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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2013

                     4/7/2013 - Intervista a MASSIMO CANTINI

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QUATTRO PASSI NEL TUO CUORE
Ciascuno di noi è un mondo: piccolo viaggio tra la gente del nostro territorio

Intervista a MASSIMO CANTINI, artista
di Elena Lara Mariotti

Si “aggira” per le strade del borgo, con passo lento, sigaretta in bocca e occhio scrutatore, nel rumore della strada e nel proprio silenzio interiore. Un silenzio che assomiglia a quello del cacciatore, con il fiato sospeso e l'occhio nel mirino, prima di fare “centro”.
E' Massimo Cantini, questo cacciatore di immagini, di forme, di luci. Un Maestro, un artista, che vive e lavora nel cuore antico di Pontassieve: il suo studio si trova proprio sotto la Torre dell'Orologio, sopravvissuta ai devastanti bombardamenti del '44.
Ci invita a visitare il suo atelier e, volentieri, entriamo. Opere ovunque, alle pareti, sui cavalletti, appoggiate a terra, ed ancora barattoli di pennelli, penne e matite, e poi colori e pigmenti che occhieggiano ovunque. Ma non si può dire che in questo piccolo mondo regni il caos, perché ogni cosa ha una propria collocazione precisa e ordinata, e tutto il materiale pare quasi un esercito schierato, pronto all'attacco.

Massimo, parlami di te, un piccolo assaggio della tua storia personale...
Ecco... sono nato a Pontassieve, nell'inverno del '46, per la precisione in casa e a Molino del Piano. L'ostetrica era mia zia, quindi ho fatto davvero tutto “in casa”. La mia infanzia è stata felice. Ho avuto due genitori meravigliosi e una sorella alla quale sono molto legato. Il periodo della scuola dell'obbligo, però... è meglio lasciarlo perdere, non ero proprio quello che si chiama “ uno studente modello”! La mia liberazione è stata quando ho incominciato a frequentare l'Istituto d'Arte di Porta Romana, a Firenze, nella specializzazione di Architettura. Ai miei insegnanti di allora devo non solo l'acquisizione tecnica delle discipline artistiche, ma anche e soprattutto la loro autentica presenza umana, stimolo alla maturazione e all'emancipazione nella mia vita. Finii la scuola nel '67... erano tempi duri...difficili.
Quando hai capito che “l'Arte” era la tua strada ?
Già alle Elementari mi divertivo a disegnare sui muri, con gessetti o pezzi di carbone: ricordo ancora un vigile di Pontassieve che mi teneva d'occhio per questa cosa. Una volta feci un bellissimo graffito su un muro di Molino del Piano, e già questo mi dette così tanta felicità che mi pareva di aver fatto un'opera d'arte.
Non voglio sapere cos'è l'Arte per te, ma come l'Arte ti scava dentro, come ti plasma, ti stravolge, come ti appaga o ti fa dannare l'anima.
L'Arte non mi stravolge, né mi fa dannare l'anima. No! L'Arte mi appaga e profondamente. Io sono fiero di quello che faccio: per me fare l'artista rappresenta davvero il massimo piacere.
Come nasce l'idea da cui creare un'opera?
Io osservo, osservo i particolari, elaboro le immagini archiviate nella mente e cerco relazioni tra di esse o con il mio immaginario. Talvolta anche i sogni intervengono nella mia creazione.
Il tuo rapporto con il segno e con il colore...?
La mia Arte è figurativa, parte comunque sempre dal segno. Il segno rappresenta “il progetto” dell'opera. Dal progetto non posso prescindere.
Quali sono i grandi Maestri ai quali ti ispiri ?
A nessuno. Io non mi ispiro a nessuno. Però amo molto il Caravaggio, i suoi contrasti violenti... Quella luce così intensa, che si
origina dalle tenebre più assolute, è straordinaria. Mi affascina.
Qual'è il tuo rapporto con Pontassieve, il luogo in cui vivi ?
Sto bene a Pontassieve. Non ho mai litigato con nessuno!
E allora, quanto il vivere qui condiziona te e la tua Arte?
L'artista che vive in campagna o in un piccolo paese solitamente è più penalizzato rispetto a quello che vive in un centro, che offre più opportunità culturali. Però, Pontassieve è cambiata molto negli ultimi tempi, ha una vitalità culturale interessante.
Quali sono i mali di Pontassieve, visti con gli occhi dell'artista?
Secondo me, ma sempre in ambito culturale, credo che ci sia un po' di superficialità tra la gente. Vedo poca partecipazione anche rispetto alle opportunità culturali che ci vengono proposte. E questo, sinceramente, mi dispiace.
Quali invece i pregi ?
A Pontassieve ci sono anche persone autentiche e sensibili che non si curano dell'indifferenza e vanno avanti con il progetto che si sono prefisse, altre che si mettono in gioco e creano opportunità agli altri. Altre ancora che hanno scoperto il valore della creatività, un valore che lega le persone, le accomuna e nello stesso tempo le libera.
In che modo la creatività, l'Arte o la presenza di artisti può contribuire a migliorare una collettività ?
Creatività, arte, cultura, sono tutti stimoli alla crescita umana, purché non vi siano “gelosie” fra gli individui, perché queste sviliscono l'impulso al miglioramento della stessa comunità.
In questo periodo di crisi economica la cultura è stata molto penalizzata, con tagli selvaggi etc. … Ti sembra giusto?
Mah, sai, la cultura è sempre stata trattata da Cenerentola. Purtroppo è una aberrazione della mentalità italiana, perché l'Italia è per antonomasia “il Paese del'Arte”. Tutto il mondo viene da noi e, proprio noi, non riusciamo a capire il valore dei nostri tesori e a tutelarli... Forse se n'ha troppi!
Un'ultima domanda Massimo … Quanto, l'Arte, può concorrere alla felicità dell'uomo?
Bella domanda! … Sai, l'Arte è comunque “emozione”, ed è proprio l'emozione che ci fa sentire VIVI.
Si accende una sigaretta, il Maestro Cantini, quasi con un sospiro di sollievo. Mi accorgo che. Con sguardo compiaciuto, sta abbracciando le sue creature, disposte tutt' intorno. Donne fragili e stravaganti, enigmatiche ed eleganti, che albeggiano fra cipressi innamorati e voli migratori in cieli tersi. Donne silenti, che non implorano, né urlano, ma suggeriscono, con impeccabile grazia, un messaggio inconfondibile d'amore. Giugno 2013