienda. Il 20 maggio organizzato dalla Commissione Lavoro della Provincia si era tenuta un’audizione del Sindaco di Pontassieve e della stessa Filtcem CGIL nella quale si era richiesto alla cordata delle banche e alla stessa proprietà il massimo della responsabilità sociale sia per consolidare il debito sia per rilanciare le attività di uno stabilimento che sul mercato continua a rappresentare a tutt'oggi un prodotto di qualità.
Dunque al curatore fallimentare resta in mano solo il marchio mentre le strutture di Sieci e Pelago appartengono al gruppo Margheri e non alla Brunelleschi. Da qui l'appello della CGIL ad attivare un tavolo istituzionale affinchè “ il marchio sia venduto a un imprenditore della zona e [sia data] una possibilità di impiego ai 34 lavoratori, che ora sono in cassa integrazione. Ma, con il fallimento, i margini di trattativa sono molto ridotti....” Contestualmente vanno evitati tutti i tentativi di speculazione di natura immobiliare, poiché esiste un appetito della proprietà a realizzare un cospicuo complesso abitativo nell'area della vecchia fornace, fino ad ora bloccato da un vincolo posto dall'Amministrazione Comunale di Pontassieve.
In questo lasso di tempo ci sono stati diversi interventi a tutela dei lavoratori e precisamente:
I Consiglieri Provinciali del PD, Stefano Prosperi e Piero Giunti hanno chiesto al Presidente ed all'Assessore competente quali iniziative ha attivato o intenda attuare la Giunta Provinciale di Firenze a tutela dei lavoratori della fabbrica Brunelleschi".
Il Gruppo provinciale di Rifondazione Comunista ha chiesto di sapere cosa intende fare l'Amministrazione Provinciale unitamente al Comune di Pontassieve e alla Regione Toscana per tutelare e salvaguardare l'occupazione, sostenere i salari e i redditi dei 34 lavoratori.
A sostegno dei lavoratori della Brunelleschi è intervenuto il Capo Gruppo del Popolo delle Libertà presentando una domanda d’attualità in Consiglio Provinciale. Anche Mario Cardone (Lega Nord in Provincia) si unisce a quelli che reputano il fallimento della Brunelleschi inaccettabile e incomprensibile.
I successivi passi sono stati: La Convocazione della 6° Commissione Consiliare della Provincia di Firenze che si è riunita a Pontassieve, insieme all’Amministrazione Comunale di Pontassieve incontrando la Rsu Brunelleschi e la Filtcem Cgil e la Camera del Lavoro di Pontassieve. Tra gli altri il sindaco Marco Mairaghi ha riconfermato l’impegno a vincolare l’area per evitare tentativi di speculazione di natura immobiliare. Un vincolo urbanistico che, di fatto, proibisce la riconversione del lotto fino a che non sarà garantito la salvaguardia del futuro sito produttivo e dei posti di lavoro. Inoltre in Consiglio Provinciale l’assessore al lavoro, Elisa Simoni, ha sottolineato come la Provincia di Firenze non mancherà di seguire con attenzione l’evolversi della vicenda. Oltre alla solidarietà ai 34 lavoratori, quello che è emerso è la complessità di una vertenza che rimane difficile.
In data 9 novembre scorso è stato sottoscritto in Provincia, alla Direzione Lavoro, l’accordo per la cassa integrazione guadagni straordinaria per i lavoratori della Brunelleschi. Questa coprirà dal 5 ottobre scorso al 4 ottobre 2012. La cassa integrazione interesserà i 34 lavoratori sospesi a zero ore, con pagamento diretto da parte dell’Inps.
Questi i fatti sino ad oggi, con la complicazione che la fabbrica della Massolina nel comune di Pelago e la struttura di Sieci sono del Gruppo Margheri, che non rientra nel fallimento Brunelleschi. L’unica speranza resta il nuovo stabilimento che era ad un passo dall’essere pronto. G.C.