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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2013

                     4/7/2013 - PROBLEMA RIFIUTI

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SE PENSI CHE I RIFIUTI NON SIANO
UN TUO PROBLEMA……..RIPENSACI!
Di Fernando Romussi

“Un crescente numero di persone sta avendo la chiara sensazione che è giunto il tempo per tutti noi di iniziare a cercare di cambiare le nostre abitudini e di sforzarsi di vivere una vita più diligente”

Queste sono le parole con le quali l’attore britannico Jeremy Irons, Oscar nel 1991, sottolinea la sua decisione di partecipare come investigatore e guida nel Film Documentario TRASHED, sull’immane problema della gestione dei rifiuti in tutto il mondo.
Le Associazioni Ambientaliste della Val di Sieve e il Comitato che si battono contro l’Inceneritore di Selvapiana, dopo i successi dell’Assemblea Pubblica in Comune del 15 marzo e la Manifestazione in città del 13 Aprile, hanno proposto la sua proiezione al Cinema Accademia il 13 giugno scorso con un pubblico di 200 spettatori. Una notevole conferma della aumentata attenzione locale al problema del progetto della costruzione dell’Inceneritore di Selvapiana (Rufina), approvato da tutti i Sindaci della nostra zona, che porta con sé enormi dubbi per le ricadute sull’ambiente, sull’agricoltura e sull’aspetto economico (90 milioni iniziali…) e sui costi futuri della gestione in concessione, che si ripercuoteranno sulla tassazione locale (TIA o TARES che dir si voglia). Il messaggio che il popolare attore britannico ha detto di voler dare con il suo documentario Trashed (che letteralmente significa 'gettati nell'immondizia'), è ribadire “che i rifiuti sono una ricchezza che non possiamo permetterci di gettare nell'immondizia, le materie prime vanno recuperate, riutilizzate e riciclate, e soprattutto non incenerite nei cosiddetti 'termovalorizzatori', che in realtà sprecano molta più energia di quanta ne producano, rigettano pericolose emissioni nell'atmosfera e incoraggiano la produzione di ancora più rifiuti per essere alimentati”. Irons spera di mostrare presto il suo film nelle scuole, anche in quelle italiane. Per farlo, ha riferito, "stiamo lavorando ad una versione più breve. Se riusciamo a fare in modo che i bambini capiscano, loro poi ci metteranno in imbarazzo per i nostri comportamenti e da grandi daranno per scontato fare quello che noi dobbiamo imparare rieducandoci. Il problema è che soprattutto nell’Europa del Sud il loro modo di smaltimento è molto legato a lobby e gruppi d’interesse (ndr: forse si riferisce alla nostra realtà?) e, fino a quando non romperemo questa catena, i rifiuti saranno interrati nelle discariche o bruciati”.
“Certo – continua Irons – si possono fare molti soldi bruciandoli o sotterandoli, ma gli inceneritori durano 20 anni e hanno un appetito vorace: ci incoraggiano a produrre più rifiuti perché hanno bisogno di essere ‘riempiti’; e se una città si affida a un inceneritore, facendo un enorme investimento, ma non produce abbastanza rifiuti da riempirlo, poi è costretta a pagare delle penalità al Concessionario”.
Anche nella nostra area, fra gli ABITANTI, è aumentata negli ultimi mesi la percezione dell’importanza del PROBLEMA RIFIUTI e delle modalità con le quali si sta affrontando in zona. L’argomento non è più ristretto ai piccoli gruppi di persone (COMITATI/Associazioni) che si battono da anni per scelte che vadano VERSO RIFIUTI ZERO e che sono stati catalogati come i soliti NIMBY (non nel mio giardino di casa) nel migliore dei casi o considerati “estremisti” o “agitatori” con proposte utopiche e senza l’apporto di proposte alternative. Ebbene è successo proprio in Toscana che un ABITANTE, un Maestro Elementare, ROSSANO ERCOLINI, si sia impadronito così a fondo del tema per insegnarlo compiutamente ai suoi allievi, da diventare il punto di riferimento per una politica, fatta propria dal suo Comune, Capannori (LU), che ha portato prima la sua Città ad essere all’avanguardia in Toscana nella Raccolta Differenziata (80%) e poi lui ad essere insignito in USA del premio Goldman Environmental Prize 2013, conosciuto come il Nobel