adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2012

                     21/12/2012 - SOCIALISMO

<<<

1892 – 2012 (centoventi anni del Partito Socialista)
L'IDEA NON PUO' MORIRE
Di Marino Bianco
Quando nell'agosto del 1892, a Genova nella Sala Sivori, per l'impegno di uomini come Filippo Turati, Andrea Costa e Camillo Prampolini e di donne come Anna Kuliscioff – superato l'ostruzionismo degli anarchici e degli operaisti e fallito l'inutile tentativo, per la verità non molto convinto, di ottenere l'adesione dei mazziniani – prese corpo e forma il partito del socialismo libertario e riformista italiano, non solo si diede vita ad uno strumento per la difesa e la lotta dei lavoratori nei confronti dello sfruttamento capitalistico e del regime autoritario e conservatore, ma si avviò, in concomitanza con quanto avveniva per la spinta dei fermenti popolari in altre parti dell'Europa, un processo ideale politico e culturale suscettivo di influenzare ancora oggi il comportamento delle persone e delle collettività, e di produrre – come già nel passato - profonde e talora tettoniche trasformazioni sociali e istituzionali.
Un processo che ha registrato arretramenti ed involuzioni a causa della prima guerra mondiale, in Italia per effetto della scissione comunista al dodicesimo congresso, nel 1921 al Teatro Goldoni di Livorno, nel mondo per la tragica parentesi reazionaria fascista e nazista e per la degenerazione nell'Unione Sovietica e nell'est europeo del così detto socialismo reale (marxista-leninista, e poi stalinista), e infine a causa della seconda guerra mondiale.
E, in quel drammatico arco di tempo di circa trent'anni, i socialisti italiani seppero tener in vita - con i loro personali sacrifici talora anche della vita – quell'insieme di valori e di progetti politici concreti di cui si era sostanziata la nascita del Partito Socialista.
Non sarà mai ripetitivo ricordare – segnatamente, per le nuove generazioni – l'assassinio, tra i tanti, di Giacomo Matteotti e di Carlo e Nello Rosselli (a Firenze di Gustavo Console e di Gaetano Pilati), l'esilio di Filippo Turati, di Pietro Nenni e di Sandro Pertini (questo per sei volte condannato dal Tribunale Speciale fascista e per due volte evaso dal carcere) ed il contributo ed il martirio dei numerosi dirigenti e militanti socialisti nella epopea della Resistenza.
Riconquistate la libertà e la democrazia nel nostro Paese, il Partito Socialista Italiano, con il proprio impegno politico, seppe agire per tradurre quei valori in risultati concreti a favore della dignità degli individui, dell'effettiva democrazia e della giustizia sociale.
Il nostro Paese ha vissuto l'anomalia di un Partito Socialista che – a differenza di quelli di altri Stati europei – non è arrivato a rappresentare da sé solo il polo progressista della democrazia, e ciò per la presenza di un forte Partito Comunista, che fino al 1989, strettamente legato all'Unione Sovietica, ha rappresentato anche la causa prima delle scissioni che, ora da destra ora da sinistra, i socialisti italiani hanno dovuto subire nel corso della loro tormentata vicenda storica.
Tuttavia, dal 1945 fino agli anni '90, l'azione dei socialisti, pur pressati a destra da forze conservatrici e clericali ed a sinistra dal Partito Comunista, ha garantito all'Italia conquiste che si possono definire storiche: l'abolizione delle “case chiuse” (Lina Merlin); l'abrogazione dal Codice Penale Rocco delle norme fasciste sulla difesa della razza, sull'adulterio e sul concubinato, sul delitto d'onore e sul divieto delle pratiche anticoncezionali (in difesa di elementari diritti civili, che videro protagonisti il Partito Socialista e i suoi rappresentanti in Parlamento); l'attuazione tanto ritardata di fondamentali istituti della Costituzione (Regioni, Corte Costituzionale, CNEL, secondo il lucido disegno di ingegneria costituzionale di Piero Calamandrei); la programmazione economica nel bilancio dello Stato (Antonio Giolitti e Giovanni Pieraccini); la riforma della scuola pubblica e l'istituzione della scuola media unificata (Tristano Codignola); lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori, l'abolizione delle “gabbie salariali” e la prima riforma del sistema pensionistico (Giacomo Brodolini); l'introduzione del divorzio e la riforma del diritto di famiglia (Giuliana Nenni, Loris Fortuna, Renato Ballardini); l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (Luigi Mariotti); da ultimo, anche una politica internazionale autonoma dalla logica della “guerra fredda” e dei blocchi contrapposti (Bettino Craxi); e gli esempi potrebbero continuare.
