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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2013

                     18/2/2013 - TRA PALCO E REALTÀ

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di Alviero Fibbi

Non c’è dubbio che la televisione rappresenti il principale strumento di informazione delle persone per la sua presenza costante e per la varietà di programmi ed argomenti. Lo spettatore, il cittadino, la famiglia, diventano soggetti pronti ad assorbire i comportamenti, la cultura e la moda proposti. La stessa cosa accade con il web e con i giornali. Con la sola differenza che accendiamo la TV come apriamo il frigorifero: un’abitudine, più che una vera curiosità. La TV ti entra in casa premendo un bottone. Premi e si apre un mondo, pronto all’invasione. Web e giornali entrano se invitati, siamo un gradino più su, c’è bisogno di aprirli, di sceglierli.
La cosa che mi preoccupa un po’ è il fatto che noi spettatori TV siamo investiti da proposte e da argomenti che poi diventano un nostro bagaglio personale; più che altro mi inquieta il fatto che la persuasione attraverso lo strumento televisivo sia diventata una scienza e che lo strumento di informazione usato scientificamente per orientare (condizionare?) i cittadini.
La cosa ancora più allarmante è che nel momento elettorale, il voto di un cinquanta per cento di cittadini ancora indecisi sarà determinato in buona parte dalle tecniche di comunicazione, più che da una cosciente libera scelta.
A novembre 2011 c’è stata una svolta inusuale nel governo del nostro Paese. Il Governo del PdL e della Lega che, pur battuto, aveva ancora la maggioranza in Parlamento ha gettato la spugna, dichiarando la propria incapacità di gestire una situazione economica, politica e sociale figlia di anni di malgoverno e di degrado morale ed istituzionale. L’Italia non era più in grado di reggere il confronto con nessuno, e non solo sul piano economico. I risolini di Sarkozy e della Merkel rivolti a Berlusconi hanno bruciato di vergogna e di voglia di rivalsa sulle nostre gote ben più a lungo che su quelle ricche di botox del cavaliere.
Il governo Monti che si è costituito ha avuto l’appoggio dei grandi partiti di governo e di opposizione in quanto tutti avevano la sensazione non solo di essere all’ultima spiaggia, ma che fosse necessaria una cura da cavallo per risanare la nostra economia. Tutto il Paese avvertiva la necessità di uscire dal vicolo cieco in cui ci aveva portato il berlusconismo. Siamo passati dai festini di Arcore all’aplomb di Monti. Anche la Tv ha cavalcato quest’onda: archiviati Minzolini e i suoi editoriali perfino il Grande Fratello ci ha salutato. E via all’esaltazione di un’antica sobrietà da montgomery, come se fosse sinonimo di serietà e affidabilità. La ricetta Montiana per uscire dalla crisi è stata quella classica: fare sì che lo Stato avesse i soldi per sostenersi e per poi provare a riavviare l’economia tramite sacrifici e tasse. Ingredienti questi pagati come sempre dai soliti noti: pensionati, lavoratori, ceto medio.
Grazie a ciò (se così si può dire) si deve prendere atto che oggi si aprono nuovi scenari: possiamo pensare al futuro. Per cui mi inquieta ancora di più vedere la nostra TV ributtarsi a capofitto in acque in cui ha sguazzato per anni: dare la possibilità di accalappiarsi voti a chi più si fa vedere, a chi più urla, a chi più ci sa fare nell’inquadratura della telecamera. Forma senza contenuto, parole accattivanti che parlano alla pancia degli italiani, come se la nostra memoria durasse meno di un piatto di spaghetti. Torno a sentirmi offeso e, francamente, stanco di essere considerato niente più che automa pronto per consumare. Quindi la prospettiva cambia: non solo possiamo, ma dobbiamo pensare al futuro!
In quale direzione vogliamo andare? Dove vuole il mercato? Proseguendo una strada che ha visto arricchirsi finanza, banche, evasori e furbi ?
Per iniziare una nuova fase, è necessario che risulti chiaro, con il voto, la volontà dell’elettorato di voltare pagina. Come?
Primo: seppellendo definitivamente il berlusconismo, insieme a tutti i conflitti di interessi, agli scontri con la magistratura, ai connubi mafiosi, agli interessi delle banche ed al predominio della finanza rispetto al lavoro.
Secondo: penalizzando la destra italiana, troppo a lungo ostaggio dei berluscones; è tempo che sconti propri peccati, prima di proporsi per governare.
Terzo: ponendo il lavoro e la solidarietà sociale al centro degli interessi di questo Paese e facendo partecipi i lavoratori delle scelte aziendali.
Quarto: modificando il nostro imperativo economico dal crescere senza regole verso comportamenti più sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che sociale. Finora abbiamo cercato di avere più dei nostri padri, ora proviamo a distribuire ai figli.
Quinto: dando fiducia a questa sinistra dei Vendola e dei Bersani, dei giovani, delle donne, di tutto il popolo delle primarie, perché ha dimostrato responsabilità e capacità democratica e di governo, come non si riscontra in nessuna altra rappresentazione politica.
Alviero Fibbi