dell’Ecologia e ricevuto dal Presidente Obama e anche dal Presidente Enrico Rossi. Il suo impegno inizia 40 anni fa quando venne progettata la costruzione prima di un Inceneritore a Pietrasanta e poi di altri quattro impianti a Lucca. L’impegno in prima linea per indirizzare verso altre soluzioni il problema dei rifiuti arrivò sino alla fondazione dell’Associazione Rifiuti Zero, con effetti tali di convinzione a portare 117 Comuni Italiani a convertirsi verso tale obiettivo strategico, rinunciando all’incenerimento. Ercolini: un esempio concreto, riconosciuto anche da chi sinora non si era mai mosso da una visione statica, di comodo, vecchia ma forse coerente con certe logiche di profitto e legate a interessi della finanza, sempre in attesa di investimenti lucrosi e a basso rischio: garantiscono i Comuni ovvero i Cittadini con TIA o TARES che dir si voglia. Se poi il Debito Pubblico aumenta, lo scopriranno gli Amministratori futuri, con i costi di Concessione sommersi e non previsti/segnalati dai Bilanci precedenti. Purtroppo in Toscana abbiamo ancora esempi di tali logiche. Basta aver letto le recenti interviste del nuovo Sottosegretario De Angelis (tuttora in Publiacqua, un’azienda con tariffe che non tengono conto dei referendum sulla remunerazione del Capitale) o del responsabile del CISPEL Toscana, De Girolamo, tutti e due da anni tifosi convinti del “ termovalorizzatore”: l’unica soluzione è bruciare rifiuti per produrre energia! Con il “terrorismo” delle affermazioni tipo: non volete mica finire come a Napoli e Palermo! Bruciamo! Bruciamo! E non dicono che il residuo di ceneri del 25-30%, in gran parte tossiche, va conferito in discariche speciali rispetto al 15-20% di rifiuti indifferenziati trattabili ancora a freddo con una raccolta differenziata spinta (vedi Capannori).
In queste settimane la Regione Toscana è di fronte a un bivio: deve varare un nuovo Piano Regionale dei Rifiuti e ha l'opportunità di fermare per sempre i pericolosi, dannosi e inutili inceneritori. Un dato rivela la programmazione distorta fatta nel recente passato dalle Province e dai Comuni in Toscana: il numero di Impianti di Incenerimento previsti è tale che questi potrebbero bruciare una quantità totale di rifiuti di 830.000 tonnellate di quasi 2,5 volte superiori al necessario, rispetto alla quantità futura del totale dei rifiuti indifferenziati di 360.000 tonnellate, la cui diminuzione deriva da nuove azioni di Raccolta Differenziata e da diminuzione totale della loro produzione. Quindi la logica imporrebbe che vengano SUBITO FERMATE LE PROCEDURE PER LA COSTRUZIONE DEGLI IMPIANTI IN FASE AVANZATA DI APPROVAZIONE, come quello previsto a SELVAPIANA, Rufina, che ha già ottenuto le autorizzazioni ambientali VIA e AIA, purtroppo anche grazie alle modifiche ad hoc della Legge Regionale sul rischio idrico della Sieve.
La Rete Toscana per la Legge d’iniziativa popolare Rifiuti Zero ha pertanto lanciato una petizione popolare per chiedere a Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana e ad Anna Rita Bramerini, Assessore all'Ambiente, di concepire un Piano che elimini una volta per tutte l'utilizzo degli impianti e capace quindi di adottare pienamente e senza tentennamenti la moderna Strategia Rifiuti Zero fondata sulle ormai famose 4R: Riduzione, Raccolta, Recupero, Riutilizzo dei rifiuti stessi.
I vantaggi, sotto gli occhi di tutti, sono una maggiore salubrità dell’aria, a causa dell'eliminazione delle diossine provenienti dalle emissioni della bruciatura, e l'aumento dell'occupazione, vista la necessaria adozione della raccolta dei rifiuti Porta a porta (vedi Capannori e altri comuni in Toscana) e del riciclo a freddo.
La Rete chiede di firmare la petizione, destinatari dell'invito tutti i cittadini e le cittadine che mettono al centro la salute e i diritti della persona prima dell'interesse economico di pochi gruppi industriali. I nostri Sindaci hanno ora una buona scusa per cambiare parere senza perderci la faccia, dopo anni di difesa dell’incenerimento, nonostante alcuni di loro fossero ultimamente dubbiosi sulla soluzione. Chi vivrà vedrà! La petizione è all'indirizzo http://chn.ge/11oJbgt. Fernando Romussi