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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2012

                     1/7/2012 - UNA RADICALE RIFORMA

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PER UN GOVERNO POLITICO CHE GOVERNI
PER UNA CLASSE POLITICA NUOVA E CAPACE
Di Marino Bianco

Ormai, è convinzione comune che le terapie del “Governo Tecnico” hanno accentuato la recessione e ridotto le entrate dello Stato (al riguardo si è pronunciata autorevolmente la Corte dei Conti), cosicché lo stesso agognato pareggio di bilancio nel 2013 è ragionevolmente in forse (salvi non auspicabili altre pressioni fiscali o non commendevoli...artifici).
Il tasso di disoccupazione aumenta, nonostante la enfatizzata riforma della disciplina del contratto di lavoro: poiché il punto è il lavoro che manca e che continua a ridursi.
Con la riforma delle pensioni ed il drammatico risvolto da sanare dei c.d. esodati (con il sorprendente scontro Governo/INPS/Sindacati sui numeri), pare essersi aggravata e non di poco la spesa pubblica.
Rispetto alla realtà che ciascuno vive, il profluvio di dichiarazioni di vertici istituzionali nostri ed europei, le reiterate professioni di ottimismo sulla “crescita” (sia pure col ritornello “del controllo dei conti e del rigore”) suonano ormai stucchevoli.
Cresce di giorno in giorno soltanto il deficit di credibilità e di partecipazione, come dimostrano l'astensionismo elettorale e lo sviluppo di ciò che ci ostiniamo a definire “antipolitica” ma che è fermento e insoddisfazione soprattutto giovanili (i risultati delle amministrative parziali in Sardegna rintoccano come ulteriore campanello d'allarme).
È inutile ritornare sullo spread e sui mercati finanziari che chiudono in perdita: a parere di chi scrive, manovre speculative, da un lato, diversivi tattici ed alibi, dall'altro lato, rispetto ai veri problemi del nostro Paese e dell'Unione Europea intera,che non si è capaci o non si vuole affrontare in modo diverso.
Nonostante, le sollecitazioni di Obama e di Hollande circa gli impegni per la ripresa economica e gli strumenti per avviarla (liquidità, investimenti, lavoro più che contabilità di bilancio, etc.!), tutto rimane a livello di mera comunicazione mediatica e si risolve in chiacchiere sempre dello stesso contenuto, in talora assurde recriminazioni, senza che nemmeno all'orizzonte appaiono fatti concreti.
Insomma, il problema non è soltanto il “Governo Politico” - che non c'è – dell'Europa, ma anche il “Governo Politico” - che non c'è - di casa nostra.
Ma i partiti e i deputati e senatori della anomala maggioranza parlamentare stanno a guardare, sono in stallo non accettabile, pur mugugnando continuano a concedere le (nel passato) tanto aborrite fiducie.
Le questioni di fondo - non dovremmo mai stancarci a pensarlo, a parlarne e sopratutto ad agire di conseguenza – è l'inadeguatezza della nostra classe politica e dei nostri governanti (a tutti i livelli), nonchè la crisi degenerativa inarrestabile delle vecchie forme-partiti (oligarchie stabili, al più cooptanti), con la necessità di radicale ricambio che deve essere affidato alla volontà del popolo, cui appartiene la sovranità.
Ma gli strumenti indispensabili sono una modifica costituzionale ed una nuova legge elettorale, che garantiscano non soltanto la piena libertà di scelta dei propri rappresentanti nelle istituzioni, ma insieme la formazione di esecutivi forti autorevoli e decisionisti; riforme che – come a questo punto siamo legittimati a sospettare – il Parlamento fa grande fatica anche ad avviare, perchè ...frenato dall'istinto di conservazione!
Nella conferenza programmatica di Rimini del 1987, il Partito Socialista propose i collegi uninominali a doppio turno ed il semi-presidenzialismo, così come in Francia; sistema istituzionale-elettorale di impostazione sostanzialmente maggioritaria (il Governo a chi viene direttamente eletto dal popolo), e che assicura pluralismo ideale culturale e politico e segnatamente qualità nelle rappresentanze parlamentari (nei collegi uninominali se si vuole ben competere debbono essere candidate personalità meritevoli sperimentate nella società civile, e capaci per queste ragioni di attrarre consensi elettorali).
Chi scrive rimane convinto della validità di quella proposta, da sempre sostenuta dalla maggior parte dei socialisti; mentre mattarellum e porcellum e loro varianti, non solo hanno fallito rispetto ai conclamati obbiettivi di efficienza e di modernizzazione, ma, quanto alla rappresentatività (e, cioè, alla effettiva democrazia), hanno per contro consolidato la partitocrazia oligarchica, hanno scavato un abisso tra politica e cittadini, tra massime istituzioni dello Stato e società.
Tempo addietro, ancora chi scrive auspicava un rapido ritorno alle urne, peraltro dopo almeno una sollecita riforma elettorale.
Ma da allora è trascorso quasi un anno; e, dopo un lungo – e significativo – silenzio, l'attuale dibattito e le proposte incrociate e non collimanti dei vari gruppi in Parlamento, e anche lo scorrere inesorabile dei pochi mesi che ci separano dalla fine della legislatura, non possano che far temere che tutto venga gestito tatticamente (soprattutto da parte dei gruppi parlamentari più consistenti) perché, in modo gattopardesco, “tutto cambi ma in modo che nulla cambi” o perché il cambiamento sia il più possibile limitato!
La situazione socio-economico-politica in cui versa l'Italia, richiederebbe, invece, un forte “Governo Politico” che sia in grado di governare “politicamente”, e non illuministicamente se non ragionieristicamente, il Paese, e una classe veramente “politica”, nuova non di inveterati mestieranti, espressione l'uno e l'altra di una radicale riforma istituzionale ed elettorale alla insegna di una ritrovata democrazia reale.
Marino Bianco