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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2012

                     15/11/2012 - LAVORO

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Autunno difficile per l’economia italiana segnata dall’aggravarsi di decine e decine di vertenze aziendali. Le drammatiche vicende legate al progressivo processo di ulteriore de-industrializzazione in atto nel nostro paese.
Vicende emblematiche quelle dell’”Alcoa”, del Carbosulcis, non può non interrogarci sul significato di queste nuove e drammatiche tipologie di protesta. Dal ponte-gru si minaccia di lanciarsi nel vuoto, nella miniera a 400 metri sottoterra, di farsi esplodere con lo stesso plastico cui si coltiva la galleria. Altro alla cronaca la vicenda dell’Ilva di Taranto.
Anche in Toscana la crisi morde.
Le grandi vertenze aperte sono a Piombino per il siderurgico, Massa per i nuovi Cantieri Apuani, a Pistoia per la Breda, ma anche Eaton e area di Livorno, Richard Ginori, e ex ISI in provincia di Firenze. Sono quelle di cui si parla molto in questo periodo al ministero dello Sviluppo Economico o in Regione. oltre a tante piccole realtà in crisi che coinvolgono centinaia se non migliaia posti di lavoro, una di queste a noi vicino la “Brunelleschi” di Sieci.
Sul problema lavoro non si vede nulla all’orizzonte e il governo Monti, continua con la sua politica di tagli alla sanità e di tasse. Come pure si sta aggravando il fenomeno della disoccupazione giovanile oltre il 30%.
Pertanto è necessaria una riflessione attorno alla possibilità di avanzamento di una proposta di politica economica, unitariamente sorretta nel mondo sindacale e in quello politico, tale da rappresentare un’alternativa.
Il concetto di fondo che è necessario portare avanti e rilanciare è quello della programmazione economica, combattendo a fondo l'idea che si tratti di uno strumento superato, buono soltanto – al massimo – a coordinare sfere private fondamentalmente irriducibili.
Una programmazione economica condotta con riferimento all'irrinunciabile valenza europea e avente al centro l'idea dell'iniziativa pubblica in economia attorno ad alcuni fondamentali campi di intervento:
Il territorio. Serve un piano straordinario per il ripristino dell'assetto idro-geologico del territorio che va franando dappertutto, dal Nord al Sud, sulle coste e nell'entroterra. Eguale urgenza ha, ovviamente, il tema della difesa dell'ambiente nel suo complesso, dello smaltimento dei rifiuti, della cementificazione;
Le infrastrutture. La situazione delle ferrovie italiane è semplicemente disastrosa, così come quello delle strade ed autostrade, in particolare al Sud;
Il nodo energetico, non risolvibile, ovviamente, con un ritorno al nucleare;
Il finanziamento della ricerca destinata soprattutto verso l'innovazione di processo nell'industria;
Il rilancio del settore industriale. La Fiat può esercitare il suo ricatto perché questo Paese è privo, da anni, di politica industriale. Siamo, per varie ragioni, pressoché privi di siderurgia, chimica, agroalimentare, elettromeccanica, elettronica. In questa situazione ormai sono asfittici e sottoposti al processo di delocalizzazione anche quei settori “di nicchia” sui quali si era basato lo sviluppo anni'80- anni'90;
Il rientro della programmazione pubblica nel settore bancario, con l'obiettivo principale del credito nella media e piccola industria;
Il rientro dal precariato e l'inserimento stabile della manodopera extracomunitaria;
La lotta all'evasione fiscale.
Accanto a questi punti del tutto irrinunciabili ci sono da valutare anche gli elementi di spreco che vengono principalmente da due parti: il gigantismo dell'apparato politico portato soprattutto dalla personalizzazione della politica (pensiamo alla dimensione gigantesca del debito delle Regioni, elefantizzatosi dal momento dell'elezione diretta dei Presidenti).
Questi sono solo modeste riflessioni al grave problema della mancanza di lavoro e proposte e le possibili soluzioni.
Una sinistra come tale, dovrà porsi come priorità il “lavoro” e con esso le prospettive di crescita delle classi popolari e medie, che oggi sono duramente colpite da questa crisi e da questa finanza.
G.C.