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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2013

                     19/9/2013 - NO TAV

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Il Governo delle “Larghe Intese”Criminalizza il Movimento NO TAV Val di Susa
Di Fernando Romussi

Da Chiomonte (Val di Susa) - Agosto 2013
L’estate ha visto ancora molte iniziative di protesta in Valle contro la reiterata e insistente decisione di tutti i Governi, da anni, di confermare il progetto della Linea TAV Torino-Lyon. Proteste che hanno, a volte, prevaricato il Movimento con le loro manifestazioni “violente” con atti di disturbo alle forze militari che “proteggono” il mini cantiere di Chiomonte.
Si è arrivati a ipotizzare il reato di “attività eversive” con possibili pene sino a 17 anni di carcere ed effettuate perquisizioni a casa di ragazzi della zona che avevano partecipato a una di queste azioni notturne di protesta rumorosa, senza causare danni o feriti.
Va invece sottolineato con forza come in questi anni si sia evitato di accettare il confronto tra coloro che giudicano l’opera NON necessaria, invasiva e molto costosa per la sua realizzazione e per la sua gestione futura. Le ragioni scientifiche che ne dimostrano l’inutilità sono state così ignorate e si continua a ragionare per slogan: l’opera è “strategica” senza argomenti validi che inficino le ragioni del NO e sino ad arrivare all’escalation dell’occupazione militare del territorio dal 3 luglio 2011. Se non si va un pochino più a fondo non si riescono a capire le ragioni per le quali in Valsusa stia succedendo quello che succede da venti anni. Il Ministro degli Interni Alfano ha dichiarato che in 11 mesi vi sono state 130 manifestazioni di cui 23 con disordini: come se ci fosse stata una manifestazione ogni 3 giorni. Ma se fosse cosi vuol dire che questo territorio quasi tutti i giorni da moltissimo tempo continua a lamentarsi ed opporsi, senza essere ascoltato. La gran parte della popolazione e delle Amministrazioni Locali della Bassa Val di Susa che saranno interessate da questa linea sono contrarie e le marce sono prevalentemente guidate e aperte dai Sindaci con la fascia tricolore: da una categoria di Sindaci che negli ultimi anni si è informata e formata sul progetto e che condivide le preoccupazioni e i timori dei residenti per lo spreco di risorse e il rischio di danni irreversibili al territorio.
La questione è che la Valsusa si sente piuttosto presa in giro in questi ultimi anni perché la rappresentazione che ne vien data all’esterno dalla maggioranza dei media e alimentata dai politici (PDL e PD in primis) non corrisponde a quella che i locali si ritrovano quando guardano a cosa sta succedendo a loro spese e del Paese.
La tendenza a ridurre il movimento contrario al TAV come un problema legato a una questione di ordine pubblico o a un problema di estremismi è una tendenza molto furba ma sbagliata, perché nel Movimento sono impegnate migliaia di persone, estremamente informate (ahimé! non si può dire lo stesso per il nostro Tunnel TAV a Firenze) e non si può ridurre la protesta a un problema di ordine pubblico contro una decisione dello Stato.
Le ragioni dell’opposizione sono tante e ne abbiamo già parlato molte volte. Ma quando si dice che nel 2003 nel momento delle proteste la Valsusa aveva ragione, ma che oggi il Progetto è stato cambiato e non c’è più ragione di protestare, non si dice il vero.
In realtà il problema è che il Progetto non è cambiato per nulla: Si parla sempre dello stesso buco in mezzo alle montagne, uguale a quello del 2003 (tunnel di 52Km, di cui 12Km in territorio italiano!) con termine lavori nel 2035!
Non ci sono i due progetti per collegare il Tunnel né dal lato francese né dal lato italiano: rimarrà così non utilizzato per molti anni.
Non è una linea ad Alta Velocità ma è una linea convenzionale SOLO PER TRENI MERCI, che non raggiunge gli standard e le velocità dell’ Alta Velocità.
Gli ipotetici vantaggi economici, COME SCRITTO NEI DOCUMENTI UFFICIALI LTF, dovrebbero arrivare attorno al 2070.
La Francia sta decidendo di spostare la decisione di inizio lavori al 2030!
Il 26/08 un lancio dell’ANSA annuncia che in Francia hanno deciso con un Decreto di procedere ENTRO QUINDICI GIORNI all’inizio degli espropri dei terreni necessari a far partire l’opera considerata di utilità pubblica. Ahi, la fretta dei SI TAV (con Esposito del PD in testa) a tradurre anni in giorni appena il testo del Decreto ha varcato il confine.
Il Decreto parla infatti che gli espropri dovranno partire entro QUINZE ANS ovvero ENTRO QUINDICI ANNI. La Francia quindi, furbescamente, non smentisce gli accordi presi sinora con l’Italia (anche perchè Berlusconi si accollò il 60% dei costi del tunnel stesso pur avendo solo il 20% in nostro territorio: QUATTRO Miliardi di regalo ai cugini), ma conferma “l’urgenza” di iniziare i lavori non prima del 2028!
La popolazione della Valsusa si oppone prevalentemente con uno spirito costruttivo perché ritiene che questa opera sia inutile, oltreché dannosa, e che inciderà pesantemente ancora sul Debito Pubblico dello Stato. Se l’opera finita fosse poi così redditizia da ripagarsi anche i suoi 500milioni all’anno dei costi di esercizio, perché nessun privato ha provato a chiedere un Mutuo di 12 miliardi con termine nel 2070?
Ultima considerazione: da due anni è aperto a Chiomonte solo un piccolo cantiere (con 500 castagni e alberi d’alto fusto eliminati), per scavare un piccolo buco di sondaggio ed è quello che è oggetto delle manifestazioni, delle marce popolari e dei “disordini”. Ma quello è un cantiere piccolino, chiuso in una valle con pochi abitanti, che non ha città, escluso dai traffici commerciali. Se la storia dovesse andare avanti fra un anno o due si dovrebbero aprire i grandi cantieri del Tunnel di Base, quello vero, e un cantiere molto più grande, largo 150 metri in un’area larga di meno di 1,5Km, si aprirebbe nella piana di Susa in mezzo alla città. Oggi il mini cantiere di Chiomonte è vigilato da circa duemila poliziotti e militari a turno che costano una fortuna per salari e trasferte (decine di milioni di euro sino ad oggi…) e allora ci si chiede: come sarà possibile gestire un grande cantiere come quello in una piana dove c’è una città, scuole e traffici commerciali e turistici?
Rimane la solita domanda: cui prodest?
Fernando Romussi