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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - APRILE 2003

                     29/5/2003 - L'AMERICA

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di Rino Capezzuoli
L’America

In questi ultimi tempi siamo stati abbagliati ancora una volta dallo strapotere americano. L’unica superpotenza mondiale ha in qualche settimana avuto ragione del “terribile” Saddam fino a non molti anni orsono sostenuto dall’occidente e tutti si sono dovuti inchinare a Re Bush. Soltanto un indomito conservatore presidente di un paese europeo ha posto dei “distinguo” e per questo “la Francia sarà punita”, così ha sentenziato il tecnologico paladino USA. Se questo fosse vero dobbiamo cominciare ad interrogarci rapidamente su che tipo di società sia quella USA, e capirne le possibili evoluzioni. La guerra contro l’Irak presa a sé stante in fondo può apparire un fatto banale, una grande democrazia tecnologica contro una dittatura feroce un po’ di bombe qualche migliaio di morti, un cambio di regime e tutto si risolve e continua un po’ meglio di prima.
Purtroppo guardando bene, le cose non stanno affatto così. L’America deve il suo primato all’economia. La storia ci dice che per tutti i grandi imperi antichi e moderni è stato così, salvo poi distinguere tra chi ha saputo introdurre anche nuovi elementi di benessere e di democrazia e chi ha basato il suo potere solo sull’uso della spada.
L’America di oggi vista da qui dall’Italia del 2003 è un paese in crisi economica ed anche in crisi di democrazia, questo senza ad essa togliere tutti i meriti acquisiti nella sua storia e specialmente negli ultimi cento anni.
L’economia americana si è sempre retta su due pilastri, l’utilizzo delle materie prime degli altri paesi del mondo si chiamino esse petrolio o cervelli… (altri parlano di sfruttamento ..) e sulla gestione della finanza mondiale…in modo diretto od indiretto.
Da questo intreccio è nato un potere militare che oggi intimorisce perché sembra prevalere su ogni altro aspetto della vita americana. Basti pensare a quale enorme fetta del bilancio americano venga utilizzato per scopi militari togliendo risorse per usi civili tanto da far sì che l’attuale dirigenza americana sia espressione delle aziende che producono per il militare e dei maggiori gruppi finanziari. In questa situazione si è verificato l’11/settembre che ha permesso a questo potere di emergere di imporre la sua logica con una puntualità quasi sospetta e creando come era inevitabile una serie di ripercussioni a livello mondiale. Gli USA hanno cominciato a teorizzare la guerra preventiva, loro che sono i più forti del mondo.. cominciano a prendere posizioni unilaterali, niente ONU, niente trattati internazionali da rispettare, chi non è con noi è contro di noi. Emerge sempre più la democrazia, non di tutti ma del più forte
Non a caso emerge anche la risposta della Francia la nazione europea tradizionalmente e storicamente all’avanguardia sui principi libertari e democratici che chiede con forza di agire come coalizione internazionale sotto l’egida del diritto internazionale. Alla Francia si aggiunge una parte della nascente ’Europa, la Russia e la Cina per altri motivi, in un turbinio di contrapposti interessi nazionali. che nascondono all’opinione pubblica il vero motivo del contendere :due modi di concepire il governo del mondo in futuro.
C’è anche un ‘altro messaggio che viene dall’attuale sistema di potere americano rivolto al l’Europa ed al resto del mondo: se volete contare dovete armarvi il diritto internazionale e gli aiuti umanitari non bastano, contano i rapporti di forza non i diritti di tutti. L’invito a rafforzare anche in Europa quel potere economico militare che non potrà prescindere da un rapporto unico con lo stesso potere USA e quindi con la sua logica di governo del mondo. (Poco importa se ciò comporterà meno aiuti per i paesi del sud del mondo e per l’Africa, continente ormai alla deriva e uno
sviluppo economico europeo distorto e monopolistico.
La società americana ha in sé ancora la forza per ribaltare questa impostazione? Lo vedremo nel volgere di poco tempo ma sicuramente è necessario che l’Europa sia pur divisa respinga con forza questa logica e tenga in piedi quel movimento pacifista e democratico vera linfa per costruire nuove e più forti istituzioni internazionali e per garantire i diritti di tutti affermando ancora una volta che “un mondo diverso è possibile”.