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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2013

                     20/12/2013 - IL SOCIALISMO EUROPEO

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di Carlo Boni
Un progetto ambizioso per il rilancio della Sinistra in Valdisieve


“It’s the end of the world as we know it (and I feel fine)”; è la fine del mondo come lo conosciamo (e mi sento bene), cantavano profeticamente i REM nel 1987, due anni prima del crollo del muro di Berlino. Più banalmente, nella tarda serata di domenica 8 dicembre 2013, finirà con tutta probabilità il mondo della Sinistra così come l’abbiamo conosciuto in questi ultimi ventidue anni, a partire dalla nascita della cosiddetta seconda repubblica. Nella domenica consacrata alla celebrazione dell’Immacolata Concezione, Matteo Renzi sarà consacrato a furor di popolo “lider maximo” del partito che fu della Sinistra.
A furor di popolo, dicevamo. Già, ma quale popolo? Fra gli iscritti e i simpatizzanti del PD non sembrano affatto pochi quelli che - ben lungi dal “sentirsi bene”, delusi e frastornati - hanno già fatto le valigie, disorientati dal nuovo corso.
I numeri parlano chiaro: la somma dei voti raccolti fra gli iscritti dai quattro candidati alla segreteria del PD corrisponde più o meno al numero dei voti raccolti nel 2009 dal solo Pierluigi Bersani (255.189, per la precisione) nella corsa per la segreteria del PD, allora a tre, con Dario Franceschini ed Ignazio Marino. Le primarie dell’8 dicembre avranno probabilmente un esito plebiscitario, ma c’è plebiscito e plebiscito: un conto sono le percentuali, un altro i numeri reali. La sensazione è che in tanti, fra i militanti più convinti, si siano tirati fuori, rassegnati e stanchi di questo stucchevole congresso-che-non-è-un-congresso, tutto centrato sui personalismi e lontano anni luce dai bisogni delle persone in carne ed ossa.
Se molti, con il cuore e con la testa, sono già “altrove dal PD”, tanti altri – animati da un apprezzabile, ma sterile, spirito di servizio - se ne tireranno fuori la mattina del 9 dicembre. Altri continueranno invece a “dare battaglia dall’interno”, come certi giapponesi dimenticati nelle isole del Pacifico dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Poche o tante persone che, sommate a coloro che se ne erano andate alla spicciolata negli anni scorsi, formano un popolo: il “popolo della Sinistra”, disorientato e frammentato in mille sigle e fazioni, ma unito dalla stessa passione per vecchie parole come “libertà, uguaglianza e fraternità”, (capolavoro di comunicazione sociopolitica ante-litteram, che nessun Baricco potrà mai uguagliare nella sua semplicità ed immediatezza). Un “popolo”, quello della Sinistra, ormai da troppo tempo alla ricerca di una casa da sistemare e curare, in cui sentirsi a proprio agio e non essere trattati come ospiti indesiderati o, peggio ancora, come vecchi arnesi da rottamare.
Mai come stavolta le elezioni europee del 25 maggio 2014 rappresentano un’occasione - probabilmente l’ultima, da non perdere - per mettere fine una volta per tutte all’anomalia tutta italiana della dubbia collocazione dei nostri partiti nelle tre grandi famiglie politiche del continente, popolari, socialisti e liberaldemocratici, e per gettare le basi per la (ri)costruzione di una Sinistra (quella con la S maiuscola…) che sappia riappropriarsi di quei valori e di quei contenuti che l’hanno sempre contraddistinta, prima che la sinistra (quella con la s minuscola…) cedesse alle lusinghe del pensiero unico neoliberista, tutto mercato, liberalizzazioni e privatizzazioni che ci ha portati fin qui.
Una Sinistra che soprattutto sappia riappropriarsi di quel popolo che con i suoi comportamenti e il suo modo di intendere le dinamiche sociali l’ha tenuta, la tiene e la terrà sempre in vita.
