adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2013

                     27/10/2013 - L'ORA DEI RIFORMISTI

<<<

Di Rino Capezzuoli

“Se non ora quando” è lo slogan di un movimento di opinione al femminile del nostro paese ma dopo le ultime vicende politiche potrebbe e deve diventare lo slogan del cambiamento dell’Italia nel dopo Berlusconi.
Non sappiamo se sarà così o se ancora una volta la sinistra, i riformisti, i moderati, cioè tutti quanti gli italiani, (salvo una sparuta pattuglia che vuole il caos e che si ingrossa ogni volta per gli errori di questa vasta area), perderà l’attuale momento favorevole. Certo dopo questa occasione perduta non ce ne sarà più per nessuno, destra, centro, sinistra, grillini saranno spazzati via a furor di forconi e con essi sparirà l’Italia così come l’abbiamo vista fino ad oggi.
Napoletano e Letta stanno guidando l’Italia tra i flutti, nella tempesta della crisi ma le incognite non mancano. Prevarranno gli italiani che vogliono far pagare ai soliti il debito pubblico enorme o coloro che pensano ad una migliore redistribuzione dei redditi con tassazione progressiva e forse anche con una patrimoniale che non sarebbe una cosa scandalosa in questa situazione. Continueremo a parlare di cose futili o ci impegneremo tutti quanti nel chiederci in fondo alle nostre giornate se abbiamo guadagnato quanto spendiamo, se abbiamo creato lavoro o se abbiamo distrutto economia impoverendoci insieme al sistema paese. Questi sono i temi che riguardano gli italiani, poveri e ricchi, padroni e sindacati, politici di ogni colore. Non tutti gli italiani la pensano così poiché c’è chi pensa che maggior caos ci sia nel paese e meglio sarà per continuare a fare i propri comodi, per evadere e non pagare, per sfruttare l’economia di carta e la finanza internazionale e per arricchirsi sulla pelle dei più poveri con truffe, burocrazia, falsi obbiettivi, che nascondano i veri problemi del paese e del mondo.
I riformisti hanno delle priorità che sono: la revisione delle istituzioni e quindi anche di alcune parti della Costituzione, da adattare alla situazione del paese, non nei principi, che vanno benissimo, ma nel calare questi principi a livello pratico della nostra vita quotidiana, compito che non riguarda solo gli eletti ma tutti noi. La Legge elettorale, lo snellimento della politica e dello stato, l’abolizione di enti e la revisione e redistribuzione delle competenze e delle responsabilità pubbliche e private sono un cammino pesante, ma che oggi può fare dei passi decisivi in avanti.
La destra italiana è alla ricerca di nuove vie dopo Berlusconi e la soluzione migliore sarebbe che si dividesse in due parti, una istituzionale e moderata, l’altra estremista ed eversiva, rappresentando bene questa area di italiani che sono realmente così, basta guardare le nostre comunità locali.
La sinistra ha il dovere dei contenuti e delle idee, di imporre il cambiamento con la sua unità, di non arroccarsi sulle questioni ideologiche e di principio ma di guidare un cambiamento progressivo incamminandosi su quella via del riformismo socialista e liberale fino ad oggi rifiutata. Spiegando con chiarezza ai propri iscritti che socialismo e riformismo non sono parolacce o bestemmie da non pronunciare. Ma la prospettiva a cui tendere. La via non è ancora chiara neppure a sinistra, perché c’è ancora chi si attarda nelle vecchie logiche padrone operaie non vedendo che spesso piccoli padroncini ed artigiani fai da se, cioè l’asse portante della nostra economia, sono più in difficoltà dei lavoratori dipendenti e rischiano molto di più. La sinistra deve capire che la linea di divisione tra progressisti e conservatori è anche economica ma soprattutto tra chi si impegna in un’ottica generale di solidarietà e di comunità e chi si rinchiude nel proprio io personale ed egoista. Diciamolo pure: papa Francesco con il suo fare diretto ed attento ai più in difficoltà si pone già in modo più progressista della sinistra tradizionale.
Concludendo non possiamo che ripetere che questi temi riguardano tutta l’Europa e solo tutti insieme possiamo superare questa terribile crisi, che durerà ancora a lungo, sbarrando la strada ad un’ondata xenofaba e razzista che si affaccia prepotente nel nostro continente.
Rino Capezzuoli