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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2012

                     21/12/2012 - ADDIO A SARA

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Sara Cerrini Melauri (1920-2012)

Il 12 novembre si è spenta a Firenze, nella clinica di Villa Ulivella a Careggi, Sara Cerrini Melauri, scrittrice e pittrice, protagonista come maestra nella piccola scuola di campagna di Doccia, il Paese sulla Collina del suo scritto forse più significativo. Nell’inviare ai parenti e alle associazioni che ne proseguono l’impegno le condoglianze di tutta la redazione, pubblichiamo un estratto della commemorazione tenuta da un nostro collaboratore durante le esequie al Cimitero di Doccia.


Quando Mara Fiesolani, Presidente dell’Associazione Il Paese sulla Collina Sara Cerrini ed ex alunna della maestra nella piccola scuola di Doccia, mi ha chiesto di intervenire in sua vece per ricordare Sara Cerrini, ho compreso la sua scelta, ma ho pensato che il mio intervento sarebbe stato ben più povero di quello che avrebbe potuto fare lei. Poi rivedendo il materiale di Sara che in questi anni ho messo insieme e ricordando gli incontri personali, forse pochi ma significativi, talvolta molto lunghi (mi ricordo, per esempio, un intero pomeriggio di discussioni a Firenze e due/tre eventi organizzati dall’Associazione a Doccia), mi sono reso conto che, avendo conosciuto Sara ormai anziana, ho potuto farmi un’idea di lei, della sua vita, anzi delle tante vite che Sara ha vissuto, forse più vicina al vero di quella di coloro che tendono naturalmente a ricordarla privilegiando una Sara rispetto alle altre, magari la maestra a dispetto dell’organizzatrice di cultura, oppure la collega, amica ed esigentissima corrispondente piuttosto che la pittrice o la scrittrice.
C’è un tratto comune a tutta la vita di Sara che quelli che l’hanno conosciuta bene conoscono, ed è la ferma e costante rivendicazione della propria autonomia, la difesa di un proprio spazio di libertà. Come tutti, anche Sara non ha potuto fare sempre tutto ciò che avrebbe voluto, ma quel che è certo è che lo ha fatto sempre a modo suo, sin da quando nel 1950 ha ottenuto un posto di insegnante di ruolo e ha scelto di insegnare nella piccola scuola di campagna di Doccia, invece di scegliere una più comoda e prestigiosa, ma anche più conformista, scuola fiorentina. E questo non lo fece certo per insofferenza nei riguardi dell’ambiente cittadino, dove aveva conosciuto e frequentato uomini di cultura come Ernesto Balducci e Aldo Capitini, con i quali intesse un fitto e duraturo scambio epistolare. A Doccia trascorre fino al 1960 un primo decennio intenso di insegnamento, ma anche di riflessione sulla didattica elementare e i suoi principi pedagogici. Entra in contatto con il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) e si avvicina alle tecniche di Freinet. Corrisponde e collabora con educatori come Bruno Ciari e Mario Lodi e scrittori come Gianni Rodari, scrive per «Cooperazione Educativa». Nel 1956 incontra Maria Maltoni, che aveva già lasciato la sua scuola di San Gersolé ed è Consigliere comunale a Pontassieve. Frequenta anche Idana Pescioli che, negli stessi anni, sviluppa un approccio educativo originale nella piccola scuola di Settignano. Ma la sua esperienza didattica rimane autonoma e persino critica rispetto alle altre. Ciò che la caratterizza è innanzitutto un radicale egualitarismo, che solo col tempo si stempera, almeno nella pratica didattica, con l’accettazione di qualche compromesso, sempre e comunque nell’interesse degli alunni, che costituiscono la sua prima e mi verrebbe da dire unica preoccupazione.
Nel 1959 si sposa con Tullio Melauri, ingegnere, di religione ebraica, che da allora costituirà un punto di riferimento fondamentale, nascosto ma stabile, della sua vita.
Tornerà a insegnare a Doccia nel 1963, dopo un burrascoso triennio alla Scuola Città Pestalozzi di Firenze. Il suo temperamento libertario la rende infatti insofferente alla rigida struttura organizzativa della scuola. L’ultima parte della sua carriera di maestra elementare si chiuderà nel 1966, dopo ventisei anni di insegnamento, di cui 16 di ruolo. Non si conclude però il suo interesse per il mondo della scuola: si iscrive infatti all’Università di Firenze, dove, nel 1971, si laurea in Pedagogia. Nel frattempo suoi articoli sulla propria esperienza didattica hanno continuato a uscire in «Cooperazione Educativa», «Scuola-Città», «Riforma della Scuola» e «Il Giornale dei Genitori». Nel 1977 saranno raccolti e pubblicati dal Centro di Documentazione di Pistoia, con il titolo Dal bambino alla comunità. Il giorno 8 marzo 2008 Sara Cerrini, insieme ad altre sette maestre, sarà premiata dal Consiglio Regionale della Toscana, con una medaglia per la propria attività di insegnante elementare.
Intanto inizia a dipingere e a scrivere poesie, scoprendo di aver maturato a contatto con i bambini, una propria visione dell’arte e della poesia (“in modo libero e personale”, scriverà in un’autopresentazione scritta in terza persona). Poi ci sono i viaggi, compiuti con Tullio, in Israele, in Russia, a Parigi, in Jugoslavia. Dopo la sua prima mostra personale, nel 1972, la sua biografia è scandita dalle numerose mostre, dalla pubblicazione dei suoi libri e da numerosi viaggi, che le daranno spunto per la compilazione di densi resoconti, sempre in forma diaristica. E qui occorre soffermarsi per segnalare il valore, anche letterario, dei diari di Sara, scritti a partire dal 1939 e parzialmente pubblicati. Gli originali sono conservati all’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano.
Dal 1980 Sara e Tullio cominciano a frequentare i convegni interreligiosi di Camaldoli e decidono di trasformare un loro appartamento a Firenze in Spazio culturale, dove svolgere mostre e soprattutto incontri culturali di riflessione, soprattutto sui temi della Pace e del confronto interculturale. Lo Spazio Melauri viene significativamente inaugurato il 6 giugno 1985, con la presentazione del libro di Sara Il Paese sulla Collina, dedicato alla sua esperienza di insegnante nella scuola elementare di Doccia. E’ l’inizio di un’attività che in un quindicennio, fra il 1985 e il 2000, porterà nel proprio spazio di Via Cialdini a Firenze, in circa 270 incontri, molte figure di rilievo della vita culturale fiorentina, come Pio Baldelli, Alberto L’Abate, Daniel Vogelmann, Mariella Bettarini e molti altri. All’esperienza pedagogica e didattica e a quella artistica e letteraria, si
si affianca dunque un’intensa attività di promozione culturale. Di ciascuna di queste attività ricordava di averle svolte in piena autonomia e con grande libertà, ma lo affermava senza orgoglio, come un dato di fatto, semplicemente perché non avrebbe potuto realizzarle altrimenti. Non credo infatti che rivendicasse meriti particolari. Nel 1976 ha pubblicato una breve poesia che rende bene il suo atteggiamento:
Sono una che passa
nella strada
un pezzetto di folla
un filo del tappeto
colorato che il sole
nuovo di primavera
ha gettato sulla città.
Grazie Sara. Addio.
Roberto Del Buffa