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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2012

                     15/11/2012 - LE NUOVE PROVINCE

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Sul nuovo assetto delle Province

Della riorganizzazione delle province l’unica cosa di cui si sente continuamente parlare è la discussione per stabilire quali dovranno essere accorpate e quali città saranno capoluogo (prima fra tutte la disputa tra Pisa e Livorno). Sarebbe, invece, più importante capire come dovranno funzionare le nuove circoscrizioni per quanto riguarda i servizi, le attività amministrative e soprattutto le funzioni strategiche, di indirizzo e coordinamento e come, senza perderci in dispute di campanile, come si possa unire il processo di semplificazione alla valorizzazione del territorio.
Per determinati settori, come quello socio-sanitario, le Asl, e le Società della Salute hanno già ambiti che non coincidono con quelli delle province e che uniscono zone omogenee; si possono, quindi, pensare, all’interno delle nuove macroprovince, forme di decentramento che, senza creare ulteriori sovrastrutture, ottimizzino funzioni e servizi.
Per noi dell’hinterland fiorentino c’è, poi, un’ulteriore opportunità: quella di veder finalmente decollare la città metropolitana di cui si parla da tempo immemorabile e che, fino al provvedimento del governo Monti, era divenuta una sorta di araba fenice.
Adesso è il momento di dare vita ad un’area metropolitana policentrica che attui un’adeguata strategia di programmazione e di gestione del territorio. Finora, sulle “periferie” si sono scaricate le tensioni della città senza adeguate contromisure. Un esempio per tutti la tensione abitativa: negli ultimi anni si è accentuata la diminuzione della popolazione del capoluogo e un incremento in Comuni periferici, con un parallelo aumento del
pendolarismo.
Ma non sono cresciute altrettanto le infrastrutture necessarie (vie di accesso alla città, trasporti locali, parcheggi scambiatori, etc.) che sono state ad appannaggio dei Comuni della provincia, mentre sono oneri che riguardano tutto il sistema metropolitano: un parcheggio scambiatore a Pontassieve, o il potenziamento del trasporto pubblico su gomma e su rotaia servono a limitare l’accesso di auto a Firenze; dovrebbero essere, quindi, anche una questione fiorentina. Il concentrarsi di determinati servizi nella Piana ad ovest della città dovrebbe avere un adeguato riscontro nei mezzi di trasporto... e anche di servizi corrispondenti o di sedi distaccate sul versante est, quello più lontano... ma finora è mancata proprio l’ottica di un sistema metropolitano come strategia unitaria e condivisa di interventi.
Circa l’accorpamento delle province è un procedimento complesso ma spero che si proceda in fretta e che le dispute di campanile non diventino un pretesto per lasciare tutto come sta. A chi dice che i risparmi,tutto sommato,saranno assai modesti consiglio di prendere in esame anche i costi indiretti (a cominciare dagli immobili) e quelli indotti (ovvero la presenza di un livello “provinciale” di ogni ente pubblico) e si vedrà che la realtà è ben diversa.
Personalmente avrei preferito lasciare tutte le province come semplici organismi di indirizzo e di coordinamento (un presidente e un consiglio eletto dai sindaci) trasferendone le strutture a regione e comuni ... ma anche questo riassetto è benvenuto: l’importante è dare il via alla semplificazione della macchina pubblica locale che è divenuta molto, troppo, pesante specie per un Paese che ha un debito pubblico così elevato.
Gabriele Parenti