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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2012

                     8/3/2012 - LA PIAZZA E L’UOMO

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Gli accadimenti degli ultimi tempi muovono inevitabilmente verso una riflessione sul legame esistente tra la partecipazione della popolazione alle scelte delle amministrazioni pubbliche e la funzione sociale delle piazze.
Dai recenti referendum popolari emerge distint amente la volontà della popolazione di riappropriarsi di funzioni e servizi collettivi che chi governa tende a delegare sempre più al settore privato. Esiste un inarrestabile moto centrifugo che toglie mansioni e controllo al settore pubblico affidandole a privati e cooperative nell’intento di ottimizzare i costi e migliorare i servizi. Oggi sappiamo però che le cose non vanno esattamente così. I servizi vengono pagati sempre due volte, prima con i tributi e poi con le tariffe, e per quanto riguarda la loro qualità ci sarebbe molto da discutere. Il sistema non funziona e la popolazione adesso inizia a manifestare tutto il suo malcontento come sta avvenendo attorno alla questione dell’acqua pubblica. Nonostante l'indicazione chiara della volontà popolare, i governi centrali e le amministrazioni locali hanno fatto orecchi da mercante e si sono affrettate a stringere o prolungare accordi commerciali con gestori idrici a capitale misto, contravvenendo a quanto richiesto nelle consultazioni.
Paradossale che gli amministratori sempre pronti a delegare all’esterno servizi e responsabilità continuino ad utilizzare il settore dei lavori pubblici come strumento per la ricerca e il mantenimento del consenso stabilendo essi stessi emergenze e modalità di risposta da attuare.
Cosa succede però quando la rivolta che si manifesta nella difesa dei servizi si estende anche a quest’ultimo settore, quello dei lavori pubblici e del consenso, dove la partecipazione alle scelte delle amministrazioni è tradizionalmente soltanto di facciata? Prendiamo ad esempio quello che sta accadendo a Pontassieve nella frazione delle Sieci, dove l'amministrazione comunale ha intrapreso un vasto programma di riqualificazione di importanti porzioni del paese. Gli amministratori ancora si sorprendono quando si trovano di fronte a critiche inaspettate e a manifestazioni ostili della popolazione. Per capire meglio cosa accade a Pontassieve occorre fare un passo indietro : la cittadina non era tra le più belle della provincia di Firenze però possedeva peculiarità legate all’attraversamento del fiume Sieve e all’essere sede di un importante mercato. Negli ultimi decenni l’impianto urbanistico tipico di un paese lungo strada è stato completamente stravolto dalla realizzazione di interi quartieri come quello dei Villini e di Mezzana, che ne hanno modificato il carattere e spostato il baricentro. La costruzione della circonvallazione stradale e il rifacimento delle piazze Cairoli e del Comune hanno poi completato l'opera restituendoci un paese profondamente mutato da quello che conoscevamo. A questi ultimi, profondi e violenti interventi praticamente nessuno si è opposto. Adesso invece che, tutto sommato, si agisce su scala minore come in piazza Boetani, in via Ghiberti e in Piazza Albizzi alle Sieci, scoppia la protesta. Interessante non è tanto analizzare il basso livello qualitativo degli interventi su cui si è già sufficientemente discusso, ma capire il perché anche in provincia si inizi a manifestare insoddisfazione per modelli democratici che non sono più realmente rappresentativi della volontà popolare. In fondo Piazza Albizzi alle Sieci non risulterà peggiore di piazza Cairoli.
Perché soltanto adesso si manifesta tanta insofferenza verso scelte pubbliche che malgrado la crisi economica cercano di ridonare qualità ai luoghi frequentati dai cittadini? Il problema risiede tutto nel concetto di partecipazione, parola spesso utilizzata ma anche spesso svuotata di significato. Le scelte condivise tra gli esponenti dei partiti in fase di campagna elettorale, con la partecipazione circoscritta a qualche associazione e a circoli di zona non possono essere considerate rappresentative delle risposte che la gente si aspetta. La partecipazione si fa altrove: nelle piazze, coinvolgendo le persone, indicendo concorsi di progettazione, non sulle finiture da adottare ma sui contenuti da aggiungere alla realtà che si vuole riqualificare. Le parole sono importanti, riqualificare vuol dire ridonare qualità ad una cosa che l’ha perduta e non è stendendo bitume colorato, verniciando di cementite un fontanello, o piantando paletti di cor-ten e tagliando pini e cedri che si risponde ai bisogni delle persone. Sono le idee che mancano in quello che viene proposto.
Il taglio dei pini ai Villini è anch’esso emblematico; si dirà che le loro radici rovinavano l’asfalto. Guardate adesso via Varsavia messa a nudo come una brutta signora in spiaggia senza più nessuna schermatura a ripararle le vergogne. E’ vero probabilmente che le automobili in strada saranno maggiormente tutelate dall’asfalto liscio ma la qualità della vita dell’uomo non dovrebbe essere al primo posto dei pensieri degli amministratori? Chi hanno a cuore quando riqualificano, l’uomo o la macchina?
E’ fondamentale a questo punto chiudere il cerchio trovando il punto di contatto tra il ruolo sociale della piazza e il concetto di partecipazione democratica. Adesso più che mai è difficile ridefinire il ruolo dello spazio aperto all’interno del costruito proprio quando tali luoghi si riappropriano di funzioni e significati antichi e tornano ad essere luogo di incontro ma anche di scontro. Non ci sorprenderà più guardando a piazza Tahrir a Il Cairo o alle piazze legate ai movimenti di indignazione globale come Zuccotti Park, riconoscere loro il ruolo costruttivo che esse rivestono all’interno della società contemporanea, e soprattutto non dovremo più sorprenderci se alle nostrane riqualificazioni posticce anche la gente comune oserà ribellarsi.
"Parole nel vuoto"
A. Loos

Adolf Loos (Brno, 10 dicembre 1870 –Vienna 23 agosto 1933) è stato un architetto austriaco, considerato uno dei pionieri dell'architettura moderna. Con Parole nel vuoto attacca violentemente le usanze ornamentali e posticce che caratterizzavano la propria epoca risultando da allora l'icona della critica architettonica