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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2013

                     18/2/2013 - Un Inceneritore a Selvapiana

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- Ignoranza e Imbroglio del Project Financing

I Sindaci della nostra Val di Sieve (Pontassieve, Pelago, Rufina) con altri 33 presenti su 65 aventi diritto di voto (il 50% + UNO) , hanno votato all’unanimità 4 giorni prima della decisione presa in Provincia il Piano Economico Finanziario (PEF) di AER spa sui costi di realizzazione e concessione dell’Inceneritore di Selvapiana (Rufina). Si sono allineati alla solita logica del potere autoreferenziale che non prende in considerazione l’opinione dei propri cittadini ma si associa a progetti elaborati da tecnici di soggetti esterni interessati a gestire l’impianto per 20/30 anni scaricando i costi e i suoi margini operativi sui cittadini. Da evidenziare che il Piano Economico e Finanziario trasmesso da AER in data 22 ottobre 2012 non è mai stato reso pubblico ad alcun organismo consiliare e mai soggetto ad iniziativa di controllo e indirizzo, né tanto meno di una corretta e tempestiva informazione ai Consigli Comunali interessati per competenza territoriale. E alcuna informazione è così giunta ai Cittadini da loro amministrati sul futuro della salute loro e dei loro figli e sui costi relativi all’impianto che sono già passati da €44milioni a € 88milioni PRIMA di iniziare i lavori.
Se i dati sulla raccolta differenziata (RD) forniti dal Comune di Pontassieve (65% nel 2012) sono certificati e fra 3/4 anni si potranno raggiungere livelli più alti di RD e si andrà verso il loro smaltimento organizzato e non più in discarica, a che diavolo serve spendere 90 milioni di Euro per un inceneritore da 60mila tonnellate/anno a Selvapiana?
I rifiuti di chi ci vogliono bruciare là dentro inquinando la valle, la Sieve, gli abitanti e le colture attorno, specie quando i tanti giorni nell’anno l’inversione termica della zona non lascerà disperdere i fumi con PM10 e PM2,5 nell’aria liberamente, ma li concentrerà a terra e nella Sieve perchè vengano portati con calma verso S.Francesco, Pontassieve e l’Arno?. Si apre un grande dubbio: ma in questi 8 anni di governo locale nei Comuni e in Provincia hanno mai avuto l’opportunità di informarsi per soluzioni alternative, elaborate da gruppi di esperti e dalla vera Società Civile, sino a produrre L’ALTERPIANO, che fornisce soluzioni diverse dall’incenerimento e CON AUMENTO DEI POSTI DI LAVORO?
Ecco il link per chi volesse approfondire :http://alterpiano.blogspot.it/
Un esempio attuale di incoerenza: nei giorni scorsi in una località collinare del nostro Comune è stata costruita un nuova postazione di raccolta rifiuti.
DOMANDA: perché vi sono DUE cassonetti per l’indifferenziata e UNO solo per la differenziata di Organico e Verde?
Specie in una zona che produce notevoli scarti dai giardini che sono tutti riciclabili in RD?
E’ un segnale opposto a tutta la grancassa sull’attenzione alla RD partita con la novità sui cassonetti dell’Indifferenziata: il famoso e-gate , la cui traduzione per i toscani é “calotta” con accesso mediante chiavetta elettronica. Il loro impiego è però raccomandabile solo a condizione di eliminare i cassonetti stradali per la RD e dopo l’attivazione del porta a porta per la stessa RD. L’uso delle “calotte” non cambia sostanzialmente quelli che sono l’approccio, errato, di alcuni utenti di conferire i rifiuti negli altri cassonetti stradali inclusi quelli per la RD, aperti e senza controlli e quindi con il risultato di peggiorare la qualità dei materiali di recupero, aumentando in modo fittizio le percentuali di RD.
Gli obiettivi Europei ci impongono specifiche misure che abbiano a riferimento la “strategia rifiuti zero”. Occorre andare verso un’ottica del recupero della materia e l’incentivazione dell’utilizzo di materiali provenienti dal recupero.
