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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2012

                     7/5/2012 - Acqua più cara

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Acqua più cara, anche per il 2012
L’acqua e il dopo referendum


Anche quest’anno l’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale 3 Medio Valdarno (ATO3), unitamente ai sindaci appartenenti all’ATO, ha approvato le nuove tariffe per l’anno 2012 con aumenti molto consistenti. Nella tabella sotto riportata sono indicate le tariffe anni 2011 e 2012 e le relative percentuali di aumento.

Tariffa “uso domestico” per l’anno 2012
Come si può notare anche per quest’anno l’aumento della Tariffa è stata molto consistente, oltre il 7%, con punte oltre 8%, molto al di sopra dell’inflazione. Se prendiamo a riferimento le tariffe del 2002 inizio del servizio di Publiacqua spa, per un consumo di 150 m³ annuo, l’aumento è stato del 137,90%, mentre per la quota fissa l’aumento è stato dell’82,06%.
Tutto questo ci porta a dire che anche quest’anno è stato un aumento molto pesante per le famiglie.
A determinare questo notevole aumento, diverse sono le voci che compongono la struttura della tariffa e principalmente sono: l’aumento per l’inflazione programmata, la renumerazione del capitale del 7%, l’incremento derivante dagli investimenti previsti dal Piano di Investimenti Pianificati - al netto dei contributi - nel periodo 2010 – 2021, che per l’anno 2012 distinti per settore sono: Acquedotto € 20.384.636; Fognatura € 31.055.000; Depurazione € 14.002.563; Depurazione (D2) € 2.722.385: Servizi Generali € 9.440.000, per un importo complessivo di € 78.500.636.
Quello però che stride di più è che anche per le tariffe approvate per l’anno 2012 dall’ATO, Autorità di Ambito per il settore idrico, viene previsto di mantenere la “renumerazione del capitale” al 7%, come se il Referendum del 12 – 13 giugno 2011 non si fosse pronunciato per un chiaro “si” all’acqua Pubblica e all’abrogazione della renumerazione del capitale investito.
Il risultato del voto Referendario non può essere vanificato, ne aggirato.
Su questo si è espresso anche il ministro dell’ Ambiente Corrado Clini, inviando un messaggio ai Presidenti delle Regioni, per l’immediata abrogazione della voce “renumerazione del capitale investito” nelle bollette idriche. Perché fino ad oggi le Autorità di Ambito hanno negato la riduzione delle bollette dopo l’abrogazione referendaria del 7% del profitto garantito.
Per quanto sopra esposto sarebbe opportuno che i sindaci della Val Di Sieve prendessero una chiara posizione, a favore della “Ripubblicizzazione dell’acqua” nelle opportune sedi istituzionali. Come pure per l’abrogazione della voce “Renumerazione del capitale”. Oltre ad affrontare il problema dell’aumento delle tariffe, che solo nel 2012, per la Tariffa base, è stata dell’8,66% (vedi tabella a fianco), mentre la legge dice che questi aumenti non possono essere superiori al 5%.
Infatti, la Toscana, e Firenze in prima fila, è la regione dove l’acqua per uso domestico costa di più in Italia.
Alcune brevi considerazioni oltre a quelle già espresse.
1) E’ necessario introdurre un’effettiva tariffa sociale, significativa e diffusa a vantaggio dei cittadini a redditi bassi, dei lavoratori colpiti da crisi aziendali e dei pensionati meno abbienti.
2) Un importante questione riguarda il punto degli investimenti, visto che il sistema dell’attuale legge prevede che tutti i costi degli investimenti siano coperti da tariffa. Su questo è necessaria una riflessione. Opportuno sarebbe che la fiscalità generale, si faccia carico di questi investimenti;
Certo non mancherà il nostro impegno, come speriamo di chi ci legge, perché l’acqua torni pubblica, come si sono espressi i cittadini con il Referendum dell’anno scorso.
Giovanni Casalini