adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2012

                     1/7/2012 - USCIRE DALLA CRISI

<<<

CHE CIASCUNO FACCIA LA SUA PARTE
Di Gabriele Parenti

Mi sembra che la cura “Monti” abbia percorso, soprattutto, la strada facile delle tasse invece di quella dei tagli e delle riforme (ad esempio: si era parlato di abolire le province, poi di abolirne alcune, poi di eliminarne almeno gli assessorati... ma per ora tutto tace.).
Gli unici tagli sono stati fatti al popolo di chi non grida, non inscena protesta: ai pensionati che, proprio nel momento in cui l’inflazione aumenta, vedono bloccata la rivalutazione a partire da 1400 euro lordi mensili.
Stranezze della matematica! 1400 euro lordi sono considerati indice di ricchezza e 300.000 euro annui no. Infatti (salvo notizie dell’ultim’ora!) finora non c’è stato il previsto tetto di 300.000 euro l’anno per i supermanager pubblici!
Tanto più che, che una cura fatta solo di tasse potrà portare al pareggio di bilancio ma la strada della ripresa sarà ardua. L’unica tassa compatibile con la ripresa (perché non avrebbe provocato una contrazione dei consumi) sarebbe quella sui grandi patrimoni; le forze politiche che sostengono il governo non hanno, però, spinto in questa direzione.
Ma bisogna dire che la cura Monti non è nemmeno la peggiore perché ci consente almeno di restare in Europa. Infatti, è assai più temibile il rimedio proposto da chi auspica l’uscita dall’Euro. Davvero non si ha memoria storica di quello che accadde alla metà degli anni 70’?
Certo, una moneta debole potrebbe far risalire le esportazioni (ma per quanto tempo? E come la mettiamo con le importazioni, a cominciare da gas e petrolio? ...Ci siamo dimenticati dell’impennata dei prodotti petroliferi quando in epoca reaganiana, il rapporto lira-dollaro andava a nostro sfavore?)
La conseguenza più drammatica sarebbe una ripresa dell’inflazione a due cifre. C’è anche qualche studioso (cfr. l’intervista su Panorama del 14/5/2012 a Jacques Sapir autore del libro Bisogna uscire dall’euro? che lancia una provocazione: la cura shock sarebbe appunto il default, l’uscita dall’euro e un’inflazione del 20-25%.
Bene! Con quali conseguenze? Vediamo cosa accadde negli anni ’70. Con l’inflazione a ritmi vertiginosi si salvava chi non era a reddito fisso e poteva adeguare il proprio guadagno all’inflazione. Tra i lavoratori dipendenti, riusciva a recuperare solo chi aveva posizioni di forza contrattuale e otteneva adeguamenti al costo della vita . ma i lavoratori delle aziende che non avevano bilanci floridi e i pensionati vedevano invece i loro salari diminuire a vista d’occhio... c’è da aggiungere che all’epoca c’era l’indennità di contingenza che faceva recuperare qualcosa. Oggi non c’è più nemmeno quella.
Ultimo effetto della grande inflazione fu che chi aveva patrimoni immobiliari vide il loro valore lievitare... ma chi stava mettendo da parte soldi per comprare una casa si trovò con un pugno di mosche in mano perché i risparmi furono falcidiati. Ovviamente si parla dei “piccoli risparmi” (pensiamo oggi ai risparmi di molti anziani che servono a pagare una badante) perché quelli “grandi” sapevano bene come mettersi al riparo.
Insomma, l’inflazione a due cifre è una sorta di patrimoniale al contrario che colpisce i redditi più bassi e allora... ci pensi bene chi auspica l’uscita dall’euro! Anzi credo che sia interesse dei lavoratori e dei pensionati difendere strenuamente la scelta europeista magari con qualche tassa in meno e con qualche taglio in più agli sprechi e ottimizzando la macchina pubblica.
Speriamo che la anche la Grecia resti nell’Euro. Ma non dipende da noi. Però, se ciò non accadesse, l’Europa dovrebbe stringere i denti e far fronte all’inevitabile onda d’urto, per salvare l’Euro... siamo di fronte ad un futuro difficile, forse ci aspetteranno ulteriori sacrifici e credo che ciascuno dovrebbe fare la sua parte, ivi compresi gli Enti locali, ivi compreso il nostro Comune che dovrebbero cercare di contenere al massimo le uscite per evitare di aggravare con tasse e tariffe che da noi (ricordando l’interessante articolo “maglia gialla” apparso un recente numero del Laburista) sono particolarmente pesanti.
Sarebbe davvero un bel segnale per ridare fiducia alla gente...
Gabriele Parenti