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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2012

                     21/12/2012 - IL BRUCALIFFO

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di Marino Bianco

Ogni volta che ho sentito parlare Monti, col suo tono lento pacato e suadente, mi è venuto in mente il brucaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Sarà stato per le sue ...rassicuranti visioni della “luce in fondo al tunnel”, per la spocchiosa convinzione (ancorchè esposta... sommessamente) di avere salvato l'Italia dal baratro e della sua indiscussa credibilità internazionale (conclamata più volte con...il consueto atteggiamento di umiltà).
Ma, poi, ho deciso di esplorare in internet, per meglio ricordare la figura del brucaliffo; ed ho trovato l'immagine che segue, che, non solo mi è parsa abbastanza somigliante fisicamente a Monti, ma soprattutto metaforicamente corrispondente ai pencolanti appoggi grazie ai quali fino ad oggi si è retto.
Mi si perdoni la modestia dello spunto di satira, che non è affatto il mio forte.
Mi pare, però, che ormai il nostro Brucaliffo si dissolverà nelle sue volute di fumo, poiché quegli assurdi appoggi stanno per finire; con un bilancio per il Capo dello Stato e per la “strana” maggioranza a mio parere niente affatto esaltante, e che non ha giustificato la scelta del Governo dei tecnocrati rispetto a quella che, democraticamente, avrebbe potuto essere compiuta da tempo dalla sovranità popolare.
Nell'anno del Brucaliffo: la disoccupazione è aumentata di oltre due punti (quella giovanile è al record del 36%); la produzione industriale è diminuita negli ultimi mesi del 3%; lo stesso debito pubblico è aumentato nonostante il raffreddamento dello spread (e, cioè, della speculazione finanziaria); i consumi sono al minimo storico rispetto ad altri periodi di crisi attraversati dalla nostra economia; il PIL si è naturalmente ridotto, e la crescita, più volte ottimisticamente annunciata,
è slittata da ultimo dall'autunno di quest'anno poco probabilmente all'autunno dell'anno prossimo; si sono notevolmente ampliate le fasce di povertà e di emarginazione della nostra gente.
Sono dati obbiettivi, forniti da fonti insospettabili.
Le vantate riforme strutturali (spending review, tagli ai costi della politica, riduzione delle Provincie e istituzione delle città metropolitane, riforma pensionistica – esodati! - e dei contratti di lavoro, etc) si sono rilevate del tutto fumose; del resto come ...da Brucaliffo. E tutte le forze politiche oggi dichiarano che occorre rimettere mano a quelle riforme!
Resta la epocale pressione fiscale (che con i tributi degli Enti locali attinge oggi il 55%), da primato rispetto agli altri Stati della eurozona; aumento delle tasse che qualunque Governo sarebbe stato capace di fare, ove l'avesse ritenuto necessario in quella proporzione.
Ora, si scopre anche che la stessa lotta all'evasione da parte del Governo tecnico, nonostante le discutibili azioni dimostrative e la loro eco mediatica, ha raggiunto nel 2012 obbiettivi non lievemente inferiori a quelli del 2011 (si sfiorano gli otto miliardi di €uro. rispetto agli oltre dodici miliardi di €uro dell'anno scorso!).
Anche questi dati da fonti più che attendibili.
Gli osservatori economici cominciano a sostenere che, per il conseguimento del tabu' del pareggio di bilancio (quello reale), occorrerà una nuova manovra finanziaria; ipotesi invero smentita dal Governo in carica (tanto non dovrà essere esso eventualmente ad attuarla!). E meno male che la legge di stabilità è stata già fortemente emendata, riducendone notevolmente il rigore, dal responsabile impegno della “strana” maggioranza, rispetto a come era stata proposta dal Governo dei tecnici.
Insomma, il Brucaliffo, insieme ad Alice, deve abbandonare l'onirico Paese delle Meraviglie (non è stato per gli italiani un sogno positivo, ma un incubo!).
Il nostro Paese non ha più bisogno di terapie propinate da tecnici cattedratici e teorici, ma di un ritorno alla politica, di un Governo politico, legittimato dagli elettori, non succube delle scelte dei Paesi europei più forti e dei mercati finanziari, capace di una immersione vera e realistica nelle effettive condizioni socio-economiche in cui viviamo, per il rilancio dell'economia reale e del lavoro.
Marino Bianco