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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - SETTEMBRE 2014

                     18/10/2014 - INCONTRO ALLA SCUOLA MALTONI

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NON SANNO QUELLO CHE FANNO
di Tommaso Rossi
Giovedì 15 maggio, il Presidente del Circolo Fratelli Rosselli Valdisieve, Giovanni Casalini, ed io, come curatore del libro “Cronache di guerra in Valdisieve (1943-44)”, abbiamo partecipato a un incontro con due classi terze della Scuola secondaria di primo grado “M.Maltoni” di Pontassieve sul tema della seconda guerra mondiale nei nostri territori. Pochi giorni dopo ho ricevuto da una delle insegnanti questo breve scritto in forma diaristica, opera di fantasia di uno degli alunni che hanno partecipato all’incontro, Tommaso Rossi della classe III D. Naturalmente nessuno degli avvenimenti narrati è reale e anche alcuni dettagli della vita partigiana appaiono imprecisi, ma la ricostruzione della tensione morale che animò quei giovani, che nell’incontro di maggio abbiamo cercato di ricostruire, appare descritta con grande efficacia, cosicché ho deciso di proporla per la pubblicazione nel nostro periodico, ringraziando Tommaso e le sue insegnanti (rdb).
Falterona, 14 luglio 1944
Mi chiamo Gianna e faccio parte del Cln, il comitato di liberazione nazionale. Io e la mia amica Francesca siamo le uniche donne in questa brigata di partigiani.
Scrivo nel mio diario perché penso che un giorno qualcuno lo possa sfogliare e ricordare cosa è successo in questi anni, in questi brutti anni.
Scrivo anche per scaricare la tensione, perché ho tanta paura, ho paura di morire, di essere uccisa da un proiettile nazista o fascista.
Stiamo nascosti nella foresta evitando di fare qualsiasi rumore perché ci può costare la vita. Nel nostro umile rifugio cerchiamo di rintracciare con la radio qualche segnale, perché così possiamo sapere cosa succede nel resto del mondo.
Io faccio la staffetta cioè porto messaggi, armi ed altre cose utili ad altre brigate partigiane, è un compito difficile che richiede la massima delicatezza.
La scorsa settimana mi hanno dato l’ordine di sparare ad un nazista. Io ho eseguito e sono fuggita, ma per rappresaglia hanno trucidato 3 persone nel piccolo paesino di San Godenzo, tra cui Gianni, un amico di mia madre, ogni notte sogno lui che mi urla “Cosa hai fatto!!”….. sono le 00:30 e ho sentito un bombardamento, devo subito spengere il mio piccolo lume, ci si vede caro diario …. Se non muoio… è ovvio.

Falterona, 16 Luglio 1944
Oggi alle 12:00 gli aerei alleati ci hanno lanciato con il paracadute delle casse con dentro armi, giornali e cibo, era da 5 giorni che non mangiavamo.
C’erano lenticchie crude, fagioli in scatola, carne in scatola ed altro, il cibo non era dei migliori, però ci accontentavamo perché avevamo una fame terribile, a me è toccato soltanto una scatoletta di fagioli.
Sono contenta perché gli alleati certe volte ci aiutano, anche se spesso bombardano il nostro territorio, devo ringraziare Togliatti che quest’anno ha formato un governo antifascista, e noi dipendiamo da quello.
Sono contenta anche perché di notte ci sono le lucciole che illuminano la nostra foresta e che mi danno una speranza, almeno loro non sentono la guerra.
Sono le 6:00. Francesca e altri 2 partigiani della mia brigata sono scesi per soccorrere i cittadini che vivono a San Godenzo, perché oggi c’è stato un rastrellamento da parte dei nazisti. Sono tanto preoccupata, ho paura di non vederli mai più.
Sto scrivendo con il fucile in mano perché è il mio turno di vedetta, la nostra parola d’ordine è “brucia i fasci e il ragno con la zampa sul cuor”. Ora devo svolgere il mio compito.
Ciao, caro diario!
1 Agosto 1944
Oggi è un grande giorno, sono molto contenta, gli alleati sono quasi a Firenze, credo che questa agonia della guerra stia per finire, tra poco l’Italia sarà liberata, me lo sento o almeno credo.
Io sto scrivendo in un altro rifugio perché il nostro è stato bombardato stamattina intorno alle 5:00, sono morti tre di noi: Giovanni che faceva il panettiere, Francesco un ragazzo di 15 anni e Ugo, un musicista che non potrà più suonare il suo strumento.
Stamattina mentre stavamo scappando dai bombardamenti cantavamo una canzone chiamata “Bella Ciao”, la cantavamo per placare la paura, ma nessuno riusciva a sentire perché le bombe erano molto più forti.
I nazisti adesso sanno dove siamo, abbiamo deciso che ogni giorno e ogni notte faremo la veglia a turno per sorvegliare, e quindi se vediamo un nazista abbiamo l’ordine di sparargli.
Stiamo mangiando salsicce crude perché non possiamo appiccare il fuoco altrimenti i nazisti ci vedrebbero.
E’ appena arrivato un messaggio da parte del CLN dove c’è scritto che 2 di noi domani dovranno andare in paese a prendere armi e messaggi senza farsi notare dagli invasori, sarà una missione ad alto rischio.
Ti farò sapere, caro Diario.
I nazisti mi hanno concesso qualche minuto per scrivere.
Stamattina hanno scelto me e Francesca per portare i messaggi e le armi alla nostra brigata partigiana. Ci hanno dato documenti falsi, vestiti per donne, un cappellino di paglia, tutto questo per far sembrare delle normali ragazze.
Dovevamo scendere a San Godenzo per prendere nella chiesa alcuni sacchi di patate dove dentro c’erano armi, messaggi, giornali ecc.
Se per caso i nazisti ci avessero fatto qualche domanda nel viaggio di andata, dovevamo rispondere che noi eravamo soltanto delle ragazzine che stavano andando a prendere del cibo, per portarlo al loro nonno che vive in campagna.
Tutto era secondo i piani e quindi scendemmo.
Seguimmo una stradina di campagna che portava al paesino, mentre scendevamo sentivamo i colpi delle mitragliatrici che si trovavano dietro al monte accanto, i proiettili squarciavano l’aria.
La camminata angosciante durò 3 ore, arrivammo nella chiesetta dove c’era il prete che stava annaffiando i fiori. Sapeva del nostro arrivo, vedevamo nei suoi occhi una grande paura.
Ci accostammo a lui e dicemmo la parola d’ordine, il prete ci guardò, e chiese di seguirlo nella cappella dove c’era “il cibo per il nonno” e due capi della nostra brigata che ci aiutarono a caricare i sacchi su di un carro.
Partimmo e seguimmo un sentiero sconosciuto ai nazisti, sentivamo di già la vittoria in pugno e il fresco vento di libertà, ma non fu cosi.
I nazisti non so come ci trovarono, aprirono i sacchi e trovarono il contenuto.

Adesso sono qui in attesa di essere fucilata insieme a tutti i miei compagni.
Ci hanno presi tutti, come bestie al macello.
L’Italia verrà liberata me lo sento.
Peccato perché non potrò festeggiare quel giorno.

Addio caro Diario.
Perdono i nazisti perché NON SANNO QUELLO CHE FANNO.