L’ottica con la quale si approccia invece la soluzione Inceneritori (non usiamo il termine Termovalorizzatore perché tale terminologia non esiste in alcuna normativa Italiana e Europea) porta inevitabilmente all’aumento dei costi globali per il loro finanziamento per la costruzione, la gestione in concessione e conseguente remunerazione del capitale e rischio di impegni ulteriori di chi appalta (noi cittadini attraverso i nostri Comuni) per mantenere il livello di rifiuti da bruciare necessario a garantire all’appaltatore i suoi margini o di pagargli un canone di concessione se non riuscissimo a fornirgli i volumi di rifiuti attesi.
Un meccanismo perverso ma previsto dal Piano all’appaltatore secondo la legislazione italiana vigente ma che è in contrasto con la direttiva Europea 897 del 29/11/2011 che prevede “che non venga garantito un introito minimo pari o superiore ai costi che l’aggiudicatario deve sostenere in relazione all’esecuzione del contratto”.
O anche in questo caso si deve attendere che sia la Magistratura a trovare le ragioni nascoste sugli appalti di Grandi Opere inutili e dannose, come sta avvenendo ora a Firenze per il Tunnel TAV e la Stazione Foster, con accuse di malaffare e inquinamento delle falde?
Non sono argomenti diversi: la logica che sottende alla scelta dell’ATO Toscana Centro e dei nostri Sindaci è la stessa. I politici si lasciano affascinare da progetti che apparentemente tolgono le castagne dal fuoco (a loro e durante il loro incarico) e aderiscono senza spirito critico e, a volte, nella loro “ignoranza” o mancanza di ascolto sulla materia specifica, vengono usati per fini non proprio corretti e, a volte, restano implicati da meccanismi perversi (credo a quanto mi dice il tecnico o il partito) che sottendono alle decisioni, li rende impermeabili a opinioni diverse dei cittadini e diventano quindi impossibilitati di tornare indietro nelle decisioni prese.
Il fatto che non avremo l’aumento della TIA perché la % della differenziata dichiarata è superiore all’obbiettivo del 65%, non ce ne può importare di meno dopo che:
- a Pontassieve sono stati scaricati sulla TIA di AER i costi dell’”esternalizzazione” per l’attività su giardini e strade, risparmiati dal Comune sul personale.
- a luglio uscirà la TARES che ingloberà anche altri costi comunali – e non sarà leggera!
Se poi sono affidabili le cifre del PEF redatto da AER spa, risulterebbe che un costo di smaltimento per gli abitanti della Val di Sieve nell’Inceneritore di Selvapiana sarebbe molto alto: da € 233 a €323 a tonnellata bruciata, di cui ben € 160 per Oneri Finanziari (banche). Le 60.000 tonn./anno bruciate genereranno ben 1.600 t/anno di CENERI e 20.000 t/anno di SCORIE, queste da smaltire in discarica dopo verifica su loro pericolosità e quindi con ulteriori costi. Il taglio dell’Inceneritore di Selvapiana è poi tale, per le sue dimensioni ridotte,
che risulterà più oneroso di tutti gli altri inceneritori della Provincia di Firenze e graverà sulla futura TARES in modo sicuramente più alto dell’attuale TIA.
Manca ancor il nome del finanziatore ma non ci vorrà molto a conoscerlo, visto che i profitti sono assicurati. Un altro bel danno per le casse pubbliche del Project Financing, con costi che non vengono calcolati nei Bilanci Comunali, ma rimandati sine die nel futuro e
destinati poi a svelarsi nel Debito Pubblico dei nostri nipoti. Altro che
Spending Review!
«Le modalità con cui le opere pubbliche sono decise, progettate, appaltate e realizzate, e come rispondono al presupposto dell'utilità pubblica, riflettono in modo significativo il livello di civiltà di un Paese e del suo Governo. In Italia a questo riguardo c'è molto da riformare».
A. Marson – Assessore al Territorio della REGIONE TOSCANA
F.R.