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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2012

                     7/5/2012 - lettere

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di Orlando Materassi
Partecipazione, inesattezze e opere realizzate
Sono convinto che la partecipazione insieme alla laicità delle idee sono l’essenza della democrazia.
Ma anche la verità delle cose è essenziale per un corretto confronto.
Per questo, vorrei esprimermi su alcune scelte urbanistiche e di riqualificazione della frazione di Sieci, non tanto sul tipo dei lavori eseguiti ma sul modo di come sono state prima oggetto di richiesta, poi realizzate poi fatte oggetto di discussioni di parte per le quali la stragrande maggioranza dei cittadini di Sieci non ne sente per niente l’esigenza.
Lavori per i quali prima e durante la fase progettuale e successivamente l’esecuzione dei lavori ha visto la presenza degli amministratori locali in vari, ma vorrei dire tanti, confronti con i cittadini sui tipi di interventi da fare e come realizzarli tenendo in considerazione le loro idee e proposte.
Poi è chiaro, che in democrazia ci sono gli organi decisionali che appartengono alle Istituzioni, pur tenendo conto di altri Enti che hanno il diritto dovere di dare un loro giudizio spesso vincolante (ANAS e Sovrintendenza alle Belle Arti per quanto i lavori di Piazza Albizi).
Non a caso la realizzazione ultimata è diversa da come era stata inizialmente prevista.
Ebbene, e qui vengo al punto.
Si tratta di interventi richiesti dai cittadini di Sieci fin dal 2004 attraverso un documento discusso, elaborato e definito dopo tante riunioni con l’acronimo Uniti per Le Sieci, successivamente condiviso da l’allora candidato e tutt’oggi Sindaco Marco Mairaghi.
Uniti per Le Sieci non fù una semplice sommatoria di alcune associazioni, ma di tutte le associazioni di Sieci, dei partiti politici, del movimento cooperativo, di tantissimi cittadini, di alcuni commercianti (tutti invitati, non tutti presenti per loro scelta).
Insieme definimmo un piano dei bisogni per la riqualificazione della Frazione, senza l’illusione che rientrassero tutti nelle priorità, ma facessero parte di un piano generale da definire nei tempi e con le opportunità di spesa di risorse economiche accessibili.
Chi vuol vedere i documenti può chiamare me o altri che condivisero quell’esperienza, ed anche qualche militante politico a cui ricordagli di averlo sottoscritto.
In quella occasione trovammo addirittura anche una primaria condivisione (non c’era ancora il sistema delle primarie) per la scelta di candidati locali per il rinnovo del Consiglio Comunale, cosa che portò alla elezione di quasi tutti i candidati.
Non è questo forse un esempio di partecipazione attiva, senza dover scomodare la L.R. 69/2007, che (è solo una mia opinione) in questo caso avrebbe ulteriormente allungato il tempo di risposte da dare ai bisogni della cittadinanza.
Poi sono perfettamente d’accordo sulla necessità di creare sempre più strumenti per una partecipazione attiva dei cittadini, non solo per questioni locali e soprattutto non di comodo.
Ma tutto ciò si vanifica se viene a mancare l’assunzione e la correttezza del confronto, se la convenienza si fa paladina del
populismo.
Perché ci sono due questioni che non mi trovano d’accordo sull’uso strumentale che se ne vuole fare e di cui una mi fa sorridere, l’altra mi fa incazzare (se credete opportuno censurate la parola). Entrambe sono riferite alla abolizione di alcuni posti macchina per rendere la piazza il più possibile pedonale, e, attenzione, si parla di piazza non di parcheggio.
Quella che mi fa sorridere è il dire che venendo a mancare i posti di sosta in piazza sorge una difficoltà di accesso ai negozi vicini.
Ma quanti di quei parcheggi dismessi venivano usufruiti dai clienti in prossimità del negozio di spesa? Oppure erano parcheggi codificati anche le tante soste selvagge sui marciapiedi della piazza o via Aretina in angolo alla stessa piazza.
Col sistema di sosta veloce, cioè a pagamento, ci sono sempre spazi liberi sulla via Aretina in ogni ora del giorno. Beh, si dirà, però costa! Giusto. Ma basta andare nell’interno per trovare un parcheggio libero, basta fare 50, 100 metri e sosti quanto ti pare. Con la possibilità di girare per più negozi senza problemi di tempi di sosta.
Chi abita in via Colombo o in altre vie più interne o addirittura ai Mandorli , al Giani o ai Fondacci che fa, prede la macchina per andare a fare spese nel “centro storico”?
Via, un po’ di movimento fa bene alla salute, oltretutto ce lo raccomandano l’OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità), l’Unione Europea, la Regione Toscana, riconoscendo il movimento, non solo lo sport, valido strumento di sani e corretti stili di vita. E quando andiamo in città a fare shopping non lasciamo la macchina al parcheggio a pagamento e ci facciamo tantissimi passi a piedi? L’altra questione che mi fa incazzare (censurate pure la parola, ma trovatene una che dia il medesimo senso) è ciò che sento dire in merito al precluso accesso dei diversamente abili con difficoltà fisiche e perciò bisognosi di avere un parcheggio prossimo agli ambulatori o alla farmacia di piazza Albizi. Intanto pieno rispetto per chi è portatore di disabilità e non usare il disagio altrui per fini di partigianeria. E’ una mancanza di rispetto e forse peggio nei confronti di coloro che soffrono o sono costretti a muoversi con difficoltà e con l’uso di strumenti di supporto, cioè, come ho sentito dire, in carrozzina. Sono stati creati parcheggi riservati proprio nella vicinanza della piazza, caso mai il problema è che questi sono spesso usati come sosta da chi non è autorizzato, e chi in carrozzina deve andare agli ambulatori medici, con l’abbattimento delle barriere architettoniche vi è una piazza più facilmente percorribile, ma poi il problema vero è l’accesso agli ambulatori stessi, perché per raggiungere solamente il piano terreno ci sono da salire alcuni scalini.
Allora il problema reale delle barriere architettoniche sta nella costruzione della nuova piazza che di fatto le abbatte o di appropriassi di una coscienza civile che possa favorire una migliore qualità della vita dei più svantaggiati?
Perché la partecipazione ha bisogno anche della verità delle cose.
Orlando Materassi
cittadino delle Sieci