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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2012

                     21/12/2012 - TRA STUDENTI

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di Eriprando Cipriani

La sera del 25 novembre Mario Monti era ospite a Che tempo che fa. Intervistato da Fabio Fazio buttava là: “Rifletterò su tutte le possibilità, nessuna esclusa, in cui eventualmente io ritenga di poter dare il mio contributo al miglior interesse dell'Italia.” La frase veniva pronunciata proprio nel giorno del primo turno delle primarie del centrosinistra.
Ascoltandolo, si poteva fantasticare di George Bush nel 2007, mentre furoreggiavano le primarie democratiche (Obama – Clinton) e repubblicane (McCain – Romney – Huckabee). Intervistato dal giornalista di turno, ce lo saremmo potuto immaginare mentre spiegava: “Quasi quasi, se le elezioni vanno come dico io, me ne resto al potere per un altro po'. Ovviamente, nel miglior interesse dell'America.” Assolutamente ridicolo, ovvio. Ma perché non lo è da noi?
La risposta è semplice: da noi il premier non è direttamente eletto, e dopo le legislative staremo a vedere chi Napolitano riterrà opportuno incaricare di cercarsi la maggioranza alle camere. Magari sceglierà di rimettere tutto in mano al suo hombre.
“Ma è ovvio!” sbotteranno, se ce ne sono, i ragazzini delle medie alle prese con questo banale articolo.
“Ci mancherebbe che non fosse ovvio! Mica vorrete essere così asini!” Gli rispondono i loro colleghi francesi, i quali ben sanno che anche il loro primo ministro è tale semplicemente perché ha la nomina del presidente e la fiducia del parlamento. “Ecco perché”, spiegano con l'aria da primi della classe, “dal 2005 al 2007 lo è stato Dominique de Villepin, senza aver mai partecipato a una competizione elettorale.”
“Noi però”, continuano sempre più saputelli, “abbiamo anche delle elezioni presidenziali. Per diventare presidente non ci sono storie: bisogna vincere le elezioni.”
“Lo sapevamo già!” si pavoneggiano i ragazzini italiani. “Ed è prima delle presidenziali che il Parti Socialiste ha indetto le primarie, vinte da François Hollande.”
“Bravi. E quelle primarie...”
“Lo sappiamo dove volete arrivare! Le vostre primarie hanno avuto davvero senso perché poi il vincente ha dovuto davvero sfidare gli altri candidati per una carica da assegnarsi con elezioni.”
“Esatto! Ma se sapete tutto, ci spiegate perché da voi, dove le presidenziali non ci sono, gli adulti vogliono per forza giocare alle primarie?”
Poveri studenti italiani. Sono costretti a rispondere: “Perché il gioco è, a prima vista, giustificato dalla nostra legge elettorale, che tra l'altro chiamiamo Porcellum. Prevede di votare per il parlamento senza poter esprimere una preferenza sugli stessi parlamentari. In compenso, obbliga a dare un'indicazione circa il possibile premier. Un'indicazione che, comunque, deve passare per il Presidente della Repubblica e che può benissimo non aver nessun peso, in base al responso delle urne. Ecco spiegata la possibilità di un Monti-bis.”
“Ce ne vuole di fantasia, per fare una legge così. Chi è stato il genio a idearla?”
“Calderoli. Ecco la foto.”
“E i vostri genitori hanno fatto fare la legge elettorale a uno così?”
“Sì...”
“ E non la vogliono cambiare?”
“Effettivamente, onorevoli e senatori stanno litigando su come trasformarla. Ma sembrerebbe che a non essere toccate debbano essere proprio l'assenza delle preferenze e l'indicazione del premier.”
“Ma chi credete di prendere in giro? È impossibile!”
Gli étudiants se ne vanno. “I soliti italiani. Non c'è verso di fare un discorso serio.”