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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2013

                     20/12/2013 - SPORT - VOLLEY PONTEMEDICEO

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Riceviamo e pubblichiamo con piacere e senza esitazione l’articolo che la A.S.D. Volley Pontemediceo ci ha inviato.
La precisazione evidenzia come l'articolo “Cronaca di un fallimento” da noi pubblicato nel precedente numero del nostro giornale abbia rappresentato quanto meno una caduta di stile di cui ci rammarichiamo e ci scusiamo: le critiche, fondate o meno che siano, non dovrebbero mai esprimersi al di sopra delle righe, soprattutto quando non verificate.
Per questo ed anche perché l'impegno e la passione per lo sport, ancorché nel confronto, devono unire e non dividere, diamo spazio all'A.S.D. Volley Pontemediceo con l'augurio che l'episodio possa risolversi in una futura costruttiva collaborazione e sia di stimolo ad un dibattito su e per lo sport nel nostro territorio.
IL COMITATO DI REDAZIONE

(segue l'articolo)


VOLLEY PONTEMEDICEO, TRADIZIONE E MODERNITÀ

Quando due Associazioni Sportive che insistono su un unico territorio decidono di fondersi in una sola realtà i rischi che la fusione, nel suo start up, generi la concreta necessità di dover governare criticità organizzative e disallineamenti su specifici obiettivi è da mettere in conto.
Quando, nel 2011, i gruppi dirigenti della Pallavolo “Polisportiva Curiel” di Pontassieve e del “Volley Valdisieve” di S.Francesco di Pelago fondarono, con il consenso ed il plauso delle due Amministrazioni Comunali, l’ASD “Volley Pontemediceo” che potessero esserci da affrontare iniziali naturali incomprensioni e momenti di fine tuning lo avevano messo in conto.
Tuttavia, la bontà e la lungimiranza del progetto mai furono messe in discussione e l’accordo raggiunto fu salutato con entusiasmo da tutti (ivi inclusa la FIPAV e le Amministrazioni Comunali) come reale risposta da un lato alla necessità di ottimizzare costi, spazi palestra e risorse umane e, dall’altro, di recuperare la possibilità di innalzare il livello qualitativo dello sport praticato (mi preme ringraziare ancora gli Assessori allo Sport Fini e Pieraccioni per il contributo che hanno portato alla nascita del “Volley Pontemediceo” e per gli attestati di fiducia e di stima che non ci hanno fatto mai mancare anche in questi ultimi giorni).
Mi piace ricordare come dalle colonne di questo stesso giornale la fusione fu salutata come un evento (di fatto lo è stata) positivo ed esemplare volto a unire capacità, esperienze e passione per un "progetto sociale " attraverso il quale iniziare i giovani allo sport anche con l’ambizioso intento di formarli e di educarli a crescere (giorno per giorno) con la rigorosità delle regole imposte dallo sport stesso.
Infatti, uno degli obiettivi principali rimane quello di accompagnare le ragazze in un percorso formativo improntato ai valori dell´etica sportiva, del rispetto, della determinazione, delle responsabilità e dell´impegno.
Però questa è storia, storia recentissima, ma storia !
Oggi, qui ed ora, la nostra convinzione di fondo rimane quella che ridurre lo sport solamente all’agonismo costituisca un pregiudizio che lo riserva solo a pochi professionisti e allontana tutti gli altri dal praticarlo; a chi non è campione resta solo il ruolo di spettatore.
Da questa considerazione nasce la nostra ambiziosa (utopistica?) mission: ripensare l’attività sportiva affinché possa, garantendo la performance, esaltare le finalità di tipo formativo ed educativo facendone emergere gli aspetti sociali e culturali consentendo la massima partecipazione possibile.