Proviamo allora ad alzare un po’ lo sguardo al di là delle misere contingenze, a guardare a quello che accade oltre i patri confini; quella casa che da tempo cerchiamo esiste, è lì che aspetta il nostro prezioso contributo ed è il Partito del Socialismo Europeo. Valdo Spini, durante la presentazione del suo ultimo libro a Pontassieve (il 19 novembre scorso, nella Sala delle Eroine del palazzo comunale), ha ricordato a tutti noi come “pezzi di SEL, del PSI e del PD” possano e debbano intraprendere - di comune accordo - un percorso costituente il cui esito sia la riaggregazione in un soggetto politico che abbia diritto di cittadinanza nella famiglia del socialismo europeo, divenendone a pieno titolo parte attiva ed integrante.
La pochezza delle ultime vicende politiche ci ha insegnato che la vera partita si gioca a livello europeo. E’ in Europa che la deriva centrista della cosiddetta “sinistra riformista” (priva di un’adeguata cultura politica e, in ultima analisi, di una propria identità) ha dato campo libero alle politiche neoliberiste, che hanno a poco a poco soppiantato l’Europa dei diritti, della coesione e della giustizia sociale, del lavoro con l’Europa delle banche e del mercato. Un’Europa tributaria di un élite finanziaria che ha il solo scopo di sradicare, un paese dopo l’altro, le conquiste politiche che negli ultimi cinquanta anni hanno dato corpo al “modello sociale europeo” (invidiato da tanti, qua e là nel mondo…) per sostituirlo con una malriuscita imitazione del modello anglosassone, in cui a farla da padrone sono precarietà ed ineguaglianze, spacciate però per liberalizzazione del mercato del lavoro e per esito virtuoso della meritocrazia, rispettivamente.
Ecco quindi la necessità di aderire in pieno al socialismo europeo e di costruire, in primis a livello europeo, un progetto credibile per il rilancio della Sinistra.
Ma come farlo, se non ripartendo dai territori? L’idea è quella di fare della Valdisieve (territorio che per la propria storia e per la propria cultura ben si presta allo scopo) un vero e proprio laboratorio politico, dando vita – qui ed ora – a quella “Costituente di Sinistra” che, partendo dall’adesione condivisa al socialismo europeo, crei un'essenza unitaria in vista delle amministrative del prossimo anno. Abbiamo il dovere (etico, prima ancora che politico) di provare a ricomporre il puzzle della Sinistra, rimettendo insieme i pezzi sparsi di quei partiti, movimenti ed associazioni accomunati dagli stessi valori e dagli stessi principi: diritti, giustizia sociale, lavoro e beni comuni. Non dobbiamo cercare le differenze, ma valorizzare le buone pratiche. Non è necessario cancellare le storie e le esperienze personali che ognuno porta con sé, ma al contrario è necessario valorizzarle ed utilizzarle come cassetta degli attrezzi. Non dobbiamo rimpiangere il passato, ma dobbiamo vivere il presente ed intrecciare il futuro.
Dobbiamo, tutti insieme, candidarci ad essere la classe dirigente di una Sinistra di nuovo al passo coi tempi, seria e credibile, protesa al cambiamento. Una Sinistra che non tolleri più la gestione del potere per fini personali; una Sinistra fatta di persone che torni a parlare “alle” persone e non “di” persone; una Sinistra che non prometta ciò che non è in grado di mantenere; una Sinistra che sappia bene “cos’è la destra e cos’è la sinistra”, come cantava il compianto Giorgio Gaber.
Una Sinistra sobria, che non potrà e non dovrà mai permettersi locali appariscenti in cui accogliere le persone che le si avvicineranno fra stucchi, colori pastello e luci soffuse; ma comunque una Sinistra vera, non di plastica.
E' per questo motivo che chi scrive e chi legge questo “piccolo” bimestrale, esempio e baluardo della “buona politica”, chi tutte le settimane si ritrova nelle case del popolo animato da una passione vera e disinteressata, chi quelle case del popolo le ha costruite e sorrette, tutti noi abbiamo il compito e l'onere di unirci e riparlare agli uomini, alle donne e soprattutto a giovani di Sinistra e aprire una nuova fase politica per la Valdisieve.
Carlo Boni