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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - APRILE 2003

                     29/5/2003 - DOTTOR GIANNONI E GLI USA

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L’opinione del dottorgiannoni

Caro Nanni

La guerra ci incombe.
E subito voglio porre la questione del come non possiamo sentirci anti americani. Come nell’ultima guerra non potevamo dirci anti tedeschi? Certamente fra tanti che ci opprimevano ci poteva essere qualcuno che non era per la guerra, ma anche loro avevano un fucile e se voleva mi poteva impunemente ammazzare, e subito ti voglio domandare il perché debbano essere considerati leciti in tempo di guerra efferati crimini, gli stessi crimini che in tempo di pace sono condannati e giustamente puniti. Noi dobbiamo solennemente affermare che è criminale il concetto che il fine giustifichi il mezzo. Il diritto internazionale deve sancire che se il mezzo è immorale, se è criminale, anche il fine è criminale ed immorale. Punto e basta. Basta con quelle ingannevoli e false ciance, usate per i fini dei potenti, basta! Tra l’altro è una superficiale e cialtronesca, fuorviante semplificazione dei concetti di Machiavelli
Ed il “signor” Bush, il “signor” berlusca, il “signor” Blair, il “signor” Aznar e compagni devono essere giudicati e condannati per crimine tout court da una Corte di Giustizia Internazionale. Senza se e senza ma. Lo esigono le vittime innocenti conseguenza della loro ignominia. Al pari di come è giudicato Milosevic Al pari di Saddam, al pari di Pinochet, al pari di tutti i criminali dittatori africani che continuano a massacrare con criminali guerre i loro popoli. Con le armi fornite loro dai nostri governi occidentali. Si ricordi che questo governo vuole una legge che faciliti il commercio delle armi, vuol rendere giuridicamente permissibile un reato. Non si illuda, un ladro anche se la legge lo permette resta ladro, un truffatore resta truffatore un assassino resta assassino, un delinquente resta delinquente, in qualsiasi modo si travesta, lo ricordino.
Noi ci ricordiamo bene come ci ridusse la guerra voluta dai fascisti, tutti ce lo ricordiamo lo provano tutte le nostre bandiere colorate che abbelliscono le nostre case in questi giorni di ansia. Anche ora sono sempre i fascisti che sbraitano sulla necessità della guerra, qualcuno il diretto erede di mussolini, qualche altro è un travestito ma travestito male.
Vorrei fare una proposta, cambiare quelle nostre bandiere colorate in drappi di lutto oppure listarle a lutto.
Giorni fa andai ad ascoltare a Figline il grande padre Zanotelli, i comboniani sono i veri rivoluzionari odierni, in loro confronto i vari D’alema, Rutelli e Fassino spariscono come fumo di “fumero”, (i calabresi possono comprendere questo vocabolo, andate da un calabrese a farvelo spiegare), il padre Zanotelli che pur parlando sottovoce ci incantava, ma lui può incantare, lui può esibire la sua esperienza a Korococho accanto ai più miserabili del mondo. Voglio ricordare che a suo tempo quando era direttore di Nigrizia, la rivista la più informata su quello che accade in Africa e nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, voleva fare un contraddittorio pubblico, alla televisione, col ministro degli esteri Spadolini, accusato da padre Zanotelli di non fare il ministro degli esteri ma il procacciatore di mercanti di armi, il “signor” Spadolini non accettò il dibattito, e per decisioni delle solite autorità ecclesiastiche che ora sembrano, speriamo che lo siano davvero, cambiate di opinione, fu rimosso dall’incarico di Direttore di Nigrizia, voglio ricordare i suo incitamento a varare la legge sul commercio delle armi varata dal governo di centro sinistra che portò alla ristrutturazione di tante fabbriche di armi italiane, legge che l’attuale governo ha voluto abolire e sostituire con una in contrasto alla precedente, vorrei ricordare l’incontro con l’attuale sindaco di Roma, voglio ricordare che i comboniani, d’accordo con la Coop furono i promotori della lotta contro Cragnotti, la Del Monte, per proteggere i nostri fratelli africani dai veleni e dalle sopraffazioni nelle piantagioni di ananas.
Noi attoniti ascoltammo le sue parole di accusa al nostro mondo occidentale che vorrebbe chiamarsi cristiano, che sfrutta la più gran parte delle riserve del mondo (l’attuale guerra è per il petrolio, la guerra precedente fu pagata con l’incremento delle royalty), ed è responsabile dell’inquinamento, i soliti USA non vogliono riconoscere quel poco che fu stabilito a Kioto, essi che fornirono a Saddam le armi chimiche, che sono pronti ad usare l’arma atomica, si dicono scandalizzati che altri posseggano quelle armi, che nella assurda e criminale azione del terrorismo hanno sofferto qualche migliaio di morti ma ne hanno provocati tanti di più in Afganistan, lo voglio ripetere se dopo l’abbattimento delle due torri avessero impedito ad Israele di fare quel che sta facendo, se avessero tolto l’embargo all’Irak, che gesti travolgenti anti-terrorismo sarebbero stati,! Gesti portatori di vita e non di morte.
Non è necessario ubbidire per forza agli USA, anche se, in caso contrario, approveranno sanzioni economiche verso le nostre esportazioni, Vuol dire che mangeremo noi europei il nostro prosciutto di San Daniele ed il nostro Parmigiano innaffiando il tutto col nostro Chianti, ciò che è un gran bel mangiare e si lascerà loro i corn pop ed i loro “hot dog” la cui traduzione mi fa schifo, letteralmente significa “cane caldo”. Se venisse tradotto in italiano nessuno li mangerebbe, gli “hot dog” . Un pochino di sano orgoglio, perdio. Mi rifaccio alla fine della diatriba in ottava rima fra il contadino ed il fiorentino, “ed io mangerò polli e pollastre, – tu, di Firenze, mangerai le lastre”.
E’ un mio chiodo fisso , in un mondo di pressappochismo, cercare il significato delle parole. C’è una immensa differenza fra “costo” e “valore”, una cosa di gran costo spesso non ha alcun valore, una cosa di gran valore, l’aria pura che dobbiamo respirare per vivere e l’acqua di fonte, non costano nulla. Anzi meno che costano e più hanno valore, come il nostro ideale, come il nostro giornale. Il nostro operare deve essere pregno di sacrifici, è vero, ma ciò riguarda una nostra scelta di fondo. E qui voglio parlare di una parola abusata e di moda, quella di “privatizzazione, non è vero che faccia risparmiare, non è vero che non abbia costi. Prima di tutto annienta i nostri ideali, unici che ci possono far ritornare vittoriosi nelle vicende elettorali, seconda cosa arricchiscono i privati ed anche questo è un costo sociale
Dobbiamo esigere che l’acqua del rubinetto sia bevibile, mentre le solite multinazionali ci fanno pagare l’acqua quasi quanto la benzina, dobbiamo esigere dalle nostre amministrazioni che i rifiuti urbani siano trasformati in energia, un argomento da discutere sul nostro giornale.
Un saluto dal tuo dottorgiannoni.