In quest’ottica il recente riconoscimento e la conseguente certificazione di Scuola Federale di Pallavolo (unica Società sul territorio), che è legata alla specifica attività di promozione del volley nella fascia d’età compresa fra i 6 ed i 14 anni, sommata alla Certificazione di Qualità FIPAV nell’ attività giovanile ottenuta l’anno scorso, ci consente di essere fiduciosi nella bontà del progetto.
Attualmente la nostra società è composta da circa 100 atlete ed è impegnata con le nostre rappresentative nei campionati giovanili di eccellenza dove stiamo ottenendo risultati sportivi, ci piace ricordarlo, di assoluta evidenza in tutte le categorie alle quali partecipiamo e con la nostra prima squadra nel campionato regionale di Serie C dove stiamo ottenendo risultati in linea con gli obiettivi.
Sono stati tre anni di lavoro intenso, ricchi di soddisfazioni, ma anche di qualche momento di riflessione autocritica, anni nei quali alcuni rapporti interpersonali si sono rafforzati ed altri, incomprensibilmente, si sono allentati, ma mai abbiamo distolto lo sguardo dal nostro obiettivo: una pallavolo di qualità (secondo le nostre possibilità si intende) congiunta ad una concreta presenza su un territorio che giustamente ci chiede di garantire quell’idea dello sport che prima brevemente dicevo.
Vorrei qui sottolineare, per qualcuno magari più distratto, che impegnasi in “qualità” corrisponde ad un importante investimento in tempo e denaro al quale mai ci siamo sottratti sia pure tra mille difficoltà e sacrifici.
Impegnarsi in “qualità” significa garantire spazi e strutture adeguate e offrire istruttori qualificati, se della zona meglio ma non indispensabile. Impegnarsi in “qualità” significa dunque garantire percorsi formativi diversi ed adeguati a ciascuna bambina/atleta correndo in tal modo tutti i rischi derivati dalla comunicazione di scelte e percorsi alternativi; più semplice e meno problematico, anche nel rapporto con i genitori, sarebbe rimanere immobili riservando a tutti la stessa formazione in barba alle differenze biologiche oltre che anagrafiche e ai “talenti” posseduti.
Noto, ancora, in qualcuno, una concezione dell’“agonismo” assolutamente sbagliata laddove la rappresentazione del reale in ogni campo è esaltazione del primato di qualcuno su qualcun altro (la storia è scontro di civiltà e lotta di classe, la politica è vista come eterna campagna elettorale, l’economia si regge sulla concorrenza e la comunicazione sulla gara degli ascolti; il lavoro stesso è concepito come prestazione professionale e perfino l’apprendimento è competizione dove raggiungere livelli e sostenere confronti) colpisce il paradosso per cui l’“agonismo” nell’attività fisica sia diffusamente avvertito come “politicamente scorretto”.
Si è agonisti dichiarati in tutto tranne che nello sport dove si prova vergogna a confessarsi agonisti se non si è “nati per vincere”.
"Agon", che in greco significa appunto tensione, è la tensione verso una meta che è compimento dell’impresa, riuscita dell’azione com’è stata pensata, costruita, cercata nella sua preparazione che è l’allenamento.
Dunque la crescita psico-fisica delle nostre figlie non passa dalla mera constatazione del risultato sportivo, non passa assolutamente da una vittoria o da una sconfitta, ma attraverso una sana competizione fondata su regole e comportamenti condivisi e dunque quando la gara finirà noi ci alzeremo comunque in piedi per applaudire vinti e vincitori perché l’esaltazione e la gratificazione del nostro lavoro, del nostro quotidiano impegno di volontari, starà racchiuso in ogni piccola goccia del loro onesto sudore.
Noi, quelle bambine, le amiamo tutte, che vincano e che perdano.
Siamo tutti felici di impegnarci perché anche quei sorrisi e quelle lacrime sul piano palestra, quell’impegno e quel sudore contribuiranno a fare dei cittadini migliori e, forse, qualche giocatrice di volley.
Massimo Mazzoni Alessandro Salvadori
(V. Presidente A.S.D. Volley Pontemediceo) (Direttore Sportivo A.S.D. Volley Pontemediceo)