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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2014

                     3/5/2014 - ELEZIONI EUROPEE

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di Rino Capezzuoli
Localismi, nazionalismi, razzismi.


No all’Euro, No agli extracomunitari, no all’Europa, è questo il leit motiv della campagna elettorale per le elezioni europee del 25 maggio 2014. Purtroppo molti europei inconsapevolmente si sentono attratti da questi slogan terribili e disastrosi anche per gli errori commessi dalle classi dirigenti europee in questi anni.
Fuori dal’euro, gridano i vari Grillo, Forza Italia, Lega ecc. in Italia, insieme ai Le Pen in Francia, all’estrema destra di ogni paese ed ai nazionalisti vari in tutta Europa. “La crisi economica è dovuta all’euro, solo i tedeschi ci guadagnano, avremo un’Europa dominata dalla Germania e dalle banche”.
Malesseri reali ma analisi completamente sbagliate. L’embrione di unità europea ha garantito per oltre 70 anni la pace nel nostro continente e questo elemento sarebbe di per sé già sufficiente per continuare su questa strada. Ma il malessere attuale non è frutto solo della crisi economica aggravata in ogni paese europeo da una visione miope e non lungimirante delle classi imprenditoriali e dirigenziali nazionali che hanno sommato l’incapacità di affrontare le trasformazioni mondiali in atto ad errori e ritardi nella gestione corrente degli stati nazionali, chi per troppa rigidità, chi per facilità di spesa, chi per altri motivi e comunque tutti con i ritardi culturali accumulati nel tempo, rispetto alle necessità contingenti di ogni paese e quindi anche alla costruzione dell’unità europea. Non sarà uscendo dall’euro che si risolverà la crisi economica in atto. Ve lo immaginate cosa potrebbe contare la liretta in un mondo globalizzato nei confronti del dollaro, o della sterlina, oppure dei petrodollari arabi, o dell’Economia cinese, o russa, solo per fare degli esempi.
Già l’euro non pesa abbastanza in questa situazione e l’uscita da esso sarebbe per l’Italia, e per qualsiasi altro paese il modo per scivolare a livello delle economie del terzo e quarto mondo, con un’immediata e drammatica riduzione del nostro tenore di vita. Il problema vero è quello di armonizzare le economie dei vari paesi europei ancora troppo diverse tra loro e squilibrate. Occorre andare in direzione di un maggiore equilibrio e non è tornando indietro ai singoli localismi e nazionalismi che si risolvono i problemi della crisi, come predicano con faciloneria alcune forze xenofobe che vogliono tornare a gestire i propri orticelli con metodi feudalistici.
Quindi per uscire dalla crisi occorre più Europa, occorre sentirsi parte attiva dell’insieme ed occorrerà ancora del tempo perché ciò si realizzi, tempo che purtroppo non abbiamo. Quindi occorrerà un deciso balzo culturale e le prossime elezioni europee sono perciò un banco di prova per la nuova Europa e da qui l‘impegno che ogni militante progressista ed europeista deve avere perché continui il cammino verso l’unità europea, votando e facendo votare per i partiti europeisti. Occorre allertare i cittadini europei del disastro che avremmo se nel nuovo parlamento vi fosse un consistente numero di parlamentari xenofobi, nazionalisti, incapaci di dialogare con il mondo e di aprirsi alle istanze che si levano per adesso inascoltate dal mediterraneo e dall’est e dal sud del mondo.
L’Europa di domani dovrà basarsi sulla solidarietà, non creare steccati ma aprirsi cercando integrazioni, non respingimenti, Uguaglianza non subalternità economica, deve essere portatrice di cultura non di sudditanze.
E’ una grande sfida culturale e politica ed il nemico da battere è in mezzo a noi, è dentro le nostre comunità.
Rino Capezzuoli