adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2013

                     4/7/2013 - COMPROMESSO STORICO

<<<

Dal ‘compromesso storico’ alle larghe intese.
di Mauro Messeri


Senza voler sembrare la profetessa Cassandra, mi sento di affermare che davvero stavolta il risultato elettorale è stato tristemente chiaro: finalmente (…sic est….) possiamo dire che ‘non ha vinto nessuno’. Dopo numerosi e più o meno palesi e dichiarati tentativi di ‘inciucio’, è nato un governo cd. detto ‘di larghe intese’, seppur con molta confusione, teso a tentare di recuperare i degenerati rapporti con le categorie sociali, col mondo della finanza e con quello imprenditoriale. Questo almeno appare il primo impegno del nuovo capo del governo Enrico Letta, giovane economista di provenienza politica fermamente democristiana, fortemente preparato anche per i suoi assidui e costruttivi rapporti con l’estero, come si è visto dai suoi primi incontri ‘fuori confine’. Per quanto riguarda le ultime elezioni nazionali dunque sono servite, se non altro, ad unificare due grandi forze politiche: la ex Margherita, nutrita di una numerosa presenza democristiana e quella quasi totale del PCI. Non voglio entrare qui nell’annosa questione della legge elettorale attuale che, in attesa di degna riforma, produce col maggioritario e coi premi di maggioranza paradossali situazioni di ‘premianti’ in termini di seggi non rispondenti all’effettiva volontà dell’elettorato dei cittadini, ma mi chiedo come avranno fatto a metabolizzare la nascita di questa ‘Armata Brancaleone’; anche sommando infatti i voti espressi della ex Margherita con quelli dei democratici di sinistra non si arriverebbe comunque in maniera assoluta alla sommatoria dei due partiti quando erano separati…. Mostrare all’Italia dei lavoratori, dei tanti giovani in cerca di lavoro, dei pensionati, la volontà di non abbandonarli per far crescere invece la ‘mala pianta’ alimentata dai danni provocati dalla crisi, la più difficile dalla caduta del fascismo, è doveroso. I problemi sono cominciati a venire a galla dal 1992 e riguardano principalmente lo strapotere dei partiti. Eppure il referendum abrogativo promosso dai Radicali Italiani dell'aprile 1993, vide ben il 90,3% dei voti espressi a favore dell'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel comprensibile clima di sfiducia che successe allo scandalo di Tangentopoli la maggioranza degli elettori italiani si era espressa sull’abrogazione ma poi le cose sono andate diversamente…..Difficile trovare una ‘chiave di svolta’ alla crisi, certamente e’ necessario ripartire puntando e potenziando dalla radice i più importanti momenti di aggregazione per i giovani che sono e restano la scuola, la famiglia le istituzioni pubbliche e private e l’associazionismo in genere ma questi nuovi giovani non possono essere lasciati soli, il problema è urgente. Tuttavia intervenire seriamente anche in questo ambito, col drammatico dato della disoccupazione proprio giovanile, in un Parlamento nel quale è già difficile distinguere l’opposizione dalla maggioranza non è cosa scontata…..
Mi sorge a questo punto ed in questo panorama attuale, il
ricordo personale della costituzione di un coinvolgente passaggio del PCI nell’area di governo e mi sia concesso iniziare da un ricordo personale del 1965 quando - candidato a consigliere comunale in Palazzo Vecchio - ebbi il piacere di conoscere ed incontrare personalmente l’onorevole Aldo Moro, di stringergli la mano e di ricevere un augurio ed un suo sorriso. L’onorevole Moro teorizzava in questa fase un governo di tutti i partiti dell’arco costituzionale, ivi compreso il PCI: un fatto assolutamente rivoluzionario, che doveva coinvolgere le masse operaie e in generale il popolo della sinistra nella gestione di un potere che, a suo parere, la DC dopo molti anni non era più nelle condizioni di mantenere in autonomia. L’interlocutore di Moro in questo progetto era il segretario del PC Enrico Berlinguer, il quale lanciò per primo l’idea del compromesso con alcuni articoli a commento del golpe cileno, che aveva portato le forze reazionarie a rovesciare il governo del socialista Salvador Allende nel 1973. Per Berlinguer il compromesso storico doveva essere l’inizio di un’alternanza democratica tra le grandi Forze storiche, la proposta del neo-segretario del Partito Comunista Italiano alla Democrazia Cristiana era tesa ad una proficua collaborazione di governo (aperta anche alle altre forze democratiche) puntando a ricercare un accordo delle tre grandi componenti popolari (comunisti, socialisti e cattolici) e la DC, rappresentante della grandi masse cattoliche, per garantire una larga base di consenso a una politica di riforme. Tuttavia tale disegno fallì miseramente, brutalmente stroncato nel sangue dalle BR, col più tremendo segnale anti-compromesso che il terrorismo volle dare al Paese..... Personalmente sono sempre stato un convinto assertore della formula del compromesso storico, vedendo in essa un inarrestabile cammino verso l’accordo tra comunisti e larga parte della sinistra DC….
Per il momento dunque è doveroso tenere in vita le larghe intese auspicando solo di allontanare l’Italia dal baratro della crisi economica dell’alta conflittualità sociale a tutti i livelli, compreso lo spettro del terrorismo che per tanto tempo ha insanguinato l’Italia. Per battere i più pesanti mali di questa società credo che sia necessario almeno un primo fondamentale passo: tentare di procedere con strategia politico sociale veramente ‘unitaria’ e di larghe intese.