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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2012

                     10/9/2012 - RECESSIONE

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In Italia anche quei pochi che ancora lavorano” devono” smettere
di Rino Capezzuoli

S
embra questo il programma concomitante di tutte le direzioni di marcia che vengono attuate nel nostro paese negli ultimi anni. La disoccupazione è in crescita.
Le aziende chiudono la crisi si aggrava anzi ormai siamo ad una recessione di cui non si vede la fine eppure si fa di tutto perché quei pochi che ancora lavorano, a qualsiasi categoria appartengano, si stufino e cessino la loro attività. Lasciamo stare chi teorizzava che la crisi non c’era e che tutto andava bene, chiediamoci perché “tutti” dormivano mentre la crisi si succhiava la nostra economia, chiediamoci perché nonostante il cambio di passo avvenuto ultimamente ancora non si intravede una sola proposta tesa a creare lavoro, tesa a dar fiato a chi produce. Le tasse aumentano perché c’è da pagare il debito fatto, non di certo da chi ha lavorato onestamente, impegnandosi per portare a casa la pagnotta per sé e per la propria azienda. La burocrazia aumenta ogni giorno e soffoca qualsiasi tipo di iniziativa. Le nuove norme, là dove vengono emanate, sono più vessatorie di quelle precedentemente in vigore e servono solo a frenare ancora di più ogni attività pratica. Gli evasori e gli speculatori contro cui si dice di voler agire continuano indisturbati come prima a fare i propri comodi affari e non si vede una ripresa di etica pubblica perché i nostri dirigenti politici sono legati a questi carri del male affare. I tagli li subiscono i soliti che lavorano ed i servizi a loro destinati mentre le tasse è più facile prenderle da una busta paga o da un artigiano che da uno speculatore. E l’Italia rotola verso il baratro senza prospettive per le prossime due generazioni. Ora noi abbiamo sempre sostenuto che la democrazia ha un costo, ma chiediamo se una parte di Italiani, a cui si chiede di pagare tutto. vive con 480 euro al mese (pensioni sociali.) ad un parlamentare non potrebbero bastare 5000-8000 euro al mese per fare con coscienza il suo lavoro? Ed ancora perché il governo attuale non fa, come hanno fatto gli altri paesi, Francia e Germania, un accordo con la Svizzera sul credito che vale, a dire degli stessi governanti 40 miliardi di euro per l’Italia. Nessuno parla da noi di patrimoniale perché sembra di capire che i nostri governanti si riservano di giocare questa carta solo dopo che saranno scoppiate proteste e moti sociali incontrollabili. Ed ancora visto che siamo il paese del sole ed abbiamo vicino ai nostri confini i pozzi di petrolio perché non si cerca di diminuire il costo della nostra bolletta energetica anziché mettere continui ostacoli a chi si muove in questa direzione grazie ad Eni, Enel ecc…naturalmente il tutto coadiuvato dal sistema creditizio al servizio di chi ostacola il lavoro non di chi lavora. Il mondo agricolo che ha attraversato le crisi più profonde ed è perennemente in crisi sarà ancora una volta l’ancora da cui ripartire…. chi sa’ fra quanto tempo! Rino Capezzuoli