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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2012

                     8/3/2012 - KINDU - Congo

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11 Novembre 1961
di Mauro Messeri


Mi pare un atteggiamento moralmente corretto, in tema di anniversari, ricordare ai lettori un episodio che non considero affatto ‘dimenticato’, ma spesso troppo poco celebrato specie agli occhi delle nuove generazioni e cioè quello dei tredici militari dell’Aeronautica Italiana trucidati dai ribelli congolesi: erano avieri appartenenti alla 46esima brigata di stanza a Pisa. L’intera squadra, su Risoluzione dell’ONU, si trovò completamente sprovvista di armi in quanto composta solo da ‘operatori di Pace’; i nostri militari pagarono quindi così con la vita la loro dedizione alle Direttive delle Nazioni Unite, il tragico epilogo si consumò rapidamente……
Mi è stato raccontato che durante l’eccidio uscirono anche dalla caserma 200 Caschi blu malesi, i quali rimasero inebetiti a quelle scene di massacro non riuscendo a reagire né ad intervenire in alcun modo, consapevoli che una piccola mossa avrebbe immediatamente rovesciato su di loro migliaia di ribelli. Situazioni analoghe si ripeteranno ancora nel futuro, ci saranno caschi blu svedesi, francesi, del Ghana ed altri ancora di diverse etnie ma il loro intervento sarà- per più e diverse ragioni - pressoché inesistente o ininfluente…In realtà in Kossovo solo il deciso intervento degli aerei della NATO, in particolare americani, riusciranno a bloccare devastazioni, stupri ed uccisioni da ambo le parti, alcune popolazioni a questo riguardo si commuovono ancora……
Chi scrive ha per combinazione, fatto giuramento alla Repubblica presso l’Aeroporto ‘T. FABBRI ‘ di Viterbo, l’atmosfera di vivace amicizia con la popolazione venuta alla cerimonia fu guastata da questa tremenda notizia dei colleghi trucidati. Ovviamente scattò il preallarme per tutte le compagnie che la mattina avevano fatto il’giuramento’, entrando ufficialmente nei quadri dell’Aeronautica Militare Italiana.
Ricordo chiaramente la voce stentorea degli Ufficiali che invitava a non disfare il bagaglio militare in attesa di ordini ed ancor più chiaramente il volto delle giovani reclute gli occhi sbarrati e le labbra tremanti nel timore di un’imminente partenza..
Fortunatamente col passare delle ore l’atmosfera cominciò a sciogliersi lentamente, tra noi giovani avieri serpeggiava un forte attaccamento alla nostra 46esima Brigata, li consideravamo davvero come ‘colleghi’, ma il pensiero per questi ragazzi neo arruolati di partire ‘bagagli alla mano’ per un fronte di guerra così remoto ed incerto rendeva le apprensioni di ciascuno in quei momenti assolutamente legittime; io stesso ricordo di aver trascorso alcune ore del mio tempo libero nell’atrio del Comando dell’aeroporto per avere notizie di prima mano sulla vicenda e gli sviluppi delle stesse.. La faccenda, nella sua drammaticità indiscussa, si concluse – per noi che eravamo in trepidante attesa - con un insperato sollievo: su seicento avieri soltanto tre partirono, ma perché videro accolte le loro richieste di trasferimento a Kindu.
Ancora oggi, all’entrata principale dell’aeroporto militare di Pisa, vi è una stele di marmo con sopra riportati i nomi dei tredici ‘servitori dello Stato’ sacrificatisi per eseguire diligentemente ciò che l’Italia chiedeva attraverso l’ONU.
Ebbi occasione, qualche anno più tardi sul’Laburista’, di esprimere già il mio profondo dissenso sulle condizioni in cui spesso i caschi blu vengono, troppo spesso male armati e male addestrati, inviati in zone di guerra, diventando conseguentemente testimoni incolpevoli di una realtà che, a mio parere, dovrebbe assolutamente essere modificata.
Mi permetto quindi di concludere con un invito per chiunque di voi si trovi a transitare davanti a quella lapide ‘alla memoria’ a Pisa: dedicate anche solo un minuto di raccoglimento al ricordo di quelli che furono tra i tanti ‘giovani eroi’….