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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2011

                     22/12/2011 - LA GUERRA MONDIALE

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8 Dicembre 1941 : La guerra diventa mondiale.
Di Mauro Messeri


Settant’anni sono trascorsi dal proditorio attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor nel Pacifico: esso rappresentò una vera e propria coltellata alle spalle, oltretutto in assenza di dichiarazione di guerra…e tuttavia, il giorno 11 Dicembre, fu convocato l’Ambasciatore Nipponico alla Casa Bianca e gli fu consegnato lo stato di guerra.
La triplice alleanza denominata dagli italiani Ro-Ber-To (Roma Berlino Tokio), si saldava politicamente e militarmente nel così detto ASSE tra la Germania Nazista e l’Italia Fascista. C’è da sottolineare che nel Settembre del ’39 – inizio della guerra in Europa – il Presidente Roosevelt proclamò la neutralità degli Stati Uniti, ma è stato chiarito che il Presidente U.S.A., nel proprio intimo, era esasperato dal comportamento del Giappone, “un’ingorda” potenza imperiale che da vent’anni ormai soggiogava le isole Marshall, la Birmania e l’intera Nuova Guinea e le cui mire si estendevano anche alla Cina ed al Pakistan. La maggioranza dei cittadini americani era contrario alla guerra, in quel momento abbondanti erano nel Paese le riserve di ogni genere di cose, che comportava, nonostante i buoni incentivi all’arruolamento, il quasi totale disinteresse dei giovani alla cosa militare. Dopo il massacro di Pearl Harbor invece la cd. “corsa alla divisa” divenne improvvisamente travolgente: in quel 1942 l’aiuto americano a richiesta di Stalin fu massiccio e numerose navi con bandiera USA scaricarono materiali di ogni genere al porto di Leningrado, consentendo così all’URSS di prepararsi al contrattacco contro la Germania.
Sia comunque ben chiaro, aldilà della simpatia personale che mi lega agli Stati Uniti, che nessuno potrà negare la presenza di pesanti scheletri anche negli armadi degli americani: basta ricordare i misteri che ancora circondano l’assassinio dei fratelli Kennedy o del reverendo Martin Luter King e che pesano ancora troppo…..; i nodi intricatissimi che accompagnano questi delitti, infatti, sono degli autentici grovigli politici, e non solo, e non e’ stato raro, infatti, che “schegge impazzite” della CIA, sollecitate dalla destra economica ad alti livelli, abbiano concordato loro stesse veri e propri colpi di Stato in favore di dittatori di pochi scrupoli in Sudamerica o magari in estremo oriente.
La democrazia comunque e’ riuscita sempre a tenere costantemente informato il cittadino americano, mettendolo in condizione di trarre poi le personali conclusioni al momento delle elezioni.
In Italia le insurrezioni per cacciare i tedeschi invasori intanto si infittivano ed erano guidate da comandanti partigiani di alto valore e capacità di comando allo scopo di riscattare agli occhi del mondo vent’anni di fascismo; un ex comandante partigiano operante sull’Appennino modenese ricordò, infatti, che i patrioti sparavano e combattevano quasi con entusiasmo, consapevoli che pochi chilometri dietro di loro stavano avanzando poderose divisioni anglo-americane che poi avrebbero chiuso la partita della liberazione dell’Italia in pochi mesi.
Nessuno potrà contestare che quell’8 dicembre 1941 - con l’entrata in guerra degli Stati Uniti - il conflitto divenne mondiale e si fece più concreta la speranza degli uomini liberi.
Brevemente, da quello che abbiamo appreso in merito alla prima guerra mondiale (1915 – 1918) il Presidente americano Wilson, in un primo tempo dichiaratosi a favore della neutralità, fu costretto ad invertire la rotta su sollecitazioni popolari che intendevano invece di intervenire a causa dei legami di sangue, parentele ed affinità culturali, senza parlare poi del rispetto per il paese ospitante. Non ultimo è innegabile che agli americani il Kaiser non era affatto “simpatico”…..
I soldati americani allora combatterono sul Piave accanto ai nostri fanti, i quali psicologicamente si sentirono meno soli. Le perdite dell’esercito USA in quell’occasione infatti si attestarono intorno ai 200.000 uomini su oltre un milione inviati….. Sono questi i motivi per cui, tornando al secondo conflitto mondiale, è doveroso ricordare la data dell’ 8 Dicembre 1941, in cui appunto avvenne l’entrata in guerra degli Stati Uniti che fu poi assolutamente determinante per la vittoria finale, evitandoci, come diceva Indro Montanelli, il pericolo di finire “attendenti del Feld Maresciallo nazista Kesselring.”