Certo, a causa e dopo la stagione di “tangentopoli” dell'inizio degli anni '90 (vicenda ancora da approfondire in tutti i suoi risvolti e retroscena, ancorché cagionata da indubbie degenerazioni del ceto politico, anche di quello socialista, e oggi da confrontare e da valutare con quanto è avvenuto e avviene in Italia negli ultimi tempi), il Partito Socialista Italiano che, pareva avviato, nel duro contrasto delle altre forze politiche maggiori, a raccogliere i frutti di quasi un secolo di storia orgogliosa quanto – come si è detto - tormentata, è stato ridotto ad una più che modesta formazione politica, ancora oggi incapace di far sentire la propria voce e di incidere concretamente nella vita del Paese.
Peraltro, nessun partito politico, di quelli che hanno superato, talora immeritatamente, la tempesta di “mani pulite” o che successivamente si siano costituiti, ha dimostrato di saper raccogliere l'eredità del socialismo riformista e liberale italiano.
E, cioè, di divenire effettivo rappresentante del complesso organico dei suoi valori, di quelli elaborati ed evolutisi nella tradizione e nel corso della storia del Partito Socialista Italiano: la dignità della persona; il diritto alla libertà che non minacci e limiti quello altrui; l'eguaglianza che non disconosca ed anzi premi il merito, e che, però, si accompagni alla solidale protezione dei più deboli e non alla mera pietistica assistenza degli stessi; la difesa dei diritti fondamentali dell'uomo; la giustizia sociale con al centro la tutela del lavoro e della redistribuzione della ricchezza; l'accettazione di una società multietnica; la difesa dell'ambiente naturale; il controllo dell'economia perché corrisponda ai bisogni della Società e la lotta alla speculazione e alle posizioni di mera rendita; il superamento dei conflitti e la pacifica convivenza tra i popoli; la laicità delle istituzioni, la loro indipendenza da ogni influenza confessionale, ed il rifiuto di ogni integralismo e totalitarismo, quali condizioni essenziali di una effettiva democrazia...
Insomma, il Socialismo non è morto (come qualche sprovveduto politico ha affermato, nonostante gli esempi che provengono dagli eventi politici di altri Paesi), né può morire.
Del resto, appunto, nell'Europa e nel mondo spesso vincono e governano formazioni politiche che si richiamano al socialismo ed ai valori sopra soltanto in via di esempio elencati.
Il Socialismo è un'insieme di ideali che non tramontano, non costituisce una ideologia astratta di quelle del così detto “secolo breve” che sono state – esse sì – superate e abbandonate; il Socialismo si alimenta – alle fondamenta – di umanità, di passione e di empito morale, principi che appaiono attualmente abbastanza dispersi.
In Italia, il Socialismo dovrebbe riprendere decisamente e autonomamente il suo cammino, per eliminare la nuova dannosa anomalia, rispetto non solo all'Europa ma anche al resto del mondo: quello dell'assenza di un forte e competitivo Partito Socialista Italiano.
L'idea non muore, ma c'è bisogno, non già di testimonianze, ma di chi e di cosa la incarni consistentemente e la renda vitale; non ...di un improbabile messia (un Francois Mitterrand!), ma almeno, se è ancora valido – come lo è – il retaggio di quel PSI fondato nel 1892, di un fedele e determinato esecutore testamentario, di uomini (che non mancherebbero, se si volesse reclutarli ed impegnarli), di un gruppo dirigente aperto e proiettato al futuro, il quale, meno preoccupato di modeste collocazioni personali, fosse intenzionato ed in grado di fare alzare la testa al Socialismo Italiano, riscaldando sopratutto il cuore dei giovani!