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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2014

                     21/2/2014 - LEGGE ELETTORALE

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I veti dei piccoli partiti e l’incapacita dei grandi partiti.
Di Rino Capezzuoli

L
a situazione non è ancora chiarissima sulla nuova proposta Renzi Berlusconi per riformare la Costituzione, la legge elettorale, “la modifica del ruolo del Senato ”
L’accordo segna sicuramente un passo avanti rispetto al “porcellum” ed alla situazione attuale.
Le cose che lasciano perplessi sono sicuramente due: le liste corte o bloccate e gli sbarramenti.
Percentuali dettate dalla voglia dei grandi monopoli di soffocare ogni dissenso, in linea con quanto sta avvenendo ormai in ogni settore della nostra società. Non decisioni condivise e voti di maggioranza da rispettare tutti ma sbarramenti perché il manovratore possa fare quello che vuole come e quando gli fa comodo.
E’ una tendenza ormai in atto da tempo, “il capo” non il “leader”, l’Ordine non la compartecipazione consapevole, “il decisionismo” non ”la responsabilità collettiva”. Le minoranze danno fastidio in ogni settore della vita sociale politica economica culturale, perciò si tende ovunque a farle tacere non più con le armi, almeno da noi, ma con metodi più subdoli ma non meno letali.
Volutamente non abbiamo citato casi più eclatanti, come le proposte “razziste” portate avanti dalla Lega Nord, che con un po’ di populismo fanno presa sulla parte meno acculturata dei nostri cittadini, con frasi come ”gli extracomunitari vengono da noi rubano e portano via il lavoro agli italiani”, “non vanno integrati, ma cacciati”. Ed ”ognuno a casa sua” come se le nazioni fossero dei recinti inviolabili.
Certo è vero, le minoranze non possono avere diritto di veto, ma è altrettanto vero che quando lo esercitano è per l’incapacità delle maggioranze di risolvere i problemi, o per questioni di principio che non possono essere aggirate e sono più forti di qualsiasi maggioranza. Potremmo ricordare alcune grandi battaglie portate avanti dai radicali per i diritti civili. Inoltre i grandi partiti non disdegnano quel 2-3% dei partitini minori quando questo serve per superare le soglie dei premi di maggioranza, o quando servono per vincere rispetto all’avversario
Oggi il pericolo è il monoculturalismo, l’omologazione, il
monopolio non solo culturale od economico ma su ogni modo di vivere. Pensate ai monopoli delle comunicazioni, delle materie prime, delle armi ed ancora della cultura, come i paesi più sviluppati stanno tentando di attuare.
Il monopolio sulla cultura, sulle conoscenze, sulla scienza è il nuovo metodo per dominare il mondo.
Quindi nessuna meraviglia se, dopo 20 anni di Berlusconismo, avremo 20 anni di Renzismo che per essere migliore, dovrebbe trasformare o meglio”formare” il nuovo partito democratico, un partito mai nato, in un contenitore, in una coalizione di centrosinistra in cui possano confluire senza timori di essere fagocitate, le culture che popolano l’area progressista del nostro paese. Per far questo Renzi deve diventare un leader, ancora non lo è, deve formare un partito che garantisca al suo interno le minoranze con una libera circolazione delle idee che arricchiscono e creano opportunità oltre al consenso, fondamentali più vasti e robusti su cui poggiare l’azione del partito stesso.
Non ci sembra che Renzi voglia far questo, anzi dalle prime mosse sembra voler usare il partito come trampolino di lancio per altre mire, la guida del governo ed il potere, un potere che sembra coagularsi intorno alla sua leadership fino al punto da presentarlo come salvatore della patria.
Sarà vero o ci sbagliamo? Oppure non essendoci nulla di meglio, si usa fino a che fa comodo quello che c’è?
Il socialismo che prospettive avrà in questa nuova situazione? Tre ipotesi:
1) Credo che si apriranno grandi spazi nel centrosinistra;
2) Scomparirà, omologandosi ad un partito democratico rinnovato all’americana;
3) Risorgerà, con il proprio simbolo prendendo il posto di un PD inesistente e di una classe dirigente incapace.
Entro breve tempo avremo delle risposte, anche perché l’alternativa è quella di avere al potere ancora una destra populista ed un paese ridotto come la Grecia o l’Egitto, in una Europa razzista e xenofoba.
Rino Capezzuoli