adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2012

                     7/5/2012 - Un socialista a Corleone

<<<

10 Marzo 1948 - Un Socialista a Corleone


Anni fa il Comune di Pontassieve, nell’ambito di modifica della toponomastica, decise di dedicare una via della frazione di Monteloro a Placido Rizzotto. Pochi capirono o condivisero quella scelta. I residenti locali avrebbero preferito un nome più vicino alla storia della zona, in assonanza con i nomi tradizionali dei vari luoghi che avevano visto il duro lavoro del passato mondo contadino. Poi qualcuno, andando a ripassare storie di lotte contadine nel Sud, comprese l’importanza di quella scelta politica, di ricordare quell’Uomo molti anni dopo la sua morte.
Quel cognome così diverso, non usuale, e quel primo nome morbido quasi come un messaggio infondente una tranquilla serenità, nascondeva una limpida coscienza e una forte volontà di battersi per cause ritenute giuste. E questo nonostante avesse una minima capacità di leggere e scrivere.
Era nato a Corleone il 2 gennaio del 1914.
E cominciò a 29 anni, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, a battersi per una giusta causa: rimase in Friuli, aggregandosi alla formazione partigiana Brigata Garibaldi come socialista e maturando quella coscienza di cosa significa battersi per la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, per i Beni Comuni, per la Madre Terra, allora fondamentale per la sopravvivenza e ora ricoperta di strati di cemento speculativo.
Rientrato a Corleone al termine della guerra, iniziò la sua attività politica e sindacale. Ricoprì l'incarico di Presidente dei reduci e combattenti dell'ANPI di Palermo. Fu esponente di spicco del Partito Socialista Italiano e della CGIL e ricoprì l’incarico di segretario della Camera del lavoro di Corleone. Si impegnò a fianco del movimento contadino, che lottava contro la mafia e il latifondo; da segretario della Camera del lavoro di Corleone organizza la rivolta per l’occupazione delle terre che erano allora in mano ai mafiosi, sostenuti dal boss nascente Luciano Liggio. Disprezzava i mafiosi e ne denunciava pubblicamente le malefatte. Ma per pochi anni gli permisero di farlo. A 34 anni fu rapito mentre stava andando a una riunione politica e la mafia decise che doveva sparire. Lo fece uccidere e gettare in un dirupo.
Liggio sarà assolto per insufficienza di prove. Giuseppe Letizia, un bambino che faceva il pastore e assistette all’omicidio, fu ucciso anche lui. Delle indagini si occupa l’allora giovane capitano dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, che arresta due mafiosi, Pasquale Criscione e Vincenzo Collura, che prima confessano l’omicidio e poi si rimangiano tutto. Anche per loro venne usata la formula dell’assoluzione per insufficienza di prove.
Ora dopo oltre due anni dal ritrovamento delle sue ossa, le analisi del DNA, comparato con quelle delle ossa di suo padre, hanno dato nuovamente visibilità alla memoria di Placido Rizzotto, sino alla decisione di svolgere solenni funerali di Stato come eroe civile della Repubblica, ma sarebbe anche doveroso riaprire le indagini sulla barbara uccisione per riconoscergli anche giustizia affinché il suo sacrificio non sia stato vano.
Per questo ricordare la Sua opera ed evitare che la nostra memoria sia avvolta dalle nebbie di una pigra assuefazione e che si deleghi la lotta alla mafia a uno Stato molte volte colluso, che canta vittorie per qualche cattura dei capi siciliani e non riesce a reagire con fermezza contro i nuovi mafiosi dai colletti bianchi, ormai ampiamente diffusi al Centro e al Nord Italia, nel mondo finanziario e negli appalti delle cosiddette Grandi Opere, spesso inutili ma fonte di ricchi guadagni con soldi pubblici per un gruppo ristretto di privati.
F.R.