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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2012

                     1/7/2012 - Cementeria di San Francesco

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Preoccupazione per la vendita della cementeria di San Francesco di Pelago

Lo storico stabilimento Italcementi di San Francesco è stato acquistato dalla Colacem SpA. Lo ha reso pubblico il Sindaco di Pelago in un comunicato stampa in cui non nasconde la sua preoccupazione per il futuro dei 52 dipendenti.
Il cementificio venne costruito, all’incirca nel sito attuale, nel 1910 dalla “Società Calce e Cementi di Monsavano” e già all’inizio degli anni Trenta, con massicci investimenti in nuove tecnologie, divenne una delle aziende di punta del territorio della Valdisieve. Nel 1942 venne acquistato da Italcementi, insieme alla cava di marna di Monsavano, con la quale lo stabilimento era collegato da una teleferica, dismessa solo nei primi anni sessanta. Ora, dopo settanta anni di gestione, il gruppo Italcementi di Bergamo ha deciso di terminare il suo impegno in Toscana e vendere lo stabilimento al gruppo Colacem di Gubbio che già possiede l’impianto di Rassina, in Casentino. Gli accordi prevedono fra l’altro che alla Italcementi rimanga la cava a monte dello stabilimento, con il direttore e quattro dipendenti, mentre alla Colacem andrebbe l’intero stabilimento, con i suoi 46.000 metri quadrati di superficie e 52 dipendenti (erano 64 solo cinque anni fa, quando fu anche stimato un indotto di almeno 150 lavoratori).
Il 14 giugno la nuova proprietà ha incontrato i sindacati, a Firenze, nella sede di Confindustria. Nonostante le rassicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali, la preoccupazione rimane alta, anche in considerazione del fatto che l’integrazione fra i due impianti di San Francesco e Rassina potrebbe preludere a interventi di razionalizzazione che potrebbero determinare un impatto negativo per l’impianto di San Francesco.
Roberto Del Buffa