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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2013

                     25/4/2013 - TEMPO PERDUTO

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....ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO....
Di Marino Bianco

Per l'economia si è perso tutto il 2012 e ormai anche la prima stagione del 2013.
Abbiamo, ora, la prova del nove!
Il “baratro” economico si è approfondito, e noi siamo ancora più vicini all'orlo.
È stucchevole sentire ripetere che l'Italia sia stata salvata, visto che non sono stati salvati gli italiani, sempre più in condizioni di disagio ed impoveriti talora al limite della disperazione; come se l'Italia e gli italiani fossero entità distinte, e la prima non si identificasse nella seconda.
Dopo l'assurdo torchio rigorista, soltanto ora si decide che quanto meno, per stimolare la crescita (e, quindi, la circolazione monetaria, la produzione, l'occupazione e il consumo), occorre pagare i debiti della pubblica amministrazione verso fornitori ed appaltatori, allentando i vincoli del “patto di stabilità”.
Sottolineo “soltanto ora”, quando la situazione è peggiore di quella del trascorso anno e mezzo dal varo del “governo tecnico”, e nonostante che ciò comporterà comunque un ulteriore indebitamento dal 2,5 al 3% nel bilancio del Paese.
Ma se cosi è necessario fare, perché non si è fatto prima, perché si son persi quasi diciotto mesi?
Durante i quali non è stato cambiato quasi nulla nel voraginoso spreco del denaro pubblico; si è solo operato nel produrre una soffocante pressione fiscale, da primato mondiale!
E conviene abbattere i totem dello “spread” e del “patto di stabilità”.
Per il primo, è stata chiara la disarmante spiegazione del presidente della Associazione Bancaria Italiana (ABI), Antonio Patuelli: lo “spread” è calato perché la BCE e le Banche Italiane hanno comprato in massa i titoli, emessi nel frattempo, del nostro debito sovrano, raffreddando per questo il rapporto con i bund della Germania (e, però, facendo così mancare risorse da destinare per aperture di credito ad imprenditori, famiglie e giovani che vogliono intraprendere attività).
Nessuna osservazione da parte del “brucaliffo-pinocchio” Mario Monti, o da chi per lui.
Il “patto di stabilità”, che non permette di onorare i debiti contratti nel passato per le spese di investimento, è un fantasioso stratagemma per non fare figurare nelle certificazioni dello Stato e degli altri Enti, ai fini della pretesa “stabilità”, i predetti enormi debiti (complessivamente ammontanti nel Paese a circa un centinaio di miliardi), dei quali per legge è appunto impedito il pagamento.
Eppure nei bilanci degli Enti quelle passività sono ben indicate e concorrono alla formazione dei deficit!
La conseguenza è che le somme per quei pagamenti vi sono, ma non possono essere erogate, altrimenti si violerebbe quel “patto”, il cui mantenimento è - lo si può dire - “fasullamente” certificato.
Se si trattasse di operazioni analoghe compiute da imprese private, ben potremmo inquadrarle nei “falsi di bilancio” o nelle “false comunicazioni sociali”.
Ma la prova del nove del tempo perduto, questo invero ben risalente negli anni, c'è anche per la riforma elettorale e per quella della seconda parte della Costituzione.
E non c'è da spendere molte parole, poiché basta riflettere, ancora una volta, su quanto è accaduto dall'autunno del 2011 fino agli ultimi giorni.
Le elezioni con il “porcellum” non hanno prodotto un risultato che consenta un governo stabile.
Senza voler pensare all'assurdità di un premio di maggioranza che ha assegnato il 55% dei deputati a una coalizione che non attinge al 30% dei consensi elettorali, corrispondenti tra l'altro al solo 20% dell'elettorato (nel 1953, definimmo “legge truffa” quella che avrebbe assegnato la maggioranza del 55% al partito e agli “apparentati” che avessero riportato il 50,01% dei voti!).
Abbiamo assistito, nella crisi di efficienza dei partiti e delle rappresentanze parlamentari, ad una esondazione della figura del Presidente della Repubblica rispetto al ruolo previsto dalla attuale carta costituzionale, con scelte e non scelte politiche (il “governo tecnico” e l'attuale situazione di stallo), che – ed essere franchi – hanno costituito la …..levatrice (certamente involontaria) dell'attuale confusione ed ingovernabilità (montismo, grillismo, renzismo e via discorrendo).
Chi scrive ha sempre sostenuto, fin dall'autunno del 2011 e nella primavera del 2012, che sarebbe stato meglio riconsegnarsi subito alla sovranità popolare, come appare assai probabile che dovrà avvenire tra non molto o addirittura presto, ma attualmente in una situazione di maggiore incertezza ed imprevedibilità (se si dovesse votare ancora con l'attuale legge).
Appunto, altro tempo – se possibile – da recuperare!
Avremmo invece bisogno subito di un governo solido ed autorevole verso l'Europa, che avesse il coraggio di interventi di tipo keinesiano in economia (mi si perdoni questa ripetuta riflessione), e che subito ammodernasse le nostre inveterate istituzioni sull'esempio delle altre democrazie europee, introducendo almeno il semipresidenzialismo e i collegi uninominali a doppio turno per le rappresentanze parlamentari (mi si perdonerà anche questa mia più che ventennale opzione a favore di un sistema veramente maggioritario), naturalmente insieme ad un epocale dimagrimento nelle composizioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, questo con ruolo diverso dall'anacronistico bicameralismo perfetto).
Altrimenti, continueremmo a perdere tempo e ad alimentare protesta, populismo ed avventurismo, con gravi rischi per la nostra fragile democrazia.

Marino BIANCO