adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2013

                     4/7/2013 - LARGHE INTESE SU……NULLA!

<<<

di Alviero Fibbi

Alla chiusura delle urne non è mai facile dire chi abbia vinto, per l’effettiva difficoltà di interpretare i numeri espressi, le diverse realtà territoriali, le alleanze, i confronti con le elezioni precedenti e quanto altro. Questa volta poi il risultato elettorale è stato tanto dirompente quanto inconcludente numericamente. E’ apparso subito evidente che un dibattito per indicare vincitori e vinti era una pura esercitazione mentre invece occorreva comprendere la volontà degli elettori e trovare un modo di formare un governo che rispettasse il giudizio degli elettori e lo coniugasse con le necessità del Paese. Oppure tornare alle elezioni.
E’ vero che i cittadini elettori avevano espresso un voto tale da rendere problematica la formazione di un governo, con tre schieramenti equivalenti e con i numeri del Senato che non esprimevano maggioranze oggettive, ma l’indicazione degli elettori era chiarissima nel pretendere un governo di cambiamento: per uscire dalle paludi, dalle menzogne, dai processi, dai Bunga Bunga, dalla mancanza di lavoro e di prospettive per i nostri giovani e dalla miseria di tanti pensionati. Una indicazione fortissima ed indiscutibile espressa con un voto, quello ai 5stelle, che non lasciava dubbi. Questa volta non si era di fronte ad una astensione massiccia bensì ad una scelta da parte dell’elettorato a favore di questo movimento che chiedeva, anche in modo forse anomalo quale “il tutti a casa”, di cambiare e di dare ascolto ai cittadini specialmente ai giovani. Voglia di cambiamento e voglia di partecipazione.
Tutto ciò rendeva necessario un serio e convinto tentativo verso un governo di cambiamento. Ma chi doveva guidare ed orientare verso questo risultato, coerente con l’espressione popolare, ha sbagliato di grosso. A cominciare da Grillo che nella propria interpretazione del tutti a casa ha compreso tutti, ma proprio tutti, forse anche se stesso, mettendo in frigorifero una valanga di voti e di attese che gli erano stati consegnati. Già all’indomani delle elezioni diceva che si sarebbe costituito un governo PD-PDL, a sentir lui, il suo peggiore incubo; l’impressione avuta è che in realtà fosse il primo a sperarci, così da non dover cambiare i propri slogan. Di fatto si è tirato fuori da qualsiasi tentativo di andare al governo, preferendo continuare l’opera di demolizione dei partiti, piuttosto che assumersi impegni e responsabilità per cambiare davvero.
Berlusconi era pronto alle larghe intese fin dal momento in cui i risultati elettorali erano apparsi, e sulla stessa linea c’erano anche larghi settori del PD, a partire dall’area renziana (delegittimando il tentativo in atto di Bersani e della Direzione del PD per trovare una soluzione più confacente – ma questa è un’altra storia).
Tutto ciò la dice lunga sulla volontà che c’era di sostenere la nascita di un governo di cambiamento. Meraviglia anche la posizione di Napolitano, che aveva dato il via alle elezioni, per superare il governo tecnico, e che invece ha scelto di sponsorizzare un governo politico delle larghe intese, che sta al cambiamento come il diavolo all’acqua santa. Si è messo alla guida della cordata del “governo a tutti i costi”. Sappiamo com’è andata: giorno dopo giorno, dibattito dopo dibattito, sono state abbattute tutte le resistenze, così come sono state abbattute tutte le coerenze rispetto alle proclamazioni della campagna elettorale che non prevedeva inciuci fra gli schieramenti politici.
E’ stato detto che non si poteva tornare a votare in quanto la legge elettorale, il porcellum, non avrebbe comunque consentito a nessuno schieramento di avere una maggioranza al senato. E senza maggioranza nessuno schieramento, e quindi nessun candidato premier, avrebbe avuto la fiducia parlamentare: ergo era inutile tornare a votare perché non sarebbe cambiato niente, avremmo perso mesi preziosi in un momento di grandi difficoltà economiche e sociali, l’Europa ci stava addosso e bla, bla bla…unica soluzione percorribile: fare un governo con questo parlamento.
Non so se un altro governo fosse stato possibile, rispetto a quello che, Adesso!, ci ritroviamo, quello che mi sembra evidente è che non si è neanche provato a verificarne la possibilità. Questo era il primo dovere del nostro Presidente: dare il mandato a chi poteva farsi portavoce del cambiamento invocato dagli italiani. Non esserci riuscito non è un merito.
Ma se ci siamo scordati di ascoltare la richiesta degli italiani, non significa che questo governo non vada bene proprio a nessuno: va sicuramente bene a tutti quelli che lo hanno sponsorizzato fin dall’inizio, Berlusconi in testa. E’ nato così il governo delle grandi intese e dei grandi silenzi, perché se qualcuno alza la voce potrebbe cadere. E quindi silenzio, sui provvedimenti da prendere e silenzio sulle politiche da sostenere. Modificare la legge elettorale? Shhhhh… si parla del porcellinum, del premio a chi raggiunge il 40% dei consensi, di tornare al mattarellum, di piccole modifiche, lo si fa sottovoce.
Di sicuro e per non sbagliare abbiamo fatto un’altra commissione di saggi per le riforme. Bah!
Nel frattempo arriva la condanna di secondo grado per il Cavaliere (processo per i diritti TV Mediaset), resta solo la cassazione: silenzio per favore. Anzi no, urlate pure, ma contro i magistrati, il male dell’Italia, maledette toghe rosse. Per il resto silenzio, non disturbare, c’è un governo in equilibrio precario.
Difficile trarre delle conclusioni, difficile pensare bene per il futuro. Quando personaggi come Berlusconi ribaltano le intenzioni di voto in un mese di propaganda, quando un comico come Grillo and Casaleggio mettono la sordina a 10 milioni di elettori, è lecito chiedersi quando mai riusciremo ad esprimere un voto secondo coscienza e conoscenza, e quando le nostre intenzioni troveranno risposte coerenti.
Alla fine ci ritroviamo con un governo nato dalle incapacità di interpretare il voto, che nessuno voleva, possibile per una risultanza di errori e per la volontà di pochi. Un governo delle larghe intese che però non è d’accordo su niente, né sulla politica economica per tentare una uscita dalla crisi, né su come mettere a punto una nuova riforma elettorale.
Avremo mai un Governo in grado di governare questo nostro Paese?

Alviero Fibbi