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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2012

                     10/9/2012 - NON PER AMORE

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I sistemi democratici hanno in sé il rischio di un cortocircuito:

1) Si basano sul principio che la sovranità appartenga al popolo e che esso la eserciti attraverso il voto.
2) Il voto può effettuarsi in tanti modi diversi.
3) Il modo in cui ogni popolo esercita il voto nel proprio Stato viene deciso da chi fa le leggi in quello stesso Stato.
4) Chi fa le leggi è proprio chi deve poi venir eletto in base alle regole da lui stesso scritte.

Si evince che, quando dei parlamentari si accingono a scrivere leggi elettorali in base alle quali andranno a rigiocarsi una nuova elezione, è necessario che abbiano ben chiara la delicatezza del compito. Proprio tale delicatezza è il motivo per cui nelle democrazie è normale veder cambiare i sistemi elettorali solo molto raramente. Agli occhi degli elettori risulta assai sgradevole assistere allo spettacolo di competitori diventati arbitri e fissatori di regole: ciò perché, è facile capirlo, tale situazione comporta un rischio di scorrettezze verso chi in quel momento è fuori dai giochi.

Passando dal generale al particolare: qualsiasi nuovo sistema elettorale venisse oggi varato dal parlamento nascerebbe sotto il sospetto di essere costruito contro la sinistra. Essa non è attualmente rappresentata in Parlamento e non potrebbe votare contro una legge che la penalizzasse.

Oggi rischiamo di vedere un PD che, dopo aver agito alle ultime elezioni in modo tale da lasciare alle sinistre il ruolo di forze extraparlamentari, collabori con gli amici dell'UDC per far sì che esse rimangano nuovamente fuori da Montecitorio e Palazzo Madama.

Certo, due alternative ci sarebbero: il Pd potrebbe ricordarsi di esser nato dalla fusione di due partiti dei quali il più grande – sia in termini di suffragi che di assenza di strani tesorieri - aveva integrata nel suo simbolo la rosa del PSE, non croci e scudi vari, ed agire di conseguenza. L'altra sarebbe che la gente, molto semplicemente, votasse a sinistra in numero maggiore rispetto a quanto atteso. Non per amore: magari solo perché dopo vent'anni di liberismo sfrenato si è ritrovata in mutande.
Eriprando Cipriani