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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2013

                     27/10/2013 - SCENARI POSTBERLUSCONIANI

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IL TEMPO DELLE DECISIONI
Di Alviero Fibbi

Non è facile comprendere quali saranno gli scenari postberlusconiani, anche perché il risultato di avere relegato ai servizi sociali l’uomo più potente d’Italia non è conseguenza di una battaglia politica vinta da forze alternative, e nemmeno di una consultazione elettorale, ma è invece il risultato dell’azione dalla magistratura che per anni ed anni, processo dopo processo, nonostante leggi ad personam, è riuscita alla fine a dare scacco matto. Non c’è quindi un naturale vincitore politico che si presenta per portare avanti un proprio progetto capace di interpretare le nuove esigenze di questo Paese. Questa situazione surreale ci consegna un Paese in crisi identità, politicamente instabile, governato da una strana maggioranza che per il bene dell’Italia dovrebbe dare garanzie al mercato, rispettare i vincoli economici e tenere in ordine i conti pubblici. Nel frattempo però pezzi di paese e di economia vengono distrutti tutti i giorni, Telecom e Alitalia, Ilva di Taranto e di Piombino, Monte dei Paschi, rappresentano il disinteresse dello Stato nella guida dell’economia.
Questo Governo non ha niente da offrire al Paese, incatenato dalle proprie contraddizioni fra una politica liberistica propria della destra con tutti gli uomini di Berlusconi al loro posto e chi come il PD è impaurito dal fare mosse risolutive che lo manderebbero dritto alle urne.
Proprio le elezioni sembrano essere la paura più grande: in effetti il responso che può venire da una consultazione elettorale è oggi imprevedibile forse ancora più dell’ultima volta. Come si fa a prevedere come potrebbero votare gli italiani se non si è in grado di fare uno straccio di proposta che abbia un senso, una prospettiva credibile? Ci sono milioni di elettori che hanno votato Berlusconi e Grillo che ragionevolmente potrebbero sentirsi orfani, sicuramente disorientati, e che possono facilmente diventare preda di convincenti imbonitori. Non è che gli elettori siano stupidi, ma se le proposte mancano di contenuti è gioco forza decidere il proprio voto secondo altri parametri.
Mai come ora sarebbe il momento per il bene dell’Italia che la sinistra si riappropriasse dei temi che le sono propri, anche per segnare una netta inversione di tendenza rispetto a questo ventennio di ricetta destrorsa, senza regole di mercato, che ha portato al disastro attuale. C’è una perversione ormai evidente in questa nostra società che penalizza i più deboli e che chiede di più a chi ha di meno. Lo Stato dei cittadini non è questo, e se ci rileggiamo la Costituzione forse potremmo trarne utili suggerimenti, forse i cittadini italiani potrebbero convenire che i frutti del liberismo non portano il popolo a goderne i benefici. Forse dovremmo dare valore al lavoro aiutando i lavoratori e le imprese invece di continuare a privilegiare le rendite finanziarie che alimentano le diseguaglianze e portano ricchezza a chi è già ricco. Forse sarebbe il momento di reintrodurre alcuni sani principi del socialismo riformista e rendere visibile questa volontà aderendo subito al PSE, il partito dei socialisti europei (oggi Allenza Progressista dei Socialisti e dei Democratici), mettendo fine alla posizione di un PD che non si riconosce in alcun schieramento politico europeo. Forse è arrivato il momento delle decisioni coraggiose. Non forse, sicuramente.
Alviero Fibbi