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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - APRILE 2003

                     29/5/2003 - CONSIGLIO DEGLI STRANIERI

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di Tiziano Lepri*
“IL CONSIGLIO DEGLI STRANIERI” DELLA PROVINCIA DI FIRENZE


E
ntro l’autunno prossimo circa 45.000 stranieri, cittadini comunitari ed extracomunitari, residenti nei comuni della provincia di Firenze saranno chiamati ad eleggere i propri rappresentanti nel Consiglio degli stranieri.
Con il voto favorevole dei partiti dell’Ulivo e di Rifondazione comunista, e l’astensione dei consiglieri di Forza Italia, il Consiglio provinciale di Firenze ha approvato, nel dicembre scorso, il regolamento che istituisce il “Consiglio degli stranieri”, ne disciplina i compiti e le funzioni e ne determina le modalità di nomina, mediante elezione diretta da parte di tutti i cittadini stranieri ed apolidi maggiorenni che risiedono regolarmente da almeno un anno in uno dei comuni della provincia. Del Consiglio faranno parte 21 componenti che saranno eletti sulla base di liste programmatiche concorrenti. Il Consiglio avrà compiti consultivi: il suo parere dovrà obbligatoriamente essere richiesto su tutti gli atti che riguardano le problematiche dell’immigrazione. Il Consiglio potrà anche formulare proposte da sottoporre all’esame della Giunta e del Consiglio provinciale. Il Presidente del Consiglio degli stranieri potrà partecipare, con diritto di parola ma non di voto, alle sedute del Consiglio provinciale.
L’iniziativa del Consiglio provinciale ha contribuito a creare interesse verso la problematica della rappresentanza politica degli stranieri, inducendo diversi comuni a prevedere nei loro statuti analoghi organismi rappresentativi (dalle consulte, ai consiglieri aggiunti, a veri e propri consigli eletti direttamente). In ultimo, il Comune di Firenze sta discutendo in queste settimane una proposta presentata dai gruppi consiliari del centro sinistra per l’istituzione di un Consiglio comunale degli stranieri residenti a Firenze, che sono circa 20.000.
Con molta probabilità, quindi, il prossimo autunno, in una stessa giornata, tutti gli stranieri residenti della provincia di Firenze saranno chiamati ad eleggere i propri rappresentanti in diversi organismi rappresentativi delle loro comunità, sia a livello comunale che provinciale.
Non si tratta del primo esempio in Italia di elezione diretta di organismi rappresentativi degli stranieri, ma è la prima volta che una realtà politica e territoriale di primaria importanza nel panorama nazionale, qual è l’area metropolitana fiorentina, sperimenta su così vasta scala questa modalità di dare rappresentanza e visibilità a tutti gli stranieri che risiedono sul proprio territorio.
Né può essere sottovalutato il valore fortemente simbolico sul piano politico di questa scelta che, inutile nasconderlo, si pone in netta contrapposizione con le scelte politiche del governo nazionale di centro destra in materia di immigrazione extra comunitaria.
Alla base della scelta di istituire un organismo rappresentativo degli stranieri eletto direttamente da loro stessi vi è un’idea fortemente inclusiva delle politiche dell’integrazione, che si fonda sul principio del riconoscimento di eguali diritti e di eguali doveri per tutti coloro che risiedono regolarmente nel nostro paese e che partecipano alla vita della nostre comunità locali, che attraverso il loro lavoro contribuiscono alla crescita della ricchezza nazionale e che, pagando regolarmente le tasse, sostengono i costi del mantenimento dei servizi pubblici, siano essi italiani, cittadini comunitari o extra comunitari.
Intendiamoci: il problema vero è quello della rappresentanza politica in senso lato, soprattutto a livello di enti locali territoriali, cioè a quel livello di governo dove si formano le scelte relativamente ai servizi che incidono direttamente sulla cittadinanza sociale (l’accesso al lavoro, alla formazione, all’abitazione, all’assistenza ed ai servizi sociali in genere). Il problema cioè è quello di far votare alle elezioni amministrative tutti i cittadini, italiani, comunitari e non comunitari, che risiedono regolarmente in una determinata comunità locale, comunale o provinciale, e che quindi ne sono parte a tutti gli effetti. Questo, e non altro, deve essere l’obiettivo finale. Del resto molti paesi europei, in perfetta coerenza con le direttive comunitarie, hanno già adeguato la legislazione nazionale in funzione dell’accesso di tutti gli stranieri alle elezioni amministrative locali (Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Olanda, Islanda, Irlanda, ecc.).
Il Consiglio degli stranieri nasce quindi come “organismo provvisorio” che cesserà di esistere nel momento in cui a tutti i cittadini stranieri sarà riconosciuto il diritto di partecipare alle elezioni amministrative.
Ed è anche per questo motivo, per dare cioè alla fase del Consiglio degli stranieri il valore di fase preparatoria, propedeutica, all’affermazione del diritto elettorale pieno, che le elezioni si svolgeranno su liste programmatiche, come nelle normali elezioni, e non secondo il criterio dell’appartenenza etnica o religiosa o della provenienza geografica.
Certo garantire una forma di rappresentanza politica agli immigrati non significa affatto risolvere i loro problemi e quelli della loro integrazione nella nostra società. E’ solo un modo per offrire una sede istituzionale nella quale “rappresentare” quei problemi, uno strumento da utilizzare per risolverli, o almeno tentare di farlo.
Offrire una sede “democratica”, cioè un organismo elettivo, è anche una forma di responsabilizzazione ed un esercizio di democrazia che potrebbe consentire agli stessi cittadini immigrati di affrancarsi dalle tutele etniche o tribali che, talvolta, sono rappresentate da talune delle molte associazioni che si propongono di tutelare e rappresentare i loro interessi, pur essendo prive di una vera rappresentatività e legittimazione democratica.
L’appuntamento che ci attende può costituire un’occasione per favorire il dialogo fra le nostre comunità ed i gruppi di stranieri che ospitiamo, per incontrarci, per confrontarci sui problemi concreti, che molto spesso ci avvicinano più di quanto non crediamo. Un’occasione per le forze della sinistra e del centro sinistra per far comprendere, agli immigrati ma anche agli italiani, le ragioni della propria proposta politica: cerchiamo di non perderla!

* Capogruppo DS Provincia di Firenze