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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2013

                     27/10/2013 - COSTI

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COSTI DELLA POLITICA O COSTI DELLA DEMOCRAZIA?
Primo punto di un programma politico: difendere la democrazia, in Europa e in Valdisieve
Di Carlo Boni

La democrazia e il processo democratico sono sempre più sotto l’attacco dei poteri forti e della complessa e deviata fase politica post-berlusconiana (Napolitano permettendo…).
Che l’uscita dal berlusconismo non fosse facile potevamo immaginarlo, così come il rischio di una deriva populista e di una ricerca sfrenata di un nuovo mentore; forse potevamo anche immaginare che a tale deriva venisse opposta una risposta tecnocratica e accentratrice.
Ma un simile connubio fra le maggiori forze politiche europee per depotenziare il peso specifico degli elettori e far sventolare la bandiera del pensiero unico neoliberista era veramente difficile da prevedere. Le speranze alimentate nel maggio del 2012 dal successo elettorale di Hollande in Francia sono state completamente spazzate via dai colpi della Merkel e dall'insipienza della SPD. In Grecia, il parlamento di uno Stato sovrano è stato spogliato delle proprie prerogative costituzionali a vantaggio di una troika di burocrati mentre ai greci è stata tolta la possibilità di autodeterminarsi. In Italia, a partire dal novembre del 2011, due governi -uno più strano dell’altro - sono stati imposti dal "signor Mercati Finanziari".
L’attuale, improbabile esecutivo di larghe intese sta pensando bene di apportare in tutta fretta significative modifiche alla nostra Costituzione - forse un po’ datata, ma costruita con il nobile intento di difendere la democrazia ed evitare qualsiasi rigurgito fascistoide - in quanto intralcerebbe l'impeto decisionista delle attuali forze politiche, sempre più povere di idee e di militanti e sempre più ricche di giovani dirimpettai. Lo strano governo di nominati ed assemblati - chiamato ad elaborare una nuova legge elettorale della quale si sono perse le tracce - sta elaborando anche il "DDL Delrio" (causticamente ribattezzato "DDL Delirio"), vale a dire il decreto con il quale si intende procedere al riordino degli enti locali.
Il "DDL Delrio" dovrebbe portare alla cancellazione e riorganizzazione delle Province in Città Metropolitane ed Aree Vaste, "organi di secondo grado" i cui vertici non sono eletti da nessuno, ma scelti attingendo in qualche altro modo nell'ambito del personale politico. In realtà, in attesa delle modifiche costituzionali, il "DDL Derio" svuoterà delle proprie funzioni le Province, destinate anch'esse a rimanere in vita come organi di secondo grado. Senza addentrarsi troppo nei dettagli tecnici, ciò che presumibilmente accadrà - come già avviene per le Unioni di Comuni, esempi concreti di ciò che non andrebbe fatto! - è che i sindaci decideranno in totale autonomia, coadiuvati da dirigenti fedeli, le politiche di un comprensorio (veri e propri uomini soli al comando...) e saranno loro stessi ad integrare gli organi politici degli enti locali così riformati. Per fare un esempio a noi caro, il noto Sindaco della città capoluogo della Toscana, sarà ipso facto anche Sindaco della Città Metropolitana ed avrà il potere in questa fase di definire gli organi politici della Provincia. Il comune di San Godenzo o di Londa, sempre per rimanere vicino a noi, conteranno come il due di picche nella definizione delle politiche dell'area. Di conseguenza, avremo cittadini di serie A e cittadini di serie B, il cui voto peserà di più o di meno per il solo fatto di risiedere in città o nel contado.
Un simile accentramento del potere è inutile e controproducente e mina violentemente le fondamenta dello Stato democratico. Mai come oggi la democrazia è stata così in difficoltà, stretta tra il populismo di massa e la soluzione tecnocratica e percossa dalla disaffezione e dalla sfiducia del cittadino verso la politica e - cosa ancor più grave - verso le Istituzioni democratiche.
L'imperativo da porsi, ovunque e quindi anche in Valdisieve, è quello di salvaguardare un tessuto sociale che nel nostro comprensorio rischia seriamente di essere frantumato. Dobbiamo opporci al continuo stupro delle Istituzioni e dei luoghi preposti al processo democratico. Combattere la politica sorda e ottusa che mette al centro l'interesse personale, e non il benessere collettivo. Mettere fine all'assurdo conflitto tra cittadino e palazzo, sintomo inequivocabile di uno Stato democratico gravemente malato.
L'Italia, come la Valdisieve e Pontassieve in primis, merita dei rappresentanti all'altezza del ruolo; la politica con la p minuscola degli ultimi anni ha di fatto allontanato a poco a poco la parte migliore della società; non ha mai permesso il necessario ricambio generazionale, ma ha al contrario incentivato formule stantie ed ha lasciato spazio allo squallore e all’inciviltà di chi dovrebbe rappresentarci (consiglieri di Pontassieve compresi). Intanto, la Valdisieve annega nelle mani di pochi e poco illuminati tecnocrati, sprovvisti di quella visione politica per la valle nel suo insieme che dovrebbe invece condurli. Per tutto questo è ormai necessaria la presa di coscienza e la nascita di un gruppo di cittadini disposti a collaborare e a confrontarsi rimettendo al centro la vera politica per determinare una strategia di ampio respiro per la Valdisieve tutta, che sappia porsi al servizio di una rinnovata classe dirigente, non certo dell'attuale, che legittimata dal mandato popolare riesca finalmente a rilanciare la democrazia rappresentativa attraverso nuove forme di partecipazione alla vita politica e nuovi modelli di relazioni sociali.
Carlo Boni