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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2013

                     4/7/2013 - LA RIPRESA IN TOSCANA

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ANCHE IL WELFARE PUO’ ESSERE UNO STRUMENTO

La Toscana subisce la crisi in modo meno accentuato rispetto alla media nazionale ma non è certo un’isola felice. La “fotografia” della nostra regione scattata dall‘IRPET su questi ultimi anni vede prevalere i dati negativi.
La situazione dell’ultimo biennio presenta un –2,8% il Pil (ma cala meno della media nazionale) -5,1% la spesa delle famiglie. Tra i dati positivi la crescita dell’export del +3% dal 2011 al 2013 e del turismo (con gli stranieri che sono oltre la metà, il 50,6%).
A patire la crisi sono stati soprattutto il manifatturiero e le costruzioni, ma non mancano le eccezioni. Date per lo più dall’alta qualità delle produzioni e dalla capacità di posizionarsi su segmenti elevati della domanda mondiale.
Il clima di sfiducia ha portato a sua volta ad un crollo degli investimenti, le famiglie hanno perso reddito e sono diminuiti i consumi. Tra il 2010 e il 2011 le esportazioni sono tornate a crescere. Ma nel 2012 con l’austerity, la spesa pubblica è calata, la pressione fiscale è aumentata, sono crollati gli investimenti, a causa anche delle difficoltà delle imprese ad accedere al credito, e il sistema è tornato in recessione.
Gli effetti più pesanti hanno riguardato l’industria (e in particolare quella delle costruzioni), che dal 2008 ha perso un quarto del suo peso, in una Toscana dove il manifatturiero ha ancora il suo peso. Ma la crisi ha colpito anche i servizi; e il terziario, per la prima volta da decenni, registra un duraturo, anche se più lieve, calo di vendite.
Anche gli investimenti calano (-21% nel biennio 2007-2009, -11,7% dal 2011); ma sono in controtendenza quelli stranieri e delle multinazionali: grazie anche alle Università, apprezzate da chi investe.
Il Presidente della Regione Enrico Rossi ha recentemente riproposto con forza la necessità d’investire sul manifatturiero. Tra l’altro, il Presidente della Toscana ha sollecito una riflessione e una discussione sul fatto che nella nostra regione la rendita prevale sugli investimenti.
“Anche negli anni precedenti la crisi, ovvero nel 1995-2007” ha osservato Rossi in conferenza. stampa - “in Toscana gli investimenti sul manifatturiero sono stati inferiori del 2% rispetto alla media nazionale, del -5% rispetto alla media europea, del -9% rispetto alla Lombardia e del -4% rispetto al Veneto”. Ed ha rilevando che questi dati “inducono a pensare ad una minore propensione agli investimenti industriali e ad una forte attrazione verso la rendita.”
Ma quale è la strada da seguire? Anzitutto fornire condizioni più idonee agli investimenti a cominciare dalle infrastrutture: la viabilità, i porti, ma anche strutture come centri espositivi. Poi merita aggiungere che puntare sul rilancio del manifatturiero è una posizione che non contrasta ma è complementare a quella che vede nella cultura un volano fondamentale per la Toscana, specie se la valorizzazione del patrimonio storico e artistico si lega a quella dei prodotti tipici, del settore agroalimentare e alla ricettività turistica. Infine, c’è un aspetto importante che coinvolge il sistema di welfare toscano e la riorganizzazione sociosanitaria in atto. Il Welfare, come è stato rilevato qualche tempo fa da un comitato interministeriale francese, può essere anche un’opportunità economica; ad esempio, la crescita della popolazione anziana può essere un’importante leva in termini di occupazione e di sviluppo nel campo dei servizi ma anche della produzione industriale.
Partendo dalla richiesta di un welfare più partecipato e sempre più vicino ai bisogni dei cittadini si può individuare la modifica organizzativa del welfare toscano, trasversale a tutto il sistema sia sanitario che sociale la capacità di attivare spesa sociale sul territorio che può fare da volano ad un ampio indotto, oltre che essere di per sé occasione occupazionale (pensiamo ad esempio al sistema badanti, alle iniziative per anziani fragili e settore della non autosufficienza).
Condivido la visione di Rossi che una regione con oltre 3 milioni e mezzo di abitanti non può fare a meno della produzione industriale ed ho fiducia nel suo impegno per offrire le condizioni più idonee ad attrarre investimenti.
Conosco da molti anni il suo impegno in questo campo fin da quando era Sindaco di Pontedera. Quando si candidò a Presidente disse che chi vuole fare politica deve mettersi ventre a terra, andare davanti alle fabbriche, nelle piazze, sul territorio. E lo sta facendo. Bisogna però aggiungere che in questo momento bisogna operare scelte forti: sobrietà della macchina regionale per puntare sul welfare e su una riduzione delle addizionali Irpef che ridarebbe fiato alle famiglie.
Ho fatto parte allora del coordinamento dei comitati per la sua elezione e tornerei a farlo: gli chiedo però di agire con forza in questa duplice direzione. La Regione sta facendo il possibile per diminuire le spese ma bisogna fare di più e, poiché la crisi dipende anche da un fattore psicologico di sfiducia, una riduzione delle addizionali non limitata ai redditi più bassi ma estesa alle c.d. classi medie che, in termini relativi, stanno subendo la pressione fiscale più forte, sarebbe un segnale importante.
Gabriele Parenti