adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2012

                     10/9/2012 - UNITA' D'ITALIA - 2

<<<

(seconda parte)

A fatti avvenuti, rimarca Furiozzi, Cavour, impressionato dalla violenza dell'esercito papalino, comprese in modo lungimirante che la vittoria militare si sarebbe trasformata in una sconfitta politica e morale per lo Stato della Chiesa. Per questo si adoperò con tutti i mezzi per dare ampia risonanza tra l'opinione pubblica dei fatti, servendosi in primo luogo della stampa a lui vicina, come la «Gazzetta piemontese» e «L'Opinione». E qui siamo già al secondo cardine dell'intervento di Furiozzi, quello relativo alle posizioni assunte dai giornali piemontesi, che naturalmente furono diverse a seconda delle idee politiche cui essi si ispiravano. Detto della scelta di dare la massima pubblicità ai fatti, con il chiaro obiettivo di screditare lo Stato pontificio presso l'opinione pubblica, di quelli vicini al governo piemontese, sono da sottolineare la linea di netta condanna dei fogli della Sinistra, come «Il Diritto», e quella altrettanto netta di difesa dell'operato dell'esercito pontificio e di attacco al governo piemontese da parte di giornali clerico-reazionari, quali «L'Armonia». Preziosa fu l'attività svolta a Torino dagli esuli perugini e delle altre Province pontificie nel diffondere notizie e mantenere alta la sensibilità su quei tragici fatti. Improntato ad estrema cautela fu invece l'atteggiamento del re, che scelse di "mantenersi aggiornato restandone fuori". Tuttavia nel settembre 1860, sarà anche il ricordo dell'anno precedente, a spingerlo alla liberazione delle Marche e dell'Umbria.
Nel libro figurano poi interventi basati su documenti, articoli e corrispondenze, per così dire, "in diretta", cioè pressoché coevi ai fatti stessi. E' il caso di quello di Stefania Magliani sulla "visione" degli eventi del magistrato Luigi Lattanzi inviato a Perugia dal Segretario di Stato Antonelli, il 19 giugno, allo scopo di fornire informazioni - spesso "addomesticandole" - e al tempo stesso svolgere opera diplomatica; non è senza significato rilevare come, tra le righe del rapporto Lattanzi, traspare che il saccheggio fosse stato autorizzato dai vertici vaticani e che quindi fosse stato previsto ancor prima che le truppe entrassero in città; vi è poi l'intervento di Gabriele Principato sul cavouriano perugino Filippo Antonio Gualterio ed in particolare sul ruolo da lui svolto nell'insurrezione e, dopo l'annessione del settembre 1860, nel legare l'Umbria al nuovo Stato nazionale; vi è poi lo scritto di Francesco Ghidetti sulla "lettura" dei fatti proposta da «La Nazione», il quotidiano fondato da Bettino Ricasoli il 19 luglio, meno di un mese dopo la strage. Fa parte del volume anche il contributo di Vincenzo Pacifici sulla successiva carriera politica nazionale di quattro esponenti del governo provvisorio, fra cui soprattutto Tommaso Berardi, prefetto in varie città italiane, di cui l'autore rimarca la sensibilità per temi quali l'emigrazione, l'abolizione della pena di morte, la lotta al brigantaggio e all'analfabetismo, l'impegno per la formazione degli insegnanti e la costruzione di strade e infrastrutture. Davvero interessante risulta il lavoro di Franco Bozzi sulle reazioni ai fatti di Perugia degli esponenti della Massoneria e di quelli della Compagnia di Gesù, la cui voce era diffusa da «La Civiltà cattolica». Un contrasto interpretativo che deriva dalla ragione stessa di esistere della rivista, la quale era nata con lo scopo di difendere "la civiltà cattolica" dall'attacco che le veniva rivolto dalla filosofia illuminista e dalla Massoneria che di quel pensiero si era fatta interprete e propagatrice, contrastando l'autorità temporale della Chiesa e l'essenza stessa del concetto di papa-re in quanto riscontrava un'incompatibilità irriducibile tra regime costituzionale e concezione del potere per diritto divino; la Compagnia di Gesù per le stesse ragioni, ma per finalità opposte, avversava la prospettiva della secolarizzazione dello Stato e la tesi della separazione tra sfera religiosa e sfera politica. Da tali differenti impostazioni non poteva non derivare in modo pressoché inevitabile un'interpretazione diametralmente opposta dei fatti di Perugia, presentati da "La civiltà cattolica" come la conseguenza dell'usurpazione del legittimo potere da parte di alcuni faziosi sobillati da comitati rivoluzionari nazionali, cioè liberali monarchici e democratici repubblicani eredi del complotto massonico che fu all'origine della Rivoluzione Francese, secondo la tesi del gesuita Barruel. E' naturalmente su di essi che viene fatta ricadere la responsabilità delle violenze e della morte di innocenti. La rivista della Societas Iesu, dopo aver lodato l'operato del colonnello Schmid come artefice del ripristino dell'ordine e del legittimo potere a Perugia, ne annuncia la promozione e formula elogi alla sua truppa perché "prese parte a questo fatto, e così ben si distinse" . Opposta è naturalmente la posizione della Massoneria, che denuncia il feroce eccidio perpetrato dai mercenari del papa e definisce i caduti "vittime degli sgherri della tirannide papale" . Il contributo di Bozzi si chiude con un accenno al relativamente recente avvio delle celebrazioni condivise che a partire dalla metà degli anni novanta del Novecento hanno visto anche la presenza dell'arcivescovo della città. Bozzi indica però la persistenza di un filone di cattolicesimo integralista, collocato su posizioni anti-risorgimentali e leghiste, che ha rispolverato concetti di un déjà vu ottocentesco di cui la riflessione storica non sentiva certo la mancanza.
Chiude il libro l'originale lavoro di Stefania Petrillo che attraverso un'accurata ricostruzione iconografica propone una lettura storico politica delle opere figurative ispirate al 20 giugno. L'autrice evidenzia come i prodotti di questa arte impegnata e di questa "pittura di storia" sviluppatasi in un arco di tempo piuttosto esteso siano la testimonianza di quanto la tensione emotiva suscitata dalle stragi abbia impresso il suo segno in modo indelebile nella memoria collettiva della popolazione perugina. Il contributo si conclude con l'auspicio della costituzione di un museo del Risorgimento umbro, quale elemento di connessione e di comprensione tra valori ed elementi del passato e realtà del presente. Gli anniversari offrono un'importante occasione per rivolgere il nostro sguardo su eventi del passato. Ciò però può essere fatto in due modi diversi: uno analitico, riflessivo e quindi produttivo, l'altro celebrativo, magniloquente e dunque sterile. Il convegno di Perugia del dicembre 2009 ed il libro che ne raccoglie gli atti hanno colto l'opportunità per collocarsi decisamente dalla parte della prima e più interessante delle due possibilità.