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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2013

                     20/12/2013 - LA GUERRA E' FINITA

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8 Settembre 1943: una data indimenticabile…..
di Mauro Messeri


Mi sembra sempre che questa data debba essere ancora ‘esorcizzata’ - ahimè sempre meno numerosi per ovvie ragioni anagrafiche - anche da chi come il sottoscritto (seppur ancora bambino), l’ha vissuta direttamente. Il proclama di ‘armistizio’ letto in quel giorno dal capo del Governo e Maresciallo d’Italia Pietro Badoglio infatti, costituisce l'annuncio dell'entrata in vigore dell'armistizio di Cassibile con gli Alleati, firmato con gli anglo-americani il giorno 3 dello stesso mese, venendo a sancire per la popolazione italiana (e non meno per l’intero quadro politico del momento e dei posteri….) uno snodo cruciale della II Guerra mondiale.
Stava, infatti, allora franando il fronte interno mentre la popolazione, tra fame, povertà e privazioni, invocava la fine della guerra…. Il fermo desiderio espresso già a Giugno dello stesso anno da Mussolini al direttorio del PNF di continuare comunque la guerra a fianco dei tedeschi ignorando la minaccia degli sbarchi alleati, rimane sancito anche dall’ormai storica frase sarcasticamente pronunciata in quella circostanza che - in un’eventualità del genere - le truppe anglo-americane avrebbero dovute essere ‘…..fermate e congelate sul bagnoasciuga…..’. Giungeva intanto la notte tra il 24 ed il 25 Luglio del 1943 quando Mussolini, alla seduta del Gran Consiglio del Fascismo da lui convocato, intervenne prendendo la parola: fu una seduta difficile che si snoderà un attacco diretto e palese proprio alla sua persona e soprattutto in una grande sfiducia nel suo operato accusato soprattutto della ‘germanizzazione’ dell’Italia. Il Duce si trovò così con le spalle al muro e fu costretto ad ammettere tutta la sua colpevolezza; si parlò fortemente di abolizione del regime totalitario, di ripristino del Parlamento e di restituzione alla corona di tutte le sue prerogative, fatto sta che il Gran Consiglio del Fascismo nella notte del 25 Luglio gli votò contro. Il re, che non aspettava altro che la capitolazione del Duce, arrestò prontamente Mussolini trasferendolo a Campo Imperatore, saliva al governo Pietro Badoglio come nuovo capo, che pronunciò nottetempo la storica frase ‘ la guerra continua’.
Lo sconcerto e la confusione popolare furono comprensibilmente enormi: la gente, infatti, si era riversata nelle strade per festeggiare esultante la fine del conflitto, nessuno poteva ovviamente prevedere cosa stava per succedere…
Il repentino ‘cambio di fronte’ portò, infatti, dopo l’8 settembre a conseguente inevitabili: inveleniti e furibondi contro gli italiani si mostrarono gli ex alleati tedeschi, trovatisi in poche ore, dall’altra parte della barricata, cosa che provocò ben presto conseguenze tremende. Quasi subito in reazione quasi immediata, nasceva la Resistenza. Tra i primi partigiani molti furono i militari sbandati, del resto vent’anni di carcere e di oppressione favorirono la nascita di ciò specie al meridione, dove queste nuove aggregazioni, assimilabili inizialmente quasi a ‘bande’ affiancarono gli anglo-americani. Del resto la classe dirigente era naufragata e dalla data del 9 settembre, vi fu con la Resistenza l’inizio di un movimento nuovo, un punto di rinascita, morale e politico, pur inizialmente pieno di difficoltà e contraddizioni; iniziava la lotta per il riscatto morale della nostra gente nelle formazioni partigiane grazie alle quali l’Italia si poneva in cammino con le grandi democrazie…
Ancora, dopo la Guerra, il 10 agosto del 1946 Alcide De Gasperi, già nominato primo ministro, intervenne alla Conferenza di Pace di Parigi. Nel suo discorso difese l’Italia antifascista, sottolineò l’impegno del CNL, ricordò le vittime della Resistenza in un complicatissimo lavoro di mediazione e di recupero del nostro paese. Commovente a tal proposito risultò, infatti, l’incipit del suo discorso ‘….prendo la parola in questo consesso mondiale e sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me….’ Per poi concludere, dopo lunga enunciazione degli anni di guerra e dei rivolgimenti infiniti nel Paese, ai delegati astanti con queste parole: ’vi chiedo infine di dare respiro e credito alla Repubblica d'Italia: un popolo lavoratore di 47 milioni è pronto ad associare la sua opera alla vostra per creare un mondo più giusto e più umano’.
Il Congresso USA si alzò in piedi e fece a De Gasperi un corale riconoscimento di consensi ed è con questo auspicio che in questo duro momento per il nostro Paese voglio concludere questo breve ricordo.