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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2013

                     19/9/2013 - SERENA BEONI

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Pelago è stata da subito casa mia


E’ tornata nel luogo dove ha visto la luce il suo secondo romanzo, stiamo parlando della scrittrice pelaghese Serena Beoni e della Consuma, dove Serena ha riproposto Venti di Guerra nel paese dove è ambientato e che gli aveva dato la giusta ispirazione.
In una sala gremita del Centro Turistico Culturale, Serena ha fatto ancora una volta innamorare il pubblico presente con una ricostruzione perfetta di luoghi e avvenimenti di un periodo non proprio felici della nostra storia, il romanzo è infatti ambientato nella seconda guerra mondiale, ma quello che stupisce è la meticolosa e perfetta ricostruzione dei nostri luoghi, della nostra Valdisieve, Lei che da queste parti ci è finita per amore alcuni anni fa.
Al termine della presentazione del volume ne è scaturita un interessante chiacchierata in cui la scrittrice ci svela il suo rapporto con il nostro territorio che ha fatto suo da subito.

Sono arrivata a Pelago nel 1995, avevo poco più di ventiquattro anni ed ero sposata da poco meno di dieci mesi. Per quasi tutta la mia esistenza avevo vissuto a Scandicci, un centro abitato dalle dimensioni sicuramente maggiori, più simili ad una grande città che non ad un piccolo paese, inoltre ero ad un passo da Firenze e il lavoro che facevo mi imponeva spostamenti quotidiani, così ero sempre in mezzo al traffico caotico. Quando mi sono sposata, io e mio marito ci siamo trasferiti ad Impruneta ed è stato un po’ come tornare indietro di anni, dato che i miei genitori abitavano lì quando mi hanno avuta. Già ad Impruneta le dimensioni si erano notevolmente ridotte, ma non ho avuto il tempo di adeguarmi perché di lì a pochi mesi mio marito è stato destinato al Comando della Stazione Carabinieri di Pelago e abbiamo traslocato. Ricordo che, non appena ricevuto il trasferimento abbiamo fatto una gita a Pelago: volevamo conoscere il luogo dove avremmo trascorso i nostri anni futuri e dove, come poi è stato, sarebbero nati i nostri figli. Facemmo la nostra gita in inverno e l’ambiente che trovammo fu quello tipico della montagna in quella stagione: i sempreverdi ondeggiavano al vento che quel giorno soffiava arrabbiato, l’aria era frizzante e il cielo era popolato di nuvole grigie che sembrano gravide di pioggia; nonostante le condizioni atmosferiche però, Pelago aveva un fascino particolare. Ricordo che la cosa che mi colpì di più fu il silenzio; e io ho sempre amato il silenzio: mi permette riordinare le idee, di riflettere, e, non ultimo, mi consente di trovare quella tranquillità necessaria a vivere serenamente.
E quando ci siamo trasferiti non è stato difficile ambientarsi, in fondo è stato come se questi luoghi mi appartenessero da sempre. Li ricordava spesso mio padre nei suoi racconti: era nato nel ’42 a Bagno di Romagna, aveva vissuto a lungo a Santa Sofia, più esattamente a Ridracoli, poi a Stia e quando la sua famiglia è transitata per Consuma e Pelago, prima di raggiungere le colline di Scandicci e stabilircisi definitivamente, ecco, questi luoghi gli erano rimasti nel cuore e il suo desiderio più grande era sempre stato quello di poter tornare a vivere qui. Purtroppo, per lui non è stato possibile, ma ricordo perfettamente che quando lo informai della mia nuova destinazione, le sue parole furono “Non poteva capitarti cosa migliore”, e così è stato.
Appena ci siamo stabiliti, mi sono sentita subito a casa e il calore e la vicinanza delle persone che via via andavo conoscendo, laddove ce ne fosse bisogno, è stato di grande supporto. La cosa che ho voluto fare per prima è stata quella di voler conoscere e vedere quanto più possibile di questo paese che ha dato i natali ad un importante personaggio quel è stato Lorenzo Ghiberti e, uno alla volta, ho visitato tutti i luoghi più belli iniziando subito dalla piazza Ghiberti, dove si affaccia Palazzo Ripi e da dove si accede al Castello di Pelago, un piccolo angolo di paradiso, dove ha sede il Museo d’Arte Sacra, che naturalmente invito tutti a visitare. C’è poi il Monastero di Tosina, da dove è possibile vedere gli spazi che furono teatro della battaglia di Campaldino; come non ricordare poi Nipozzano, che ho amato all’istante e che successivamente ha ispirato “I segreti della Luna”; Campiglioni, altro luogo ricco di magia, di storia e, tra l’altro, una delle location del mio prossimo romanzo; la Consuma, dove è ambientato proprio “Venti di Guerra” e molto altro ancora. La cosa più bella però, è stata essere avvolta e cullata immediatamente dalla meraviglia della natura che qui, fortunatamente, è rimasta incontaminata.

Maurizio Cresci