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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2013

                     20/12/2013 - ….. UNA ARRAMPICATA DI QUARTO GRADO!

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di Marino Bianco

Le “larghe intese” sono divenute ufficialmente “strette”, con il passaggio della ricostituita Forza Italia all'opposizione.
La diversa maggioranza dovrebbe risultare più coesa; ma nonostante le manifestate intenzioni di Enrico Letta e di Angelino Alfano e coraggiose professioni di ottimismo, il cammino del Governo si prospetta più breve ed irto di notevoli, previsti e prevedibili ostacoli.
Ora, la priorità assoluta è costituita dalla legge elettorale, dopo che la Corte Costituzionale - come era pressoché scontato - ha dichiarato illegittimo il "porcellum", con la conseguenza di un impasse democratico senza precedenti nella storia della Repubblica, e con effetti tutti ancora da verificare: come, infatti, all'occorrenza, si potrebbe tornare all'esercizio della sovranità popolare se non vi fosse ancora una nuova normativa elettorale?
Per il Parlamento (ove in tanti mesi non è stato possibile accordare i suoni) un nuovo banco di prova di doverosa responsabilità, per non assecondare furbizie di rinvii e di inutile durata.
Il ritorno del Premier alle Camere per un nuovo voto di fiducia, reso necessario dalla nuova base di consenso, è stato richiesto dal Capo dello Stato per marcare la discontinuità col passato e perché fosse concordato lo specifico programma delle “strette intese”.
Il Nuovo Centrodestra ha indicato il limite temporale del 2014 per realizzare i suoi “cinque punti qualificanti”;ponendo tra questi quale condizione la riforma della Giustizia (durata dei processi penali e civili, depenalizzazione, intercettazioni, misure cautelari, separazione delle carriere dei Magistrati, responsabilità civile di questi, Consiglio Superiore della Magistratura, umanizzazione carceri, riequilibrio tra i poteri politico e giudiziario, e via discorrendo con riferimento ai ben undici capitoli individuati dalla Commissione dei Saggi istituita al momento della formazione del Governo delle “larghe intese”)!
Non solo, ma per il Nuovo Centrodestra vi sono ...gli strascichi dei propri programmi incompiuti dalla maggioranza precedente, ai quali non può abdicare: dai provvedimenti anticongiunturali, alla questione fiscale, alle modalità della spending review (e a nessuno sfugge la confusione ed il disappunto tra la gente e la contrarietà da parte sia del mondo del lavoro che della produzione rispetto al contenuto delle leggi in itinere).
E se, da un lato, il Nuovo Centrodestra, pur liberato dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi (che, contraddittoriamente, anche dagli alfaniani è considerato ancora il leader di tutto il centrodestra), continua a cavalcare su quegli argomenti le opzioni di origine (che non può abbandonare. se vuole catturare consensi ed anzi non rischiare di essere “asfaltato” da Forza Italia; dall'altro lato, e cioè dalla dirigenza del Partito Democratico, si lanciano allarmanti segnali ed anzi richieste che le proprie priorità e i propri programmi, anche per i mutati rapporti di forza nella nuova coalizione, dovranno avere maggior peso negli impegni e nell'azione del Governo.
Inoltre, se per verificare la realizzazione del nuovo accordo programmatico ci si è assegnato il limite di un anno, non si vede come si possa avere il tempo necessario per porre mano alla auspicata riforma istituzionale, indefettibile ed urgente anche per superare la sistemica crisi economica e sociale del nostro Paese.
Al recente Congresso del Partito Socialista Italiano, il Ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello ha realisticamente messo in evidenza la notevole difformità di proposte nella stessa nuova maggioranza, e altresì le difficoltà nascenti dalla lunghezza della cosiddetta “procedura di aggravamento” prevista dall'art. 138 della Costituzione, e come, attesa l'impossibilità di raccogliere il consenso dei due terzi dei componenti in entrambi i rami del Parlamento (tanto obsoleti e pletorici quanto rissosi!), non sarebbe da escludere ed anzi è da prevedere che la riforma costituzionale, ove varata, sarebbe sottoposta a referendum popolare.
Insomma, per andare sicuri e progressivamente avanti, ci vorrebbero ben altri numeri, ben altri tempi e sopratutto ben altre ferme ed univoche volontà politiche, tutt'altro che percorsi brevi e fortemente accidentati.
C'è da augurarsi che, nell'interesse del Paese, non ci si riduca, come qualche malizioso ...commentatore definisce ed adombra, ad una “stabilità di poltrone”, che non si lavori ...dietro le quinte per anticipare le elezioni appena fosse varata la nuova legge elettorale; che, invece, possa l'Italia essere veramente governata con il necessario cosiddetto “cambio di passo”, anche se ciò richiederà una leale e vigorosa cordata di arrampicatori capaci di scalare almeno un quarto grado! Marino BIANCO