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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2002

                     7/4/2002 - L'OPINIONE DEL DOTTORGIANNONI

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Caro Nanni,

vado a riprendere il discorso interrotto dal succedersi dei
noti avvenimenti dell’undici settembre e della guerra in Afghanistan; te l’accennavo nella lettera di tre numeri fa dove si parlava dei motivi che hanno portato alla situazione attuale della sinistra in Italia.
C’è anche dell’altro e forse ancora più importante e preoccupante. Qualcosa di teorico e di pseudo-filosofico (non ti faccia paura il termine filosofico, ti spiegherò i fatti cui hanno portato quelle idee in parole semplici come è il mio solito, filosofia significa ricerca della verità, pseudo-filosofia significa un’idea che porta lontano dalla verità).
Interpretando un pensiero di Marx che indicava come il modo di funzionare del capitalismo (lo sfruttamento della classe operaia e l’accumulo del guadagno, il cosiddetto plusvalore) portasse appunto alla inderogabilità della propria fine se ne dedusse, (con un procedimento che voleva essere logico ma che in verità era semplicistico e fuorviante), che l’avvento della giustizia sociale era segnata nel destino della “Storia”, si badi bene della “Storia” con la esse maiuscola; e, siccome il culmine della giustizia sociale era il socialismo, sarebbe stato scritto nella “Storia” che il socialismo sarebbe venuto da sé.
Poi la “Storia” era venuta avanti col Comunismo e come corollario il trionfo del Comunismo sarebbe stato inarrestabile. Chiaro?
Cosicché da una parte si poteva fare gli errori che si voleva (per esempio la lotta ai socialisti), tanto il comunismo sarebbe venuto per forza mentre sull’altra sponda si sapeva adeguare il capitalismo a nuovi modi di fare più consoni al momento; da una parte si poteva considerare le “masse” come degli imbecilli che avevano bisogno delle direttive del “Partito” mentre l’altra parte utilizzando l’imbecillità delle “masse” col mito del “benessere” e del consumismo sapeva convincerle sulla verità della cosiddetta economia di mercato. Chiaro?
Vedi, caro Nanni, e mi devi scusare, forse troppe volte ti racconto fatti della personale mia vita politica ma ne sento la necessità, bene o male anch’io faccio parte della memoria storica del socialismo di Pontassieve, te l’accennavo in quella prima delle mie “caro Nanni”
In una seduta del consiglio comunale, si era sulla fine degli anni sessanta, ebbi il coraggio di dire che in quel momento storico c’era la necessità di convincere i lavoratori dipendenti (da parte mia ero già su quella prassi, posso dire con orgoglio che non ho mai scioperato per aumenti di guadagno, già quello che mi veniva dato per me era troppo) che non avrebbero dovuto chiedere più aumenti salariali perché il nostro benessere aveva raggiunto un buon livello generale specialmente in relazione ai paesi sottosviluppati ed inoltre così facendo si sarebbe minato alla base l’ideologia consumistica del capitalismo che già allora si faceva strada; insieme a questo si doveva lavorare per convincere le persone ad una maggior solidarietà, ad un rapporto più diretto fra i consumatori e le cooperative di produzione specie agricole che dovevano essere aiutate nel loro sviluppo. Se guardi bene erano i concetti che il compagno Lombardi, del quale tempo fa abbiamo commemorato il centenario della nascita, esponeva a quel tempo nella sua lettera alla CGIL, (Non voglio medaglie ma ti ricordo che all’epoca portai con la mia macchina un piccolo gruppo di contadini di Pontassieve a conoscere le cooperative agricole in Emilia). Non l’avessi mai detto! Per poco il solito passeraceo segretario del PCI ,che volere o non volere è un ricordo storico del comunismo di Pontassieve, non mi linciò. Di ciò io e te ne avevamo discusso insieme; pensa, circa quarant’anni fa, eppure,( se guardiamo il problema del rapporto fra i paesi in via di sviluppo ed il mondo occidentale, il problema del consumismo, il problema dell’ambiente) sono le idee che dovremmo affrontare oggi in una prospettiva globale, checché se ne dica.
Voglio dire cioè che da noi il problema culturale e morale era allora come oggi impellente, non il problema economico e finanziario. Soltanto che ieri era più facile affrontarlo, la gente non era stata ancora intossicata dall’oppio del falso benessere che rende indispensabili le cose inutili.
Ma per affrontare la giustizia sociale non solo nostra ma del mondo ci vuole coraggio, costanza, sacrificio, intelligenza, non aspettare che venga la manna dal cielo senza il nostro impegno. Il pressappochismo e la banale faciloneria non basta; non porta a niente il vociare becero e lo scrivere sui muri.
Ho parlato di cultura. Bene: oggi l’unica palestra culturale e politica in Pontassieve è questo “giornalino” per il quale mi sento onorato di collaborare ad ogni uscita come mi hai chiesto. Una voce di sinistra in questa babele del “non si sa più cosa io sono” , il quale “giornalino”, lo possiamo ben dire, è la continuazione delle vecchie idee di noi poveri socialisti della Ghiacciaia, lo ricordavo in quella mia prima lettera. Come vedi dopo tutte le batoste e le traversie passate mentre altri hanno cambiato giubba e pensiero (addirittura vorrebbero essere chiamati socialisti) noi restiamo sempre fedeli alle idee di allora.
I padroni, ricordatelo Nanni, i padroni ci sono ancora e più grossi di quelli di ieri. Ne riparleremo. Ma possono essere vinti. Con l’intelligenza delle azioni e con fedele coerenza, non con le chiacchere..
A sentirci alla prossima volta.
Il dottorgiannoni