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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2012

                     10/9/2012 - LE CITTA' METROPOLITANE

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di Valdo Spini

Abbiamo trovato una convergenza significativa fra le riflessioni che come Commissioni consiliari delle città metropolitane abbiamo fatto in questi mesi e l’azione dell’ANCI coordinata dal Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni.


A
bbiamo trovato una convergenza significativa fra le riflessioni che come Commissioni consiliari delle città metropolitane abbiamo fatto in questi mesi e l’azione dell’ANCI coordinata dal Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Lo posso dire come Presidente della Commissione Affari Istituzionali del Consiglio comunale di Firenze e coordinatore delle commissioni consiliari competenti delle città interessate alla costituzione della città metropolitana. In tale veste ho organizzato due riunioni delle stesse a Firenze il 1 marzo e il 17 maggio u. s. e ho partecipato alla riunione di Venezia del 17 luglio. In realtà vi sono due fasi del provvedimento del governo. La prima fase è quella della riduzione e dell’accorpamento delle province a cui le città metropolitane assistono da spettatrici (anche se in realtà vi sarebbero interessate) mentre la seconda fase è quella della costituzione delle città metropolitane vere e proprie che si sostituiscono alle loro province. Noto così una tendenza, emersa ad esempio in certi ambienti della Toscana: tentare di togliere Comuni dal territorio delle città metropolitane a favore delle province in accorpamento. Viceversa il decreto del governo prevede una sorta di divieto alle province che non ne fanno parte ad avvicinarsi alle future città metropolitane, che non condivido. Infatti, per molte realtà territoriali, l’alternativa sarebbe invece fra partecipare a province accorpate con scarsi poteri o a città metropolitane che assommano ai poteri delle prime quelli nuovi previsti per le città metropolitane stesse. In ogni caso, a cose fatte, questa facoltà rimarrà per i singoli comuni. Rivendichiamo con forza come Commissioni Affari Istituzionali di queste dieci città di esserci battuti con coerenza in questi anni per l’attuazione del precetto costituzionale in tema di istituzione delle città Metropolitane e quindi salutiamo con soddisfazione che si arrivi a questo traguardo. Infatti il DL 95 del 6 /7/ 2012 (revisione della spesa con servizi invariati ai cittadini) introduce una riforma di grande portata nella struttura dei poteri locali del nostro paese. Esso istituisce finalmente le città metropolitane, facendo corrispondere ai fenomeni ormai consolidati dell'urbanesimo, dei livelli istituzionali di dimensione più adeguata. Così è avvenuto negli altri paesi europei, Francia, Germania e Gran Bretagna.
Sarebbe stato meglio che questa riforma fosse venuta dal basso. Nel caso della riforma degli enti locali, dal Parlamento che da vari anni la stava discutendo. Nel caso delle città metropolitane dalla sperimentazione dal basso che pure era stata prevista dalla legge, ma di cui nessuno si è avvalso. Purtroppo così non è stato. E oggi la riforma viene da un decreto del governo, ma questo non significa che noi non dobbiamo accettare e rilanciare questa sfida riformatrice. Anche perché la previsione legislativa in materia risale addirittura al 1990, previsione rafforzata dal fatto che la città metropolitana è stata introdotta nel nuovo titolo V della Legge Costituzionale dal 2001. Si può quindi dire che era veramente ora. Quello che ci attendiamo dalle città metropolitane è più semplificazione nelle decisioni, più efficienza e più democrazia. Sì, più democrazia perché vogliamo che i cittadini possano determinare sulle decisioni che di fatto vengono prese a livello intercomunale. Secondo il decreto legge in conversione al Parlamento il 1° gennaio del 2014 nelle dieci aree interessate (Roma, Milano, Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria) alle Province si sostituiranno le città metropolitane. Queste avranno i poteri delle prime (coordinamento, pianificazione territoriale, ambiente, con particolare riferimento alle discariche, trasporti e viabilità, costruzione, classificazione e gestione delle strade) a cui verranno aggiunti altri poteri molto significativi nell'ambito della pianificazione territoriale, delle infrastrutture, dei servizi e dei trasporti, della mobilità e della viabilità di carattere metropolitano,della promozione e della promozione e del coordinamento dello sviluppo economico e sociale. La data di istituzione delle città metropolitane è successiva alle elezioni politiche. Per questo, credo che dobbiamo cominciare a lavorarci subito in modo che non sia più possibile fermarle. Anche perché, alcune città metropolitane verranno anticipate: Genova (commissariata) e Roma (che vota nel 2013). Per un periodo provvisorio di sei mesi il sindaco metropolitano è il sindaco del comune capoluogo, affiancato da un consiglio metropolitano (nel caso di Firenze 12 consiglieri, scelti fra i sindaci dei comuni). Il consiglio metropolitano a sua volta verrà eletto da un collegio formato dai sindaci e da due consiglieri per ciascun comune nel rispetto del principio di rappresentanza delle minoranze. In questi sei mesi si dovrà procedere all’approvazione dello statuto. Si potrà allora scegliere fra tre soluzioni: che il sindaco metropolitano sia a) di diritto il sindaco del comune capoluogo b) sia eletto indirettamente dagli organi comunali interessati c) sia eletto a suffragio universale diretto ( a mio parere la soluzione giusta).
Valdo Spini
Coordinatore Commissioni Consiliari Città metropolitane