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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2013

                     20/12/2013 - URLA DAL SILENZIO

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di Vincenzo Benvenuti

Per anni ci hanno detto che i pensionati d’oro erano pochi, che non era conveniente colpire le loro pensioni: oggi scopriamo che sono 100.000 e si mettono in saccoccia 13 miliardi di euro l’anno! In proporzione molto di più di un milione di pensionati a 500 euro al mese. Scopriamo che i commessi della camera arrivano a 300.000 euro l’anno, che la corte Costituzionale, a fronte di 15 giudici, ha 350 dipendenti e ci costa 50 milioni, che per ospitare Napolitano e consorte spendiamo 220 milioni; Francia, Inghilterra, Germania insieme non arrivano a 100 milioni di euro. C’è da salvare la nazione, ma non è possibile che, di nuovo, a fare sacrifici siano i pensionati ed i lavoratori dipendenti, mentre i politici, i giocatori di calcio, gli industriali, i banchieri e gli altri poteri forti continuano a godersi i loro lauti stipendi, i vitalizi, l’assistenza sanitaria particolare.
Possiamo ancora tollerare che la Corte Costituzionale abbia dichiarato illegittimo il blocco delle pensioni d’oro? Siamo veramente sicuri che questa nazione possa essere salvata o il nostro è solo accanimento terapeutico? La ricchezza di una nazione nasce dalla sua produzione industriale ed artigianale; il lavoro crea ricchezza e questa permette alla popolazione di fare acquisti, di pagare le tasse e pure di mantenere i costi dei politici (la politica non costa niente, sono i politici che costano), di pagare i servizi, gli ospedali, le ricerche, la RAI, e quanto altro, che non producendo, è a carico dei cittadini che producono. Forse dovremmo riflettere sulle possibilità di salvezza dell’Italia: qui non si produce quasi più nulla, tutto viene prodotto all’estero: dai termometri alle finestre in alluminio, dalle scarpe ai libri e giocattoli per bambini, dai televisori alle panchine; la lista di ciò che importiamo è lunghissima e questo vuol dire che qui ci sono sempre meno fabbriche, meno opportunità di lavoro, più persone disoccupate….
Ci smenano la ripresa sempre più vicina…ma sarà vera ripresa o solo mero arricchimento di coloro che, non producendo più in Italia, importano gli stessi prodotti che un tempo costruivano, li vendono agli stessi prezzi con profitti incredibilmente maggiori, tanto, ma tanto maggiori. Volendo fare le cose serie, coloro, che continuamente gridano per il lavoro che manca ai giovani, dovrebbero anche dirci quali lavori vogliono far fare a questi giovani perché il numero delle fabbriche e degli artigiani che chiudono aumenta ogni giorno.
In questa situazione di crisi sono sempre di più le persone che si rivolgono al banco alimentare della Misericordia, che bussano alle porte dei servizi sociali, che si rivolgono alla Caritas e alle associazioni di volontariato; nell’attuale situazione socio/economica fa male, molto male, scoprire che la nostra amministrazione ha destinato ai laboratori civici ben 46.000 euro, che ha incrementato la spesa della comunicazione di fine legislatura (roba da pazzi) di ben 22.000 euro.
Una ricerca della Coldiretti ha evidenziato che 400mila bambini, con meno di 5 anni, nel 2013, hanno avuto bisogno di aiuto per poter avere latte da bere e/o mangiare; più di 550 mila anziani, over 65, hanno dovuto chiedere aiuti alimentari; meno male che la solidarietà è cresciuta del 22%. Nel contempo i parlamentari hanno deciso di estendere la loro meravigliosa assistenza sanitaria ai figli minori di 26 anni e ai conviventi, pure dello stesso sesso….
Ciò che più mi meraviglia è il silenzio profondo che grava sulla nazione: quando c’era Berlusconi le scuole erano in occupazione permanente, c’erano scioperi giornalieri, il popolo viola e le donne in nero erano sempre in piazza: ma dove sono andati a finire??? E’ mai possibile che non abbiano niente da dire, eppure la situazione è molto, ma molto, peggiore di allora.
Ci sono stati gesti di disperazione spinti all’eccesso: persone che si sono tolte la vita a causa della crisi e delle sue conseguenze, ma le notizie sono scivolate via come sull’olio; non bisogna drammatizzare, chi alza la voce perché ha fame, non ha lavoro, non compra le medicine, sta perdendo la casa, viene zittito da un silenzio pesante e onnipresente e nessuno incanala la protesta, organizza manifestazioni, blocca strade e ferrovie, come quando governava Berlusconi.
Mi auguro e auguro alla nazione che, finalmente, coloro che ci governano abbiano il coraggio di prendere decisioni forti, di attuare programmi, non tanto di assistenza, ma di giustizia sociale che è duratura ed efficace, mentre l’assistenza è momentanea e non esaustiva perché la corda, a forza di tirarla, alla fine si spezza e come diceva Gian Burrasca “un popolo affamato alla fine fa la rivoluzione”.

Vincenzo Benvenuti